Il Patrimonio della Umanità in Veneto

In questo viaggio ti porto a scoprire i siti Patrimonio della Umanità in Veneto. Sono luoghi di grande valore storico, artistico, architettonico, naturale riconosciuti da UNESCO, ma conoscerai anche quelli che la Regione ha candidato per un prossimo riconoscimento, affinché anch’essi vengano protetti e valorizzati. Ti parlerò, dunque, di Venezia, Vicenza, Verona, delle Ville Palladiane e di uno storico Orto Botanico, ma anche delle Colline del Prosecco e di Padova.



Venezia e la sua Laguna

Venezia, fondata su 118 piccole isole all’interno della laguna che ha preso il suo nome, è un gioiello artistico e architettonico unico al mondo. Le sue Chiese e i suoi Palazzi testimoniano lo splendore e la ricchezza che questa città ebbe dal IX al XVIII secolo e che le ha valso l’inserimento nella lista del Patrimonio della Umanità in Veneto.

patrimonio della umanità in veneto
Canal Grande

Nel XV secolo, Venezia era la città più grande e ricca d’Italia grazie al commercio marittimo. A partire dal XVI secolo, con la scoperta di una nuova via marittima verso l’India, il suo peso politico si ridusse, ma Venezia conservò il suo ruolo predominante di centro economico e culturale ed iniziò ad espandersi nell’entroterra.

La principale via di comunicazione della città è il Canal Grande, che la attraversa ramificandosi in una miriade di canali laterali. Il Canal Grande è affiancato da oltre 200 palazzi e 15 chiese, motivo per cui i veneziani lo chiamano anche, gergalmente, Canalazzo. Lungo circa 4 chilometri, la larghezza del Canal Grande varia dai 30 ai 70 metri e la sua profondità massima è di 5 metri. Come una “S” rovesciata, il canale divide in due la città, dall’innesto del Ponte della Libertà, vicino alla stazione ferroviaria di Santa Lucia, fino al bacino di San Marco. Le sue acque sono solcate da gondole, taxi acquei e imbarcazioni da carico, oltre che da vaporetti e navette fluviali per il trasporto pubblico. Ogni anni, nel Canal Grande si svolge la Regata Storica.

Canal Grande

Il Canal Grande sbocca in Piazza San Marco, dove sorgono gli edifici più famosi: la Basilica di San Marco, il cui aspetto attuale risale all’XI secolo, con i suoi meravigliosi mosaici su fondo oro, e il Palazzo Ducale, capolavoro del Gotico veneziano, costruito nel XII secolo. L’aspetto urbanistico della città, con le sue isolette e i canali, ne fa un’opera d’arte a tutto tondo; in pochi altri luoghi al mondo esiste una simile concentrazione di palazzi, chiese, conventi, teatri e musei che custodiscono innumerevoli tesori e capolavori di artisti rinascimentali e barocchi, come Canaletto, Tintoretto, Giambattista Tiepolo, Tiziano e Giovanni Bellini.



Piazza San Marco è il cuore di Venezia, il luogo nel quale si concentrano le tracce delle vicende storiche e della civiltà stessa della Serenissima, la Repubblica di Venezia. Questa grande e meravigliosa piazza è stata plasmata nel corso dei secoli, fino ad ottenere l’aspetto attuale. Lungo il lato est sorgono la Basilica e il Campanile di San Marco. Il Campanile, realizzato nel XII secolo, si erge isolato in un angolo della piazza ed è uno dei simboli della città; salite in cima perché vi si gode di uno dei più bei panorami di Venezia. Lungo i lati meridionale e settentrionale, la piazza è racchiusa dalle Procuratie Vecchie e Nuove che sono sontuosi edifici del XVI secolo, sedi ufficiali dei Procuratori di San Marco ai tempi della Serenissima. Il lato occidentale è chiuso dall’Ala Napoleonica (o Procuratie Nuovissime), fatta costruire nel 1810 da Napoleone Bonaparte come sua residenza; Napoleone definì questa piazza “il più bel salotto d’Europa“.

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Piazza San Marco

In Piazza San Marco, di fianco alla Basilica, si trova il Palazzo Ducale che fu, nello stesso tempo, residenza privata del doge, sede del governo, prigione e tribunale. E’ un magnifico edificio in stile Gotico veneziano i cui lavori iniziarono nel IX secolo, ma l’attuale struttura a tre ale risale al XV secolo. A sinistra della balconata, di fianco alla Basilica, vi è il monumentale ingresso al palazzo, la Porta della Carta, che probabilmente deve il suo nome all’usanza di affiggervi le nuove leggi e decreti. Sul lato nord del cortile interno sorge il Porticato Foscari che termina con il maestoso Arco Foscari, la cui struttura ricorda gli archi di trionfo dell’antica Roma. Dal cortile si accede al palazzo tramite la Scala dei Giganti, chiamata così per le due statue in marmo raffiguranti Marte e Nettuno, poste ai lati. I suoi interni traboccano di opere d’arte; nella Sala del Maggior Consiglio, si trova uno dei dipinti più grandi del mondo, il Paradiso di Tintoretto; sul soffitto della sala, detta anche del Senato, vi è un grandioso affresco di Paolo Veronese, omaggio alla Serenissima. Altre opere dei due artisti, Tintoretto e Veronese, si possono ammirare nella Sala del Collegio, dove si riuniva il Collegio dei Savi e della Serenissima Signoria. Per la tua visita al Palazzo Ducale, leggi anche Venezia Ducale.

Palazzo Ducale e Campanile di San Marco
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Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio

A rendere straordinaria la Basilica di San Marco sono le sue cupole ed i suoi mosaici. Eretta in stile bizantino tra il 976 e il 1094, la basilica ha cinque grandi portali sulla facciata. Al suo interno, le cupole risplendono di marmi e mosaici con scene bibliche; le volte, le cupole e le pareti furono ricoperte, nel corso del XII e del XIII secolo, con oltre quattromila metri quadrati di tessere musive, utilizzando come colore di fondo l’oro. Il mosaico più antico è quello della cupola di Pentecoste (la prima a ovest), realizzato entro la fine del XII secolo. La cupola centrale è quella dell’Ascensione, mentre in quella del transetto settentrionale sono raffigurate scene della vita di San Giovanni Evangelista; in quella meridionale, i mosaici rappresentano i santi Leonardo, Clemente, Biagio e Nicola, illuminati dal rosone. Il Cristo Pantocratore, al centro di un trono gemmato, benedice i fedeli dal presbiterio, circondato dalla Vergine Maria e dai quattro Evangelisti. Il sottostante altare di San Marco è ornato dalla famosa Pala d’Oro, un grande paliotto in oro, argento, smalti e pietre preziose; capolavoro dell’arte bizantina, fu creata appositamente per la basilica nel X secolo e arricchita fino al XIV secolo.

Basilica di San Marco
Basilica di San Marco, interno

Tra i più bei panorami di Venezia, c’è la vista dell’imponente cupola emisferica della Basilica barocca di Santa Maria della Salute vista dal Canal Grande. La Basilica di Santa Maria della Salute si trova nell’area della Punta della Dogana, tra il Canal Grande e il Canale della Giudecca, e fu eretta come ex voto alla Madonna per la fine dell’epidemia di peste del 1630. Fu iniziata nel 1682 da Baldassarre Longhena e terminata nel 1687, cinque anni dopo la morte dell’architetto. La Chiesa si compone di una costruzione centrale ottagonale con una enorme cupola, con raffinate volute a spirale stabilizzate da statue che fungono da contrafforti. La sacrestia è un autentico scrigno della pittura veneziana, con Le nozze di Cana del Tintoretto (1561) e tre affreschi di Tiziano sul soffitto: Caino e Abele, Il sacrifico di Abramo e Isacco, Davide e Golia (1540-1549).

Basilica di Santa Maria della Salute

Uno dei più famosi emblemi architettonici di Venezia è il Ponte di Rialto; è composto da due rampe inclinate, con negozi su entrambi i lati, che portano ad una sezione centrale. L’ampio arco è sostenuto da 6000 pali in rovere su entrambe le rive e il ponte si estende sul canale per una lunghezza di 48 metri; l’altezza media è di 7,5 metri e permette il passaggio di imbarcazioni. La sua costruzione si rese necessaria dopo che, nel 1444, l’originario ponte in legno del XII secolo crollò sotto il peso della folla che assisteva al passaggio del corteo della sposa del marchese di Ferrara; dopo una prima ricostruzione, ancora in legno, nel 1503 venne infine proposta l’edificazione del ponte in pietra, realizzato tra il 1588 e il 1591. Dal Ponte di Rialto è spettacolare la vista del Canal Grande.

Ponte di Rialto

Oltre che dalle isole che costituiscono la città di Venezia, la Laguna di Venezia comprende deliziose isole, ognuna con una caratteristica peculiare. Una crociera tra le isole della Laguna, visitando Torcello con la sua prestigiosa Basilica, Burano con le sue case dai “mille colori” e San Francesco del Deserto con il suo Convento, è un’esperienza tra le più belle. Per la tua visita a queste isole della laguna, leggi Le isole di Venezia.

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Isola di Torcello, Mosaico Giudizio Universale
Isola di Burano

Città di Vicenza e le Ville Palladiane del Veneto

Il centro storico di Vicenza, con i suoi 23 edifici del più grande architetto del Rinascimento, Andrea Palladio, è stato inserito nella lista del Patrimonio della Umanità in Veneto nel 1994. Due anni dopo sono state incluse anche circa 20 ville da lui progettate nel Veneto.



Gli studi umanistici e quelli riguardanti le rovine dell’antica Roma influenzarono in modo decisivo la cultura professionale di Andrea Palladio (1508-1580). Grazie alla sua spiccata tendenza all’armonia e al suo amore per la simmetria creò, nel Veneto e in particolare a Vicenza, una serie di ville che sarebbero state annoverate a pieno diritto tra i massimi capolavori della storia dell’arte. La sua concezione di architettura diede vita ad uno stile, quello palladiano, che si sarebbe diffuso in tutta Europa e anche oltre Oceano. Un’importante opera giovanile è il Palazzo della Ragione di Vicenza, più noto come Basilica Palladiana. Nel 1570, Palladio progettò la Loggia del Capitaniato, la residenza del capitanio (il rappresentante della Repubblica di Venezia). Tra gli edifici palladiani vi è anche Villa Almerico Capra, detta La Rotonda; si tratta di uno dei massimi esempi dello stile di Palladio, tra i più celebri e imitati nella storia dell’architettura, anche negli Stati Uniti.

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Vicenza, Piazza dei Signori, Basilica Palladiana (a sn)
Vicenza, Villa La Rotonda

Nel 1580, l’anno della sua morte, realizzò il progetto del Teatro Olimpico, bellissimo con i suoi giochi prospettici, il primo e più antico teatro stabile coperto della storia moderna. Gioiello dell’architettura palladiana, il Teatro Olimpico richiese cinque anni per la sua realizzazione (1580-1585). Il proscenio, concepito come un arco trionfale o la facciata di un edificio dell’antica Roma, dà vita a molteplici effetti visivi. Le scene prospettiche, realizzate in legno e stucco, rappresentano le sette vie dell’antica Tebe.

Per la tua visita a Vicenza, leggi anche Vicenza, cosa vedere in tre ore.

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Vicenza, Teatro Olimpico
Vicenza, Teatro Olimpico

Le ville palladiane nel resto del Veneto, inserite nel Patrimonio dell’Umanità sono: Villa Trissino (località Cricoli – Vicenza), Villa Gazzotti Grimani (località Bertesina – Vicenza), Villa Angarano (Bassano del Grappa), Villa Caldogno (Caldogno), Villa Chiericati (Grumolo delle Abbadesse), Villa Forni Cerato (Montecchio Precalcino), Villa Godi (Lugo di Vicenza), Villa Pisani Ferri (Lonigo), Villa Pojana (Pojana Maggiore), Villa Saraceno (Agugliaro), Villa Thiene (Quinto Vicentino), Villa Trissino (Sarego), Villa Valmarana Zen (Bolzano Vicentino), Villa Valmarana Bressan (Monticello Conte Otto), Villa Badoer (Fratta Polesine), Villa Barbaro (Maser), Villa Emo (Vedelago), Villa Zeno (Cessalto), Villa Foscari (Mira), Villa Pisani (Montagnana), Villa Cornaro (Piombino Dese), Villa Serego (San Pietro in Cariano), Villa Piovene (Lugo di Vicenza).

Per visitare alcune ville palladiane, il mio consiglio è quello di salire su un battello fluviale che percorre un tratto del Naviglio del Brenta, giungendo fino a Villa Foscari, detta La Malcontenta, di Mira. Lungo il tragitto, potrete ammirare altre ville della nobiltà veneziana del Cinquecento che, pur non essendo state progettate da Palladio, rappresentano esempi delle ville nobiliari dell’epoca costruite sulla Riviera del Brenta, come Villa Pisani di Strà e Villa Widmann di Mira. Per la tua visita, leggi anche l’articolo: Riviera del Brenta e Ville Venete.

Villa Foscari “La Malcontenta” a Mira
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Villa Foscari, Mira

Orto botanico di Padova

La città di Padova ospita il giardino botanico più antico d’Europa; esso comprende diverse specie centenarie ed è un valido e prezioso aiuto per la ricerca botanica e scientifica, ancora oggi; per questo motivo è stato inserito nella lista del Patrimonio della Umanità in Veneto.



Nel 1545 Francesco Bonafede, professore di Lettura dei Semplici all’Università di Padova, sostenne la necessità di istituire un orto botanico nella città. La struttura, progettata da dall’architetto Andrea Moroni, è circolare con un quadrato all’interno, a sua volta suddiviso in quattro quadrati più piccoli da due viali perpendicolari, a simboleggiare il mondo. Nel 1552 fu costruito un muro di recinzione circolare per impedire i furti notturni delle preziose piante medicinali. Nel corso dei secoli sono stati aggiunti elementi ornamentali, come i quattro portali d’ingresso, oltre a dispositivi di carattere pratico, tra cui sistemi di irrigazione e serre invernali.

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Orto botanico di Padova

L’orto botanico di Padova dispone di una delle principali collezioni di piante esotiche al mondo, così come di numerose specie acquatiche. Tra le piante mediterranee ed esotiche, alcune delle quali si diffusero in tutta Europa proprio grazie a questo orto, vi sono alcuni esemplari molto antichi, come un agnocasto risalente al 1550 e il maestoso ginkgo che venne piantato nel giardino nel 1750. Il giardino si estende per 22.000 metri quadrati e presenta numerose statue, viali inseriti in cerchi concentrici, aiuole e fontane.

Orto botanico Padova, serra piante carnivore

Città di Verona

Nell’89 a.C. i Romani fondarono qui una colonia che si sviluppò rapidamente fino a divenire una grande città, intorno ad un’ansa del fiume Adige. La città di Verona conserva testimonianze, in ottimo stato di conservazione, di tutte le epoche storiche che le hanno valso l’inserimento nella lista del Patrimonio della Umanità in Veneto.

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Verona, Arena (secolo I) e Palazzo Barbieri (secolo XIX)
Verona, Ponte Scaligero

Sono testimoni dell’antica origine romana di Verona, monumenti imponenti come l’enorme anfiteatro (la famosa Arena di Verona) del I secolo s.C., il Ponte Pietra e la Porta Borsari. Anche l’Alto Medioevo ha lasciato le sue tracce, come testimoniamo magnifici edifici, tra i quali va citata la Basilica di San Zeno, considerata uno dei capolavori dell’architettura romanica in Italia. L’estensione e il disegno definitivi della città risalgono al XIII-XIV secolo, periodo del governo degli Scaligeri, il cui potere e splendore sono riflessi dal complesso funerario delle Arche scaligere, dalle alte mura di Castelvecchio, con il suo ponte merlato noto come Scaligero, e dalla elegante Piazza dei Signori. Il Gotico è rappresentato dalla Chiesa di Santa Anastasia, la cui costruzione iniziò nel 1290. Con la dominazione veneziana la città visse un nuovo periodo di prosperità, caratterizzato dall’opera dell’architetto veronese Michele Sanmicheli (1484-1559) che seppe coniugare monumentalità ed equilibrio delle proporzioni; a lui si devono le porte della città, come la Porta Nuova, e alcuni palazzi, come il Palazzo Maffei (piazza Erbe), il Palazzo Bevilacqua (corso Cavour) e il Palazzo Pompei (sede del Museo di Storia Naturale).

Verona, Ponte Scaligero e Castelvecchio
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Verona, Basilica di San Zeno



Dolomiti (quota parte regionale)

La catena montuosa delle Dolomiti, nelle Alpi Orientali, si estende su una superficie di quasi 142.000 ettari, suddivisa tra le province di Belluno (in Veneto), Bolzano e Trento (in Trentino Alto-Adige), Udine e Pordenone (in Friuli Venezia-Giulia). Nel territorio veneto ci sono le meravigliose Tre Cime di Lavaredo (2999 metri).

Dolomiti, Tre Cime di Lavaredo

Le Dolomiti sono un territorio carico di affascinanti contrasti: rigogliosi pascoli alpini si alternano a guglie, torri e bastioni di roccia dolomitica, dando vita ad un paesaggio spigoloso e ricco di dislivelli. A determinare queste differenze sono stati fenomeni geologici di tipo tettonico e vulcanico, testimoniati dalle diverse tipologie di rocce e di depositi sedimentari. Nelle Dolomiti sono inoltre presenti ghiacciai e sistemi carsici. Le Dolomiti non hanno ancora smesso di evolversi: i profili si trasformano (a causa delle frane e delle erosioni) e le acque scavano labirinti di gallerie sotterranee. Le Dolomiti prendono il loro nome dal geologo francese Deodat de Dolomieu, che nel 1791 analizzò la roccia che le caratterizza, la dolomia. La particolarità e varietà di questa meravigliosa catena montuosa le hanno valso l’inserimento nella lista del Patrimonio della Umanità in Veneto, in Trentino Alto-Adige e in Friuli Venezia-Giulia.

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Tre Cime di Lavaredo

Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato da terra-Stato da mar Occidentale. Parte nel Veneto: città fortificata di Peschiera del Garda

Le opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo, riconosciute da Unesco quale Patrimonio della Umanità, si trovano in sei località distribuite dalla Lombardia fino alla costa orientale del Mar Adriatico. Si tratta di fortificazioni costruite dalla Repubblica di Venezia per proteggere i propri territori e le vie marittime dalle incursioni nemiche.

I sei luoghi del sito seriale Unesco si trovano in Lombardia (città fortificata di Bergamo), nel Veneto (città fortificata di Peschiera del Garda), in Friuli Venezia-Giulia (città fortificata di Palmanova), in Croazia (sistema difensivo di Zara e fortezza di Sebenico), in Montenegro (città fortificata di Cattaro).

Peschiera del Garda, Porta Brescia

E’, dunque, la città fortificata di Peschiera del Garda a far parte di questo riconoscimento a Patrimonio della Umanità in Veneto. Davvero notevole, per dimensioni e stato di conservazione, la cittadella fortificata di Peschiera. Quando Peschiera passò sotto il governo della Repubblica di Venezia nel XV secolo, erano già presenti delle fortificazioni che furono rinnovate secondo i criteri adottati in quell’epoca: la cinta muraria venne terrapienata e bastionata e vennero aperte due porte, in corrispondenza delle strade che conducevano a Verona e a Brescia. Alla fine del XVIII secolo, la fortezza passò sotto l‘impero austriaco, successivamente finì sotto il controllo di Napoleone, poi ancora arrivarono gli austriaci e, tutte le volte, la fortezza venne implementata e rafforzata.

All’interno della cittadella fortificata di Peschiera del Garda è un piacere passeggiare lungo i suoi vicoli e godere di scorci panoramici sulla fortezza e sul lago di Garda.

Peschiera del Garda, Porta Verona

Siti palafitticoli preistorici intorno alle Alpi. Parte nel Veneto: Peschiera del Garda (località Belvedere e Frassino), Cerea (località Tombola), Arquà Petrarca (laghetto della Costa)

I siti palafitticoli preistorici intorno alle Alpi sono una serie di 111 siti archeologici palafitticoli localizzati sulle Alpi o nelle immediate vicinanze, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità da UNESCO. 56 siti sono in Svizzera, 5 sono in Austria, 11 sono in Francia, 18 sono in Germania, 19 sono in Italia e 2 sono in Slovenia.

I siti palafitticoli preistorici entrati nella lista del Patrimonio della Umanità in Veneto sono a: Peschiera del Garda (località Belvedere e Frassino), Cerea (località Tombola), Arquà Petrarca (laghetto della Costa). In queste località sono state individuate le tracce di villaggi preistorici. Nella Laghetto della Costa, nei pressi di Arquà Petrarca nei Colli Euganei, l’insediamento (età del bronzo – II millennio a.C.) non poggiava su vere e proprie palafitte, ma su un terreno bonificato grazie ad un basamento di tronchi d’albero che rendeva stabile ed asciutto il terreno.

Lago della Costa, Arquà Petrarca

Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

Sono un gruppo di colline comprese nella provincia di Treviso dove si coltiva l’uva da cui si produce il vino Prosecco: le colline di Conegliano e Valdobbiadene. Questo paesaggio vitivinicolo ha ottenuto il riconoscimento di Patrimonio della Umanità in Veneto.

Si tratta di un paesaggio caratterizzato da appezzamenti di viti su strette terrazze erbose con pendenze ripide e disposti in un particolare motivo a scacchiera con file parallele e verticali alle pendici. Per secoli questo terreno accidentato è stato modellato e lavorato dall’uomo con pratiche distintive di uso del suolo, in particolare quella vitivinicola che ha dato luogo alla produzione del vino Prosecco della più alta qualità.

Gli appezzamenti dedicati ai vigneti coesistono con aree forestali, piccoli boschi, siepi, filari di alberi; piccoli villaggi sono sparsi lungo le strette valli o arroccati sulle creste.

Zona vitivinicola Prosecco



Candidatura – Padova, Giotto e la Cappella degli Scrovegni

Padova è la città più antica del Veneto ed una delle capitale culturali del XIV secolo. Padova merita il riconoscimento UNESCO quale Patrimonio della Umanità in Veneto anche e soprattutto perché custodisce un ciclo di affreschi del XIV secolo, capolavoro realizzato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Gli affreschi coprono tutte le pareti; sulla parete di fronte all’altare si trova il Giudizio Universale, mentre sulle lunghe pareti laterali sono affrescate scene della vita di Maria, di Gesù e la Passione di Cristo, disposte su tre fasce. Ciò che più sorprende di questi affreschi è il realismo, introdotto in pittura proprio da Giotto; le scene raffigurate sono tratte dalla vita quotidiana e si nota nelle espressioni, nei gesti, nelle forme. Per la tua visita a Padova leggi l’articolo: Padova, 5 visite da non perdere.

Buone visite e buona vita!

Cinzia Malaguti

Bibliografia: National Geographic, Patrimonio dell’Umanità, Milano, RBA Italia, 2015