Padova, 5 visite da non perdere

Padova, la città più antica del Veneto ed una delle capitali culturali del Trecento, accoglie i visitatori con la sua atmosfera decorosa e dal fascino spirituale, ma senza farsi mancare spazi di sana mondanità. Nella visita a questa piacevole città, non possono mancare almeno 5 tappe: la Basilica del Santo, la Cappella degli Scrovegni, il Palazzo della Ragione, Prato della Valle e … il Caffè Pedrocchi.

Giudizio Universale, affresco di Giotto nella Cappella degli Scrovegni

Un po’ di storia. Leggenda ed archeologia sono concordi nell’affermare l’antichissima origine di Padova: tra il XIII ed il IX secolo a. C., grazie alla civiltà dei Veneti antichi. Durante l’Impero Romano divenne uno dei centri più importanti e si arricchì grazie alla lavorazione della lana proveniente dai pascoli dell’altopiano di Asiago. Dopo la caduta dell’Impero Romano ed a seguito delle invasioni barbariche, nonché delle periodiche alluvioni, Padova ebbe secoli di crisi. Fu solo verso la fine de l’VIII secolo d.C. che si riprese, grazie a Carlo Magno ed alle opere di bonifica e canalizzazione eseguite dai monaci benedettini. I secoli successivi furono caratterizzati da eventi importanti: nel 1222 venne fondata l’Università, una delle più antiche del mondo; nel 1303, Giotto iniziò a dipingere lo straordinario ciclo pittorico nella Cappella degli Scrovegni; nel 1405, Padova entrò a far parte della Repubblica di Venezia che le assicurò 4 secoli di pace e prosperità.

Cortile interno di Palazzo BO, sede dell’antica Università



BASILICA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA

La Basilica di Sant’Antonio da Padova è anche chiamata la Basilica del Santo perché è uno dei Santuari più venerati nel mondo cristiano e conserva tomba e reliquie del Santo d’origine portoghese. La Basilica di Padova è anche una delle più grandi Chiese del mondo.

Cappella delle Reliquie

Antonio da Padova non è originario di Padova, bensì di Lisbona, dove nacque nel 1195; a Padova insegnava teologia all’Università ed amava ritirarsi a pregare in una piccola cappella; in quella cappella chiese di essere sepolto e nel luogo di quella cappella venne costruita la Basilica, dopo la sua morte. La Basilica di Sant’Antonio venne edificata dal 1232 al 1310 (completamento).

La Basilica di Sant’Antonio è davvero sorprendente, sia all’esterno che all’interno. L’architettura esterna è un richiamo a molti stili: gotico, romanico (facciata a capanna), bizantino. Lo stile bizantino è uno stile poco consueto in Italia e testimonia il cosmopolitismo dell’ordine francescano; esso è riconoscibile dalle 8 cupole e dalle 2 esili torri che ci ricordano la Basilica di Santa Sofia ad Istanbul. All’interno, le cappelle sono decisamente barocche, traboccanti di preziose decorazioni e statue; sono da visitare la Cappella contenente la Tomba del Santo e quella contenente le Reliquie, tra cui i suoi lingua, mento, apparato vocale e cute del capo custoditi in finissimi reliquiari d’argento. Da notare, inoltre, sull’altare maggiore, le sculture bronzee realizzate da Donatello. Anche il monumento equestre al Gattamelata, collocato nell’antistante Piazza del Santo, fu realizzato dallo scultore fiorentino.

Basilica di Sant’Antonio con il suo chiostro



CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

La Cappella degli Scrovegni si trova in Piazza degli Eremitani 8 e custodisce un bellissimo ciclo di affreschi realizzato da Giotto nel Trecento (XIV secolo); questo ciclo di affreschi è uno dei massimi capolavori dell’arte di quel periodo ed è candidato ad essere incluso nel Patrimonio dell’Umanità da l’Unesco, per il suo valore storico ed artistico.

Cappella degli Scrovegni, affreschi parete laterale

Nell’anno 1300, Enrico Scrovegni, ricchissimo banchiere, acquistò l’area dell’antica Arena Romana per farvi costruire il suo palazzo; a fianco fece edificare una Cappella dedicata alla Beata Vergine in suffragio dell’anima del padre Reginaldo, usuraio ricordato da Dante nel canto XVII dell’Inferno. Enrico Scrovegni commissionò la decorazione della cappella a Giotto, il quale vi lavorò dal 1303 al 1305 circa.

Gli affreschi coprono tutte le pareti; sulla parete di fronte all’altare si trova il Giudizio Universale, mentre sulle lunghe pareti laterali sono affrescate scene della vita di Maria, di Gesù e la Passione di Cristo, disposte su tre fasce. Alla base delle pareti laterali si trova una zoccolatura dove sono raffigurati i vizi e le virtù, in maniera speculare; i vizi si trovano sulla parete di destra (entrando), mentre le virtù si trovano sulla parete di sinistra; i vizi si concludono in corrispondenza dell’inferno affrescato nel Giudizio Universale, mentre le virtù si concludono in corrispondenza del Paradiso nell’affresco del Giudizio Universale. Dunque, sulla parete di fronte all’altare è affrescato il Giudizio Universale: Cristo Giudice è al centro, circondato dagli Angeli e dagli Apostoli, da un lato sono rappresentati i beati, cioè coloro che hanno vissuto secondo le virtù narrate nella corrispondente zoccolatura, mentre dall’altro ci sono i dannati, ovvero coloro che hanno vissuto secondo i vizi, a loro volta narrati nella corrispondente zoccolatura. Sull’altare si trovano statue di Giovanni Pisano. Il soffitto è azzurro trapunto di stelle.

Cappella degli Scrovegni, affreschi di Giotto, Giudizio Universale

Ciò che più sorprende di questi affreschi è il realismo, introdotto in pittura proprio da Giotto; le scene raffigurate sono tratte dalla vita quotidiana e si nota nelle espressioni, nei gesti, nelle forme.

La visita. Le visite possono essere effettuate solo a piccoli gruppi e per un tempo limitato (15-20 minuti); è, pertanto, necessario prenotare e con notevole anticipo. Ogni visita è anticipata da un breve video esplicativo in apposita sala. Per la prenotazione online segui questo link.

Cappella degli Scrovegni, affresco Ultima Cena



PALAZZO DELLA RAGIONE

Il Palazzo della Ragione si trova in Piazza delle Erbe e fu l’antica sede dei tribunali cittadini di Padova. La sua costruzione risale agli inizi del XIII secolo e fu completata nel 1306 con il piano rialzato e la caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata. Questo Palazzo assomiglia molto alla Basilica Palladiana di Vicenza per il lungo loggiato coperto e per il tetto a forma di carena di nave rovesciata. Il Palazzo della Ragione di Padova ha, però, una caratteristica originale: è dotato di un enorme salone open space, dotato di un grande ciclo di affreschi a soggetto astrologico (completato tra il 1425 ed il 1440) ed altre pregevoli decorazioni pittoriche. Alcuni affreschi di Giotto andarono, purtroppo, distrutti durante l’incendio del 1420.

Palazzo della Ragione

PRATO DELLA VALLE

Prato della Valle è una delle piazze più grandi d’Europa ed affascina per la presenza di un’isola ellittica centrale circondata da un doppio anello di statue disposte ai bordi di una canaletta; sono ben 78 statue che raffigurano personaggi in vista nel passato. La configurazione attuale risale al XVIII secolo. Sulla piazza si affaccia l’imponente Basilica abbaziale di S. Giustina.

Prato della Valle



CAFFE’ PEDROCCHI

Il Caffè Pedrocchi si trova in pieno centro storico ed ha una interessante storia. Era il 1826 quando Antonio Pedrocchi fece costruire un immobile per la produzione ed il consumo del caffè. La sua idea era piuttosto originale. Quel locale doveva essere un luogo d’incontro, aperto a tutti 24 ore al giorno ed è stato così fino al 1916. Venne chiamato “caffè senza porte” proprio perché era aperto di giorno e di notte. La particolarità più sorprendente, tuttora presente, è che esiste un’apposita sala dove è possibile sedersi senza obbligo di consumazione; questa sala è chiamata Sala Verde ed è proprio da essa che deriva il detto “essere al verde” ossia “non avere soldi“. Durante l’Ottocento, il Caffè Pedrocchi divenne luogo di ritrovo di intellettuali e nel periodo caldo della dominazione austriaca qui nacquero moti di ribellione.

La palazzina del Caffè Pedrocchi è in stile neoclassico ed il primo piano, un tempo riservato alla nobiltà, venne costruito in un secondo tempo. Agli inizi, in questo Caffè di fama internazionale, veniva prestato l’ombrello in caso di pioggia o donati fiori alle signore. Alla morte del Pedrocchi e del figlio putativo, venne lasciato in dono al Comune di Padova con l’impegno a mantenerne viva la fama ed il primato.

Caffè Pedrocchi

Il Caffè Pedrocchi è uno dei simboli di Padova; è dotato di diverse sale: la Sala Rossa, servita dai camerieri, la Sala Bianca che ancora espone un proiettile nel muro sparato da un rivoluzionario nel 1848, la Sala Verde dove chiunque può sedersi senza essere obbligato a consumare. La vera chicca del Caffè Pedrocchi è il caffè con menta, emulsione di panna ed una spolverata di cacao, non si zucchera e non si mescola. Ampia la scelta di pasticceria mignon. Le sale al primo piano sono utilizzate per compleanni, feste, ricorrenze varie.

Caffè Pedrocchi visto di lato



Ristorazione veloce a Padova. Se non avete tanto tempo per fermarvi a mangiare in ristorante, una ottima soluzione è DaPrette in Via Dante Alighieri 24 (tra Piazza delle Erbe e Piazza Signori) dove troverete ottimi panzerotti e farinate.

Buone visite!

Cinzia Malaguti