Cesare Pavese

Cesare Pavese fu uno dei maggiori scrittori e poeti del Novecento. La caratteristica che più lo distingue, sia nella letteratura che come uomo, è l’ambivalenza e la contrapposizione: tra campagna e città, tra mito e realtà, tra apatia ed impegno politico. Traduttore di testi della letteratura americana, rimase influenzato dalla loro crudezza realistica. Vinse il premio Strega con La bella estate (1949). Conflitti interiori e crisi sentimentali segnarono la sua vita.

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Le fiabe di Andersen

Hans Christian Andersen nacque a Odense, Danimarca, nel 1805. Celebre per le sue fiabe, Andersen gioca con la satira sociale ed i suoi eroi sono tutti di umili origini. Il brutto anatroccolo, una delle sue opere più conosciute, cos’è se non il riscatto di un umile e diverso anatroccolo che, con la tenacia ed il coraggio, si eleva a cigno?! Fiabe nate nella Danimarca del XIX secolo, ma che sono sempre attuali nel rispecchiare l’anelito degli ultimi di ogni società.

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Gabriele d’Annunzio

Gabriele d’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 e morì nel 1938 a Gardone Riviera, al Vittoriale, la sua villa, di cui fece un monumento dedicato a sé stesso. 75 anni vissuti sopra le righe, dalla ricerca del piacere per il piacere, all’ideologia politica del superuomo, nazionalista ed interventista, fino alle delusioni politiche e al ritiro dorato al Vittoriale. Di tutto ciò si trova traccia nei suoi versi e romanzi.

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I Medici, decadenza di una famiglia di Matteo Strukul

Il romanzo “I Medici – Decadenza di una famiglia” è il quarto romanzo storico che Matteo Strukul ha dedicato alla dinastia dei Medici di Firenze; dopo Cosimo, Lorenzo il Magnifico, Caterina, è ora la volta di Maria de’ Medici, divenuta regina di Francia, dopo aver sposato Enrico IV. Lo scrittore, come al solito, è riuscito a rendere bene le emozioni e le ansie dei personaggi, essenziale per un coinvolgimento del lettore.

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Giuseppe Ungaretti e la scarnificazione delle parole

Chi non conosce la poesia Mattina di Giuseppe Ungaretti? Sì dai, è quella con soli due versi, “M’illumino d’immenso”! Ungaretti è uno dei pochi autori del 900 presenti nella memoria collettiva con le sue poesie. Il suo bisogno di scavare nelle parole, per arrivare al loro significato essenziale, è una caratteristica delle poesie di questo autore, da sempre alla ricerca della propria identità.

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