Impressionismo : artisti e curiosità

Nella seconda metà dell’Ottocento e fino all’inizio del Novecento, un movimento balzò con impeto sulla scena artistica mondiale, il suo nome è Impressionismo. Nacque in Francia, ma influenzò l’arte nel mondo e le sue opere, ancora oggi, richiamano migliaia di ammiratori nelle varie mostre. Vi voglio raccontare qualcosa su ognuno dei suoi maggiori esponenti, una curiosità che caratterizza ognuno di loro, il loro modo particolare di catturare la vita tramite personali “impressioni” su tela.



Paul Cézanne : alle origini del post-impressionismo

Paul Cézanne (Aix-en-Provence 1839 -1906) diversamente dai suoi colleghi impressionisti che dipingevano all’aria aperta, en plein air, lavorava quasi sempre nel suo studio, senza uscire fuori. Le sue opere sono frutto della sua immaginazione ispirata ad altre opere che aveva visto nei musei. Per questa ragione, Paul Cézanne è considerato un artista del post-impressionismo, non un impressionista puro, anche se la sua tecnica pittorica dalle linee sfumate e a getti di colore germoglia proprio dall’Impressionismo più ortodosso.

Tra le sue opere più caratterizzanti, ricordiamo Bagnanti (1895 ca). In questo dipinto, Cézanne ha immaginato un boschetto di alberi, con in mezzo un laghetto, dove sette donne stanno per farsi il bagno; i colori utilizzati sono il verde ed il blu, cioè i colori delle piante e dell’acqua; anche la pelle delle donne non è rosa, ma bianca e blu, come il lago in cui stanno per tuffarsi. Questo dipinto denota uno stacco dalla semplice registrazione degli aspetti percettivi della natura circostante.

Bagnanti (1895 ca), Paul Cézanne. Museo Ordrupgaard, Danimarca

Jean-Baptiste Camille Corot: agli albori dell’Impressionismo

Con Jean-Baptiste Camille Corot (Parigi 1796-1875) siamo agli albori dell’Impressionismo. Corot fu un pittore paesaggista alla continua ricerca di nuovi soggetti e per questo viaggiò molto, soprattutto in Italia. Nella maturità si dedicò all’esecuzione di paesaggi abitati da figure allegoriche; impiegò una pittura vaporosa e vibrante che sfumava nella dimensione del ricordo, regalando quelle “emozioni” sulla natura che animarono l’Impressionismo. Tra le sue opere, mi piace ricordare Ville d’Avray del 1865 con le sue atmosfere ovattate.

Ville d’Avray (1865), Corot – National Gallery of Art, Washington DC



Gustave Courbet: il papà del Realismo

Anche Gustave Courbet (Ornans 1819-La Tour de Peilz 1877) gettò i semi dell’Impressionismo, essendone un precursore. Egli fu impegnato nella ricerca di un’arte viva e attuale che fosse espressione della propria epoca. Courbet dipinse quadri di grandi dimensioni con soggetti tratti dalla vita quotidiana, infrangendo i canoni accademici tradizionali, al punto da essere considerato il “papà” del Realismo. Oltre ad opere d’ispirazione sociale e a nudi che suscitarono grande scandalo, il suo repertorio comprende scene di caccia, paesaggi e nature morte floreali d’intenso naturalismo. A causa del suo impegno politico nella Comune di Parigi, nel 1873 fu costretto all’esilio in Svizzera; lì dipinse paesaggi montani e lacustri con grande maestria e senza inventare nulla. “Senza inventare nulla” fu un cardine del suo impegno artistico.

Tra le sue opere più caratterizzanti, cito Episodio di caccia al capriolo (1866). In questa tela, Courbet ha raffigurato due caprioli, un maschio ed una femmina, che stanno correndo in mezzo alla neve; la bellezza di questa tela sta nell’effetto dinamico e nella sincronia dei movimenti dei due caprioli, quasi fossero un unico animale. Proprio per questa ragione, qualcuno pensa che i due caprioli del quadro siano un simbolo dell’amore, dell’affiatamento.

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Episodio di caccia al capriolo (1866) di Gustave Courbet. Museo Ordrupgaard, Danimarca

Paul Gauguin: forme essenziali e colori puri dai forti contrasti

Paul Gauguin (Parigi 1848-Isole Marchesi 1903) iniziò a dipingere a Parigi come autodidatta e seguendo i consigli di alcuni amici impressionisti, come Pissarro. Paul Gauguin fu il più idealista degli impressionisti; egli aspirava ad un ideale di vita pura ed incontaminata che lo condusse, tra il 1886 ed il 1888, a continui spostamenti dalla Bretagna, alla Martinica, ad Arles, alla ricerca di un nuovo linguaggio di grande forza immaginativa che trovò attraverso forme essenziali e colori puri dai forti contrasti. A partire dal 1891, soggiornò a più riprese a Tahiti dove realizzò i suoi ultimi capolavori ispirati ad un mondo esotico e primitivo, l’unico che – secondo Gauguin – poteva conservare la bellezza misteriosa di un paradiso terrestre.

Tra le sue opere, ne segnalo una realizzata nel periodo durante il quale soggiornò a casa di Van Gogh ad Arles, verso il 1888. Si tratta di Alberi blu (1888) ed è un dipinto enigmatico ed inquieto: il paesaggio rappresentato dopo un temporale ha gli alberi blu, il cielo giallo e le nuvole rosse.

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Alberi blu (1888) di Paul Gauguin. Museo Ordrupgaard, Danimarca



Edouard Manet : scandaloso e rivoluzionario

Edouard Manet (Parigi, 1832 – 1883) iniziò la sua carriera artistica dedicandosi allo studio dei grandi maestri, in particolare Tiziano e Velazquez. Anche Manet è considerato un precursore dell’Impressionismo, sia per i soggetti dei suoi dipinti, per lo più tratti dal quotidiano, che per la sua tecnica pittorica, fondata sull’impiego dei getti di colore e sui forti contrasti di luci e ombre.

Tra le sue opere, ricordiamo Le dejeuner sur l’herbe (1862-63), rifiutata al Salon (non fu la sola opera rifiutata!) perché considerata scandalosa e rivoluzionaria, in netta rottura con la tradizione accademica. Negli ultimi anni della sua vita, costretto a letto dalla malattia, si mise a dipingere nature morte di grande bellezza; tra di esse c’è Cesto di pere che il collezionista danese Hansen che lo acquistò e di cui andava molto fiero definì “il dessert dopo il gelato”.

Le dejeuner sur l’herbe (1862), Edouard Manet – Musée d’Orsay Parigi

Henri Matisse: tinte forti e colori accesi

Henri Matisse (Le Cateau Cambrésis 1869 – Nizza 1954) iniziò a dedicarsi alla pittura nel 1889, dopo aver lasciato gli studi in legge. Matisse amava usare tinte forti e molto accese per esprimere una visione soggettiva della realtà, mediata attraverso le emozioni.

Tra le sue opere, molto belle sono le rappresentazioni di vasi di fiori dai colori vivaci, inni di gioia.

Purple Cyclamen, 1913, Henri Matisse



Claude Monet: all’apice dell’Impressionismo

Claude Monet (Parigi 1840- Giverny 1926) è considerato uno dei più importanti artisti impressionisti. La parola “Impressionismo” deriva proprio dal titolo di un suo dipinto Impressione, levar del sole. Monet amava dipingere gli stessi soggetti (i pagliai, i pioppi, i ponti, la cattedrale di Rouen) osservandoli in diversi momenti della giornata o in varie stagioni, per catturarne i cambiamenti della luce e dei colori.

Tra le sue opere, è curioso ricordare Il ponte di Waterloo che egli dipinse in ben sessanta varianti diverse; Monet, guardando fuori dalla finestra dell’hotel dove soggiornava a Londra, dipinse il fiume che scorreva sotto il grande ponte di Waterloo e la città con le sue fabbriche e ciminiere sullo sfondo. Il pittore usò tante piccole pennellate di colore per dipingere le onde e i riflessi del fiume, ma anche il cielo coperto dalla nebbia, che avvolgeva spesso Londra.

Il ponte di Waterloo (serie), 1900, Claude Monet

Berthe Morisot : da modella ad artista

Berthe Morisot (Bourges 1841- Parigi 1895) è stata una delle poche pittrici impressioniste. Le donne erano protagoniste di moltissimi dipinti di pittori impressionisti che le rappresentavano nella vita di tutti i giorni. C’erano, però, anche pittrici donne, tuttavia rare e Berthe Morisot fu una di loro. Berthe Morisot, dopo essere stata lei stessa una modella, dipinse molte giovani ragazze nei suoi quadri. Tra le sue opere, ricordiamo La culla del 1872.

La culla (1872), Berte Morisot, Museo d’Orsey Parigi



Camille Pissarro: un danese tra gli Impressionisti

Camille Pissarro (Isole Vergini 1830- Parigi 1903) fu un artista danese. Egli passò gran parte della sua vita in giro per la Francia a dipingere paesaggi, ma diventato vecchio aveva iniziato ad avere problemi di vista e faceva fatica ad andare in giro alla ricerca di luoghi da dipingere. Nonostante il suo deficit, non smise mai di dipingere e trascorse gli ultimi anni della sua vita raffigurando le strade parigine che osservava dalla finestra degli hotel dove soggiornava, o il giardino della sua casa di campagna a Eragny.

Tra le sue opere, di grande bellezza è Alberi di prugne in fiore a Eragny del 1894. Pissarro ha qui dipinto le piante piene di fiori del suo giardino in primavera; le ha dipinte con pennellate piccolissime, di tanti colori e disposte in tutte le direzioni, proprio come le foglie e i fiori che si muovevano al passaggio del vento; sullo sfondo ha rappresentato un edificio in mattoni rossi con una bella scala, era un fienile prima che Camille lo modificasse per farlo diventare il luogo in cui dipingeva.

Alberi di prugne in fiore a Eragny (1894), Camille Pissarro. Museo Ordrupgaard, Danimarca

Pierre-Auguste Renoir: dall’impressionismo al classicismo

Pierre-Auguste Renoir (Limoges 1841- Cagnes-sur-mer 1919) fu tra i promotori della prima mostra del gruppo impressionista nello studio del fotografo Nadar, nel 1874. Fu l’incontro con Monet e Sisley a segnare un punto di svolta nelle sue ricerche, dirigendole verso lo studio en plein air. Renoir spesso dipinse la vita in città, nei locali parigini dove la gente si incontrava e divertiva. Un’altra svolta avvenne durante il viaggio in Italia nel 1881 quando, attraverso lo studio della pittura rinascimentale, adottò un nuovo linguaggio pittorico di ispirazione classica, sperimentato nella serie di nature morte e nudi femminili sensuali e gioiosi della maturità.

Tra le sue opere, ricordo Le Moulin de la Galette (1875-76) che raffigura una scena di vita nel famosissimo bar omonimo di Parigi; egli utilizza pennellate rapide che danno movimento a questa scena che doveva rappresentare la confusione della pista da ballo.

Le Moulin de la Galette (1875-76), Renoir, Museo d’Orsay, Parigi



Alfred Sisley: piena fedeltà alla poetica impressionista

Alfred Sisley (Parigi 1839- Moret sur Loing 1899) era di origine inglese (i suoi genitori erano britannici trasferitesi nella capitale francese in cerca di fortuna). Attratto dai paesaggisti, Sisley conosce Monet e Renoir con i quali si reca a dipingere en plein air nella foresta di Fontainebleau. Fino al termine della sua attività rimase fedele alla poetica impressionista di una pittura ancorata alla trascrizione del dato reale, in grado di restituire le più sottili variazioni di luce e di atmosfera.

Di Sisley è interessante ricordare che gli piaceva molto ritrarre i fiumi che attraversavano la foresta o la campagna; una di queste opere è Canal du Loing del 1892.

Le canal du Loing (1892), Alfred Sisley. Museo d’Orsay, Parigi

Su Vincent Van Gogh, forse il più noto degli artisti dell’Impressionismo, t’invito a leggere alcuni miei precedenti articoli: Van Gogh, anima socialista, Museo Van Gogh Amsterdam, Vincent Van Gogh: l’uomo e la terra.

Cinzia Malaguti

Bibliografia: mostra Gauguin e gli Impressionisti, capolavori dalla collezione Ordrupgaard, tenutasi a Padova dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019