Il disastro ambientale del lago Aral

Il lago Aral si trova in Kazakistan, alla frontiera con l’Uzbekistan. Era una delle meraviglie del pianeta, ma in appena 50 anni la sua superficie si è ridotta del 75 % a causa della coltivazione intensiva del cotone. I canali d’irrigazione costruiti dappertutto hanno finito per prosciugare questo lago salato di origine oceanica. Sulle rive del lago prosperavano villaggi ed attività umane, prosciugate insieme con il lago. Forse, però, non tutto è perduto.

Il lago Aral era un bacino oceanico, tra Uzbekistan e Kazakistan, rimasto separato dal resto dell’oceano circa 5000 anni fa; era tra i più grandi mari interni del pianeta, pensate che copriva una superficie di più di 60000 km2 di acqua con profondità fino a 40 metri, oggi quasi tutta evaporata. Intere comunità si erano stabilite sulle rive del lago e da esso traevano sostentamento, ora pare che anche la vita stessa si sia prosciugata. Un abitante – intervistato nella trasmissione Niagara di Licia Colò – del villaggio di Zhalanash, un tempo sulle rive del lago, afferma che l’ultima volta che ha visto l’acqua era il 1975 e già allora doveva camminare a lungo per arrivare a vederla e procacciarsi il pesce per la sua famiglia; poi il lago ha cominciato a ritirarsi ogni giorno di più e lui ha smesso di fare il pescatore. Il problema per gli abitanti dei villaggi, un tempo sulle rive del lago, non è solo la sua assenza, ma anche la sabbia sul fondale. La sabbia sul fondale, oltre a contenere sale, è ricca di sostanze tossiche depositate che, durante le giornate di vento, si alza nell’aria ed arriva agli occhi ed ai polmoni degli abitanti.



La colpa di tutto questo è della coltivazione del cotone, l’oro bianco da queste parti. Quando arrivarono i russi, vi impiantarono diffuse piantagioni di cotone che richiedevano molta acqua, cosicché cominciarono a costruire canali d’irrigazione che prelevavano acqua dai fiumi immissari del lago Aral che ha finito per essere progressivamente prosciugato. Quello del lago Aral è uno dei disastri ambientali provocato dall’uomo.

Solo 1/5 è rimasto del meraviglioso lago Aral, ma il governo Kazako ha finalmente deciso d’intervenire per fermarne il declino, attraverso la costruzione di una diga che porta acqua al lago. Forse c’è ancora speranza per quello che fino a 50 anni fa era il quarto lago più grande del mondo e, soprattutto, forse c’è ancora speranza per gli abitanti dei villaggi che dalla sua presenza traevano sostentamento.

Cinzia Malaguti