Cascate del Bucamante a Serramazzoni Modena

Le cascate del Bucamante sono un’oasi naturalistica e rinfrescante a mezz’ora d’auto da Modena. Si raggiungono percorrendo la statale che conduce all’Abetone e, dopo una breve deviazione poco oltre Modena, ci si trova immersi in un bosco attraversato da un torrente che forma numerosi e graziosi salti d’acqua di media entità.

Cascate Bucamante, rio Bucamante
Cascate Bucamante, rio Bucamante
Cascate Bucamante, una delle cascate
Cascate Bucamante, una delle cascate

Come arrivare

Le cascate del Bucamante si raggiungono percorrendo la SS12 Nuova Estense in direzione Serramazzoni – Pavullo nel Frignano; dopo Torre Maina e la ceramica Serra, si prosegue per circa 4-5 km fino al bivio per Pazzano; si deve percorrere la strada per Pazzano fino ad incontrare la segnaletica per Granarolo che indica di girare a sinistra; si può salire fino al borgo dove si trova un parcheggio gratuito e l’imbocco ai due sentieri che portano alle cascate del Bucamante. La strada per Granarolo, tuttavia, è abbastanza stretta ed in buona pendenza, inoltre il parcheggio non è molto capiente quindi, se ci andate di pomeriggio ed in piena estate, vi consiglio di parcheggiare sulla via per Pazzano (dove possibile) e fare a piedi l’ultimo tratto; se poi volete strafare ed avete voglia di camminare, potete lasciare l’auto sulla statale, all’inizio della strada per Pazzano, da lì a piedi sono poco meno di 2 km in salita, circa 25 minuti, a cui bisogna aggiungere circa 15 minuti di sentiero nel bosco; il tratto di strada dopo la deviazione verso Granarolo (strada stretta) e fino all’imbocco del sentiero nel bosco è di circa 800 metri.

Veduta sull'appennino modenese nei pressi delle cascate Bucamante
Veduta sull’appennino modenese nei pressi delle cascate Bucamante
Cascate Bucamante, inizio sentiero
Cascate Bucamante, inizio sentiero

I sentieri Odina e Titino

Giunti al parcheggio che si trova all’imbocco del sentiero per le cascate del Bucamante, vi trovate a dover scegliere tra due percorsi, Odina e Titiro, a ricordo di un evento o leggenda che qui ebbe luogo (ve ne parlo più avanti). Il sentiero Odina è quello basso che costeggia il torrente e guarda dal basso all’alto le cascate, mentre Titiro è il nome del sentiero alto che le guarda dall’alto al basso.

Se ci venite in piena estate in cerca di frescura, percorrete il sentiero basso che vi permetterà di mettere presto a bagno i piedi nelle fresche acque del torrente Bucamante. I due sentieri, comunque, alla fine si congiungono. I due sentieri sono immersi nella fitta vegetazione e sono di bassa – media difficoltà; occorrono scarpe comode e che facciano buona presa sul terreno impervio e, a tratti scivoloso, quindi la suola non deve essere liscia, vanno bene le scarpe da ginnastica con un buon battistrada. Il percorso non è adatto a persone con qualche problema deambulatorio; è adatto anche ai bambini che siano in grado di muoversi autonomamente, no carrozzine o girelli. Lungo il sentiero basso ci sono alcune gradevoli aree di sosta lungo il corso del torrente, in particolare quella all’altezza della seconda cascata è un’oasi paradisiaca.

Cascate Bucamante, area di sosta
Cascate Bucamante, area di sosta
Cascate del Bucamante, mappa sentieri
Cascate del Bucamante, mappa sentieri
Cascate Bucamante, cascata area di sosta
Cascate Bucamante, cascata area di sosta

La leggenda di Odina e Titino

Odina era una nobile dama che amava fare passeggiate nei boschi, mentre Titino era un pastore, si innamorarono, ma il loro amore fu ostacolato così finirono per incontrarsi in segreto. Furono scoperti e la dama fu rinchiusa nel castello, ma riuscì a fuggire e raggiunse Titiro e, di fronte alla consapevolezza che il loro amore non sarebbe potuto continuare, si gettarono dalle cascate del Bucamante, in un tenero abbraccio che li avrebbe uniti per l’eternità. Il nome Bucamante deriva proprio dalla contrazione delle parole buca degli amanti.

Cascate Bucamante, rio Bucamante
Cascate Bucamante, rio Bucamante
Cascate Bucamante, cascata
Cascate Bucamante, cascata

Quando andare

Un’oasi naturalistica e rinfrescante a mezz’ora di auto da Modena è un plus in piena estate, ma la vegetazione tende al secco e le cascate portano poca acqua. In primavera, invece, la rigogliosità del verde e l’abbondanza delle acque rendono sicuramente più spettacolari queste graziose cascate dell’appennino modenese.

Cinzia Malaguti

 

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