Visitare Modena e i suoi gioielli

Modena, città emiliana attiva e poliedrica, orgogliosa e fiera, ha le sue radici storiche nel Duomo, voluto dai modenesi per onorare il loro santo patrono San Gimignano, e nei quasi tre secoli di storia del Ducato Estense che a Modena si trasferì nel 1598. Modena è Patrimonio dell’Umanità Unesco e con questo dico tanto del suo valore storico, architettonico ed artistico. Modena è la città di Enzo Ferrari e di Luciano Pavarotti, ma è anche la città dell’aceto balsamico. Seguitemi perché vi racconto aneddoti e curiosità dei gioielli di Modena.

Modena, centro storico

UN PO’ DI STORIA PER CAPIRE IL PRESENTE

Modena acquisisce splendore e prestigio con gli Estensi che governarono la città per ben 261 anni. Era il 1598 quando il Duca Cesare d’Este arrivò a Modena dove trasferì la sua sede ducale, prima a Ferrara. Il trasferimento fu reso necessario perché con la morte di Alfonso II d’Este ebbe termine la discendenza diretta della famiglia; ad Alfonso II successe il cugino Cesare d’Este, ma il papa Clemente VIII si rifiutò di riconoscerlo duca di Ferrara, così la corte degli Este dovette trasferirsi a Modena che rimaneva saldamente nelle loro mani, grazie all’avvallo dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo. Quando gli Estensi arrivarono a Modena portarono con sé le ingenti collezioni d’arte che possedevano e che oggi potete ammirare alla Galleria Estense.

Lo splendore odierno di Modena è, però, da attribuire non a Cesare, ma al nipote Francesco I d’Este. Ereditato il potere a soli 19 anni, Francesco dimostrò subito le sue qualità di grande sovrano, saggio e abile condottiero, amato dai sudditi e stimato dai rivali. Francesco si trovò a governare in un periodo politicamente complicato, ma non smise mai di sognare in grande. Francesco è ricordato anche per la sua ambizione, come dimostra la sontuosità del Palazzo Ducale, fatto costruire dove c’era l’antico castello medievale, per onorare l’importanza degli Este.



Facciamo un salto di circa 150 anni, dalla morte di Francesco I, per arrivare a Francesco IV, il primo duca del ramo austro-estense. Francesco IV eredita un ducato in subbuglio, reduce dalle lotte napoleoniche e teatro dei crescenti fermenti liberali; fu Francesco IV a tentare di reprimere nel sangue le lotte patriottiche e a decretare la condanna a morte del patriota Ciro Menotti. A Francesco IV successe Francesco V che fu costretto ad abbandonare il Ducato, a seguito dell’ingresso in città delle truppe di  Vittorio Emanuele II di Savoia. Con l’annessione al Regno d’Italia finì la gloriosa storia degli Estensi a Modena.

Galleria Estense. Busto di Francesco I d’Este realizzato da Gian Lorenzo Bernini

COSA VEDERE A MODENA

1 – Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale fu realizzato a partire dal 1634 da Bartolomeo Avanzini su richiesta di Francesco I d’Este e rimane uno dei più importanti palazzi principeschi del Seicento barocco. Dal 1816 ospita la prestigiosa Accademia Militare, con il Museo dell’Accademia e la ricca Biblioteca, una fonte preziosa di testi e documenti per chi volesse fare ricerche storiche su conflitti, battaglie e guerre.

Torniamo però agli splendori della Corte Estense di cui è possibile visitare alcune sale. La più bella e preziosa è il Salottino d’Oro le cui pareti sono decorate con pannelli dorati; fu fatta costruire da Francesco III (nipote di Francesco I) con pannelli d’oro removibili, una scelta che ha permesso poi ai modenesi di staccarli e proteggerli dai saccheggi napoleonici e a noi di poterli ammirare nella sua sede originaria. Curiosità: il Salottino d’Oro è poco amato dai modenesi perché – pare – che lì il duca Francesco IV decise l’impiccagione del patriota carbonaro Ciro Menotti che guidò la sollevazione popolare del 1831.



Durante la vostra visita al Palazzo Ducale di Modena ammirerete anche i soffitti di alcune sale, realizzati in legno a cassettoni con stucchi dorati ed argentati, realizzati su ampia cornice e secondo i gusti dell’arte barocca. Interessante è anche la stanza ovale per la sua singolare architettura, essa svolgeva la funzione di sala da pranzo; attualmente rappresenta il memoriale degli eroismi e dei sacrifici offerti alla Patria dai combattenti di tutte le guerre.

Il Palazzo Ducale di Modena è visitabile il sabato e la domenica (mattino e pomeriggio) esclusivamente con visita guidata, in italiano, secondo un calendario di visite che viene costantemente aggiornato qui.

Palazzo Ducale di Modena

2 – Galleria Estense

La Galleria Estense espone le opere d’arte che furono dei Duchi d’Este; è una raccolta meravigliosa, nonostante il declino economico degli Estensi che li costrinse a vendere all’estero un centinaio di importanti dipinti.

La collezione degli Estensi proveniente dai palazzi ducali di Ferrara si arricchì poi grazie al mecenatismo ambizioso ed eclettico del duca Francesco I (1610-1658), poi di opere d’arte rinascimentali e barocche e infine di importanti esempi di pittura e scultura locali. Successivamente la collezione non solo non si arricchì più, ma dovette ridimensionarsi con Francesco III d’Este, a causa delle difficoltà economiche, anche generate dal gioco d’azzardo della moglie; fu così che nel 1746 i cento dipinti più importanti della collezione estense vennero venduti ad Augusto III di Sassonia ed oggi si trovano a Dresda. Anche Napoleone, poi, volle appropriarsi di opere d’arte degli Estensi e fu così che venti quadri finirono a Parigi.



La Galleria Estense fu istituita nel 1854 da Francesco V d’Austria d’Este e dal 1884 ha trovato sistemazione nel Palazzo dei Musei, progettato per incarico di Francesco III d’Este e terminato nel 1771. Dalla fine dell’Ottocento ad oggi, le opere d’arte sono ospitate al quarto e ultimo piano dell’edificio e sono state oggetto di diverse sistemazioni nel corso degli anni, dettate da formule espositive diversificate. Attualmente la Galleria è stata riqualificata razionalmente, migliorate l’illuminazione delle sale e la didascalia, per un totale di venti sale espositive.

Il percorso di visita inizia con lo spettacolare busto in marmo di Francesco I scolpito da Gian Lorenzo Bernini, sembra un enorme fiore che sboccia dal sottile stelo di un basamento volutamente esiguo; questa scultura fu realizzata a distanza perché l’artista non vide mai dal vero il duca, ma venne pagato con una cifra enorme, pari a quella che gli fu versata per l’intera Fontana dei Fiumi di Piazza Navona a Roma. Di Francesco I c’è un altro pregevole ritratto, questa volta pittorico e realizzato dal vivo, è di Diego Velazquez, pittore della corte di Filippo IV di Spagna; al contrario di Bernini, il grande pittore spagnolo ebbe l’occasione d’incontrare il duca a Madrid; lo ritrasse cogliendo, dietro la spavalderia del signore, i dubbi e le fragilità di un giovane uomo salito inaspettatamente al comando al posto del fratello maggiore, che aveva lasciato il ducato per farsi frate cappuccino.

Galleria Estense, ritratto di Francesco I d’Este realizzato da Velazquez

Alla Galleria Estense troverete opere di inestimabile valore: capolavori di pittura, straordinarie chitarre in marmo, un meraviglioso presepe di coralli, un incredibile cembalo in marmo, bellissime ceramiche e bronzetti, perfetti intagli in legno, uno straordinario trittico portatile di El Greco, uno scrittoio portatile intarsiato stupendo, esclusivi oggetti esotici e qualche nobile antichità classica.

Informazioni per la visita: la Galleria Estense si trova nel Palazzo dei Musei in Largo Porta Sant’Agostino 337 a Modena, all’inizio del centro storico; in auto, parcheggiate allo Stadio Braglia o al Parco Novi Sad, a piedi sono 5 minuti.  Orari di apertura: Lunedì dalle 8,30 alle 14,00, da martedì a sabato dalle 8,30 alle 19,30, domenica dalle 14,00 alle 19,30.

Modena, Galleria Estense, scrittoio portatile del Cinquecento

3 – Duomo e Torre Ghirlandina

Ai modenesi nulla è più caro del Duomo e della sua Ghirlandina! Il Duomo di Modena è un capolavoro dell’arte romanica e fu voluto dagli abitanti che desideravano un luogo in cui onorare e pregare il loro Santo protettore, San Gimignano. Questa bellissima Cattedrale, la cui prima pietra fu posata nel 1099, è considerata un “libro di pietra” o, se volete, “la Bibbia dei poveri” perché, attraverso i suoi meravigliosi bassorilievi esterni, anche chi non sapeva leggere poteva comprendere gli insegnamenti di Gesù. Curiosità: quando nel 1106 fu traslato il corpo del patrono, era presente alla cerimonia la contessa Matilde di Canossa; la salma di San Gimignano è ancora presente nella cripta del Duomo.

Duomo di Modena e Torre Ghirlandina

A fianco dell’abside del Duomo, si alza la Torre Civica, detta Ghirlandina, alta quasi 90 metri. Edificata come torre campanaria del Duomo, fin dalle sue origini ha, tuttavia, assolto importanti funzioni civiche, scandendo con il suono delle sue campane la vita quotidiana della città. I primi quattro piani sono i più antichi e sono riccamente decorati, mentre la guglia ottagonale e la cuspide sono più recenti, risalenti al XIII e XIV secolo. Curiosità: sembra che il nome “ghirlandina” derivi dalla decorazione a ghirlanda del coronamento cuspidato, ma per altri studiosi il nome è da far risalire agli ebrei spagnoli che, accolti a Modena nel ‘500, trovarono la torre modenese somigliante a quella di Siviglia, chiamata Giralda.

Duomo di Modena

Consiglio di entrare nella Torre (ingresso a pagamento) e salire fino al Belvedere per ammirare il panorama di Modena dall’alto; la scalinata è un po’ stretta, ma i gradini non sono alti quindi la salita non è faticosa.

Torre Ghirlandina, salita al Belvedere

Il Duomo, la Torre Civica Ghirlandina e la Piazza Grande che li ospita, sono Patrimonio dell’Umanità Unesco.



4 – La Ferrari e i suoi Musei

Modena è la città della Ferrari e allora a Modena non poteva mancare un Museo dedicato a queste prestigiose auto sportive e da competizione ed al suo inventore, Enzo Ferrari. A dire la verità, i musei dedicati al mito Ferrari sono due: uno a Maranello, dove si trovano anche lo stabilimento ed il circuito per le prove, ed uno a Modena, dove si trovano la casa e le scuderie di Enzo Ferrari. Bene, allora che ne dite di conoscerli entrambi?!

Museo Casa Enzo Ferrari, Modena. Davvero tecnologico l’allestimento del padiglione adiacente la casa di Enzo Ferrari: sulla parete frontale e, ad avvolgimento, su quelle laterali, viene proiettata la storia di Enzo e della Ferrari, la sua passione per i motori, gli inizi, gli sviluppi, l’ascesa nel mondo delle auto da competizione, con un effetto davvero coinvolgente. Nei locali delle ex scuderie, invece, sono esposti i modelli che hanno segnato la storia di Enzo Ferrari. Agli inizi della sua carriera, Enzo Ferrari era un pilota Alfa Romeo, ma nel 1943, in piena guerra, si preparò a diventare costruttore e cercò terreni adatti alla edificazione dei capannoni; li trovò a Maranello dove, dal 1947, nacquero le automobili col suo nome. I capannoni originali di colore ocra, incluso l’androne su via Abetone Inferiore, costituiscono ancora oggi l’ingresso principale dell’Azienda Ferrari di Maranello. Il Museo Casa Enzo Ferrari di Modena si trova in via Paolo Ferrari nr. 85.

Museo Casa Enzo Ferrari

Museo Ferrari di Maranello. Non è grande il Museo Ferrari di Maranello (MO), ma qui sono esposte le auto sportive a marchio Ferrari, ma anche quelle della Formula 1, dalle più datate a quelle più recenti, insieme ai trofei delle vittorie nelle varie competizioni. E’ un percorso tra le Formula 1 più celebri e vittoriose, i modelli delle categorie Sport Prototipi e Gran Turismo e i più significativi tra quelli da strada, soprattutto la nuova e splendida California T. Sono cinque le sale espositive, vi segnalo in particolare la sala dedicata al cinema, con gli spezzoni dei film che hanno visto le Ferrari protagoniste e la sala Silicon Valley con l’esposizione di modelli e particolari della tecnologia Ferrari. Il Museo Ferrari si trova a Maranello, Modena, in via Enzo Ferrari nr. 43. E’ disponibile un servizio navetta per Museo Enzo Ferrari Modena e stazione ferroviaria.

Museo Ferrari Maranello



5 – Delizia Estense di Sassuolo

Sassuolo dista solo ca 23 chilometri da Modena, ma vi consiglio di non mancare questa tappa turistica; qui si trova uno dei luoghi più amati dagli Estensi e gioiello dell’architettura seicentesca: la Delizia Estense di Sassuolo. 

La Delizia EstensePalazzo Ducale di Sassuolo si trova in pieno centro storico ed arrivando nella piazzetta antistante vi sorprenderà l’imponenza della struttura e lo farà ancora di più se v’incamminate sulla sinistra in direzione del parco, da cui il Palazzo vi mostrerà tutta la sua grandezza. Prima di arrivare al parco, sulla destra del camminatoio, rimarrete sorpresi da ciò che rimane dell’antica pescheria ducale, luogo di ristoro e teatro d’acqua dell’antica corte estense.

Sassuolo, Palazzo Ducale, facciata d’ingresso
Sassuolo, Palazzo Ducale, Pescheria ducale

Il Palazzo Ducale di Sassuolo prese forma tra il 1634 ed il 1636 da un preesistente antico e massiccio castello medievale ed il suo parco, nel Settecento, si estendeva per 12 chilometri. Gli interni presentano sale affrescate secondo lo stile barocco e con molti effetti pittorici (trompe l’oeil). Per maggiori informazioni leggi l’articolo: Palazzo Ducale di Sassuolo.



Curiosità. La Delizia Estense di Sassuolo fu la residenza preferita di Laura Martinozzi (1639-1687), nipote del cardinale Mazzarino, data in sposa ad Alfonso IV d’Este. Rimasta vedova con un figlio di soli 2 anni, ebbe la reggenza in nome del figlio stesso, unica donna nella storia del Ducato, che non prevedeva la successione in linea femminile. Laura gestì il Ducato con saggezza e fermezza, ma fu vittima di complotti da parte di chi non vedeva di buon occhio una donna al potere e, oltretutto, di sangue non estense. Laura si trasferì per un breve periodo in Inghilterra per accompagnare la figlia Maria Beatrice d’Este andata in sposa a Giacomo Stuart, futuro re d’Inghilterra, ma quando tornò a Modena, il figlio Francesco II, ormai quattordicenne, sobillato dai nobili contrari alla madre, s’incoronò Duca, interrompendo la reggenza. Laura lascerà Modena, ma Francesco II vanificherà tutti i progressi di risanamento del Ducato ottenuti dalla madre.

Sassuolo, Palazzo Ducale
Sassuolo, Palazzo Ducale, decorazioni interne

6 – L’aceto balsamico

L’aceto balsamico tradizionale di Modena è il più famoso e originale prodotto tipico di Modena. Squisito condimento ottenuto dal mosto d’uva cotto, invecchiato a lungo in botti di legno, vanta oggi molte imitazioni, ma l’arte del vero ed eccezionale aceto balsamico è modenese. Se avete la possibilità di visitare un’acetaia fatelo, diversamente visitate con la guida il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena di Spilamberto, come ho fatto io, sarà sufficiente per scoprire alcuni segreti della sua produzione e fare shopping.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, bottiglia tipica

Buone visite!

Cinzia Malaguti