Ravenna , la città dei mosaici

Ravenna, piccola città dell’Emilia Romagna, a pochi chilometri dal mare, ha un luminoso passato le cui tracce sono riuscite a giungere fino a noi, deliziandoci con la loro bellezza. Dante, il sommo poeta, trovò rifugio a Ravenna dopo l’esilio da Firenze e fu Ravenna ad ispirare in lui i canti del Paradiso. Vi porto a conoscere Ravenna attraverso la sua ricchezza artistica.

Mausoleo di Galla Placidia, particolare mosaico

Un po’ di storia

Ravenna è stata capitale tre volte:  dell’Impero Romano d’Occidente (402 – 476 d.C.), dell’Impero degli Ostrogoti (493 – 553) e dell’Impero Romano d’Oriente (568 – 751). A questa lunga permanenza dei Bizantini si deve il nome di “Romagna” che caratterizza l’area delle provincie di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, dall’Emilia, lungo l’asse della via Emilia, governata dai Longobardi. Nel Medioevo ebbe un ordinamento comunale, prima sotto il controllo degli arcivescovi e poi delle famiglie nobiliari; nel 1441 il controllo passò sotto il dominio veneziano che vi restò fino al 1509; successivamente Ravenna si sorbì 350 anni di dominio papale che sfociarono, nel 1859, in un plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna che diventerà, dal 1861, Regno d’Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, da Ravenna ci passava la linea gotica, quella linea difensiva istituita dai tedeschi per rallentare l’avanzata dell’esercito alleato verso l’Italia del Nord: i monumenti antichi si salvarono per “il rotto della cuffia”.

Basilica di San Vitale

Le tracce della storia di Ravenna che possiamo ammirare ancora oggi.

Il periodo romano-bizantino e ostrogoto ha lasciato alla città dei capolavori dell’arte paleocristiana che, dal 1996, sono protetti dall’UNESCO quali siti italiani Patrimonio dell’UmanitàBasilica di San Vitale (prima metà del VI secolo), Mausoleo di Galla Placidia (prima metà del V secolo), Battistero Neoniano (430 circa, decorato verso il 458), Basilica di Sant’Apollinare Nuovo (inizio del VI secolo, con ri-decorazione parziale nella seconda metà del VI secolo), Mausoleo di Teodorico (520 circa), Cappella Arcivescovile (500 circa), Battistero degli Ariani (prima metà del VI secolo), Basilica di Sant’Apollinare in Classe (consacrata nel 547).

Il periodo veneziano ha lasciato alla città la Rocca Brancaleone, oggi parco pubblico, le cui mura sorgono ancora possenti.



Il periodo del dominio papale ha lasciato diverse chiese, ma quella che merita indubbiamente una citazione è la Cattedrale o Duomo, fatta costruire nel 1734 dopo una prima parziale demolizione della chiesa paleocristiana precedente; si noti la facciata in stile barocco in deciso contrasto architettonico ed estetico con il Battistero Neoniano paleocristiano, così come la parte dietro della Cattedrale. A Ravenna si cucina un tipo di pasta tipico chiamato “strozzapreti”, a significare il rapporto che c’era tra la popolazione ed il dominio papale

Mausoleo di Galla Placidia, particolare mosaico



Cosa vedere a Ravenna

Con l’acquisto di un unico biglietto è possibile visitare i 5 principali monumenti dell’arte paleocristiana di Ravenna: Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Basilica di San Vitale, Mausoleo Galla Placidia, Battistero Neoniano, Museo Arcivescovile; compratelo e visitateli tutti e 5, meritano ed ora vi spiego perché.

La caratteristica dei monumenti paleocristiani è che sono esternamente poveri, essenziali, quasi insignificanti, mentre all’interno sono di una ricchezza artistica sorprendente.

Basilica Sant’Apollinare Nuovo



La Basilica di San Vitale lascia a bocca aperta: esteriormente è anonima, ma basta varcare la soglia d’ingresso per trovarsi di fronte ad uno spettacolo di mosaici bizantini, amplificato dalla luce naturale che entra dalle finestre, disposte su più piani e su ogni lato della struttura ottagonale della Basilica, davvero una meraviglia. L’influenza orientale assume qui un ruolo dominante: non più la basilica a tre navate, ma un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una grande cupola; lo sguardo è catturato dagli alti spazi e dalle decorazioni dell’abside, tra cui la rappresentazione della coppia imperiale di Bisanzio, Giustiniano e Teodora.  La Basilica di San Vitale, completata nel 547 d.C.,  è un capolavoro dell’arte bizantina e fu voluta dall’imperatore Giustiniano che si fece rappresentare, con la sua compagna Teodora, a fianco dell’immagine del Cristo pantocratore. 

Basilica di San Vitale
Basilica di San Vitale, mosaico con Giustiniano e Teodora

Il Mausoleo di Galla Placidia si trova dietro la Basilica di San Vitale; Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, fece costruire questo piccolo mausoleo a croce latina intorno alla metà del V secolo; tuttavia non fu mai utilizzato dall’imperatrice, che fu sepolta a Roma. Le decorazioni interne sono qualcosa di unico ed abbagliante: mosaici di stelle stilizzate e fiori stilizzati su fondo blu di una perfezione impressionante decorano il soffitto di … luce eterna. 

Mausoleo Galla Placidia
Mausoleo Galla Placidia 

Il Battistero Neoniano (o degli Ortodossi) si trova dietro la Cattedrale; la sua architettura risale probabilmente all’inizio del V secolo, mentre le decorazioni ai tempi del vescovo Neone (metà V secolo). Il Battistero Neoniano è di forma ottagonale e in muratura, l’interno presenta marmi, stucchi e mosaici di evidente influenza ellenistico-romana; al centro della cupola c’è un bellissimo mosaico raffigurante il battesimo di Cristo circondato dai 12 apostoli. 

Battistero Neoniano
Battistero Neoniano, Mosaico Battesimo di Cristo

Il Museo Arcivescovile merita la visita per la presenza della Cattedra vescovile di Massimiano, un trono episcopale ricoperto d’avorio e probabilmente realizzato a Costantinopoli; è un esempio eccezionale di scultura paleocristiana in avorio.



La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo fu fondata da Teodorico nel VI secolo, accanto al suo palazzo, in origine era adibita a Chiesa palatina di culto ariano. La decorazione interna fatta di mosaici bizantini e, anche qui, un magnifico gioco di luci, rendono splendente l’interno anche di questa Basilica. Le 26 scene cristologiche, risalenti al periodo di Teodorico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento e, fra quelli a mosaico, il più antico giunto sino a noi. La splendida navata centrale termina con l’abside emisferico, delimitato da 12 colonne per lato. 

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo
Basilica Sant’Apollinare Nuovo

Il Mausoleo di Teodorico è circondato oggi da un grande parco pubblico. Il Mausoleo fu edificato da Teodorico come propria sepoltura attorno al 520 ed è realizzato in blocchi di pietra d’Istria; è articolato in due ordini sovrapposti decagonali, sormontati da una grande cupola monolitica di circa 10 metri di diametro; nel corso dei secoli la tomba è stata spogliata delle sue decorazioni e adibita a funzioni diverse; al suo interno oggi si trova una vasca di porfido che presumibilmente accolse le spoglie di Teodorico. 

Mausoleo di Teodorico

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe si trova a circa 8 km dal centro di Ravenna, solitaria, in prossimità del mare. La Basilica di Sant’Apollinare in Classe fu edificata durante la prima metà del VI secolo su un’area cimiteriale dove il protovescovo Apollinare trovò probabile sepoltura. La Chiesa è uno dei più grandi esempi di basilica paleocristiana e, nonostante le spogliazioni subite nel corso dei secoli, conserva ancora l’originario splendore. 

Basilica di Sant’Apollinare in Classe

La Cattedrale di Ravenna è poca cosa rispetto agli interni dei monumenti paleocristiani di cui vi ho parlato prima, ma la sua facciata in stile barocco, con evidente sovrapposizione alla precedente antica chiesa, la rendono unica.

Cattedrale



Per finire, v’invito a visitare la Domus dei Tappeti di Pietra, presso la Chiesa di Sant’Eufemia; si tratta della ricostruzione della pavimentazione mosaicale di un grande palazzo bizantino del V-VI secolo, scoperta durante gli scavi per la costruzione di un garage, non molti anni fa. All’interno dell’ambiente espositivo, in una moderna sala sotterranea, si possono ammirare splendide pavimentazioni in mosaico (14) decorate con elementi geometrici, floreali e figurativi, ritenuti unici come nel caso della “Danza dei Geni delle Stagioni”, rarissima rappresentazione che mostra i geni danzare in cerchio.

Domus dei tappeti di pietra



Tra una visita e l’altra, quando lo stomaco comincia a “brontolare” per la fame, gustatevi la piadina romagnola, una specie di pane azzimo (senza lievito), da imbottire con rucola e squacquerone, il formaggio tipico, fresco e cremoso.

Buone visite!

Cinzia Malaguti