Viaggio alla scoperta di Carlo Magno

Carlo Magno è uno dei personaggi più famosi della storia e in questo articolo ti porto a conoscere le sue gesta ed i suoi amori, il condottiero e l’uomo, il re ed il mecenate. Il suo potere durò 46 anni durante i quali costituì un impero potente e smisurato, quello dei Franchi. Alcuni lo definirono un uomo spietato e assetato di potere, per altri fu un re saggio e devoto, in ogni caso ha segnato un’epoca. Morì nella capitale del suo impero, Aquisgrana, il 28 gennaio dell’anno 814 d.C., lasciando ai posteri importanti riforme.



CHI ERANO I FRANCHI

Negli ultimi anni dell’Impero Romano, sulle rive del Reno, là dove ancora oggi passa il confine tra Europa latina ed Europa germanica, una popolazione d’origine germanica premeva per entrare nei territori romanizzati, erano i Franchi. Più che un popolo vero e proprio, i Franchi erano una confederazione composta da diverse tribù che avevano in comune il dialetto, i culti religiosi ed i capi guerrieri; il nome franchi significava coraggiosi e, più tardi, liberi. I Franchi non si sottomisero mai all’Impero Romano, nei cui territori compirono frequenti incursioni fino a ché Roma li considerò federati con l’incarico di difendere da est i confini dell’Impero.

Dopo la dissoluzione dell’Impero Romano, i Franchi cominciarono ad espandersi sottomettendo i popoli che incontrarono nelle loro avanzate e creando via via un territorio sempre più vasto. I Franchi amavano combattere e le guerre fornivano loro le fonti di sussistenza attraverso i bottini da distribuire; quando il re non faceva una guerra, il popolo cominciava a preoccuparsi; quelle dei Franchi furono guerre di conquista, ma anche guerre religiose. Alla fine crearono un regno duraturo in un territorio che comprendeva parte dell’odierna Francia e della Germania. Le ragioni di questo successo si devono alla progressiva affermazione di re Clodoveo, esponente della dinastia merovingia, il quale mise le basi dell’alleanza con il Papato, ma anche all’abilità di Carlo Magno. Circa nell’anno 500, il re Clodoveo aderì al Cristianesimo e si fece battezzare, dando il via ad uno stretto rapporto di reciproca convenienza tra i Franchi e il Papato; Roma poté contare su un difensore agguerrito e il re dei Franchi ottenne dal Papa il riconoscimento che era lui il capo di tutto l’Occidente.



Quando nel 737 l’ultimo re merovingio morì senza eredi, il potere passò di mano alla dinastia dei carolingi, a Pipino il Breve. Pipino il Breve aveva due figli, Carlo Magno e Carlomanno, alla sua morte divise il regno tra i due fratelli, ma essi erano da sempre rivali e in competizione tra di loro, soprattutto il fratello minore, Carlomanno, nutriva questi sentimenti nei confronti del fratello. Dunque, il regno venne diviso in due parti per volontà di Pipino il Breve, ma in una maniera che accentuò la divisione tra i due fratelli; a Carlomanno venne affidata la parte centrale e meridionale, mentre a Carlo Magno, tutta la parte intorno ad essa, in una sorta di accerchiamento. Era l’anno 768 d.C.

Ai confini del regno, in Aquitania, nel territorio assegnato a Carlo Magno, scoppiò una rivolta; in un caso del genere, il padre aveva prescritto che entrambi i fratelli intervenissero militarmente per sedarla, ma Carlomanno trovò l’occasione propizia per mettere in trappola il fratello e sbarazzarsene, non si presentò all’appuntamento previsto per avanzare insieme. Carlo Magno, tuttavia, affrontò ugualmente la battaglia con la sua cavalleria corazzata e ne uscì pure vincitore, aumentando il suo prestigio. Alla morte per malattia di Carlomanno nel 771, tutto il regno dei Franchi passò sotto il controllo di Carlo Magno.

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Scultura raffigurante Carlo Magno, Aquisgrana

CARLO MAGNO RE DEI FRANCHI

Carlo Magno divenne Re di tutto il territorio dei Franchi alla morte del fratello Carlomanno nel 771. In 46 anni di governo, Carlo Magno formò un impero potente e smisurato, sottomettendo i Sassoni a nord ed i Longobardi in Italia, oltre ad annettere i territori di Baviera e Carinzia. Venne incoronato re da papa Leone III il 25 dicembre 800, in segno di riconoscenza per averlo salvato da una ribellione interna al Papato. Con questa incoronazione nacque il Sacro Romano Impero, a sancire l’unità tra impero dei Franchi e Papato di Roma, mentre l’Impero Bizantino, a est, era governato da una donna, Irene, che non destava preoccupazioni e a sud, del mondo conosciuto allora, governavano saldamente gli arabi musulmani. Carlo Magno riuscì a governare un territorio così vasto grazie ai suoi funzionari, chiamati palatini (o paladini), che governarono per contro de Re.

Dunque, il primo imperatore del Sacro Romano Impero fu Carlo Magno, il quale fece realizzare la sua residenza imperiale ad Aquisgrana (attuale Germania) perché era un luogo termale. Ad Aquisgrana fece realizzare la Cappella Palatina in stile romanico-bizantino, ancora oggi perfettamente conservata, facendo arrivare il marmo da Roma e da Ravenna. Dopo l’incoronazione, Carlo Magno non fece più ritorno a Roma e si occupò di politica interna. Per assicurare un futuro al suo gigantesco impero, Carlo Magno cominciò a promulgare provvedimenti validi per tutti i popoli dell’impero e tante furono le sue riforme; il denaro d’argento venne introdotto come moneta ufficiale, la coltivazione dei cereali e della frutta venne migliorata, promulgò nuove norme economiche che vennero applicate in tutti i suoi possedimenti ed il programma di riforma dell’istruzione includeva anche i laici. Il suo motto fu “prima viene il conoscere, poi il fare“.

Aquisgrana divenne un grande centro di cultura dove Carlo Magno si circondò d’intellettuali europei per porre fine all’arretratezza dell’impero; per la prima volta venne adottata una forma di scrittura unica e semplice, l’antenata della nostra scrittura odierna, grazie alla riforma dell’istruzione varata da Carlo Magno; sotto di lui nacque, infatti, la minuscola carolina, ossia l’uso di un carattere estremamente leggibile, uniforme, regolare; mise, inoltre, ordine anche nella punteggiatura, sotto di lui nacque il punto interrogativo. Nella politica culturale di Carlo Magno, un ruolo importantissimo lo ebbero le abbazie, centri di potere di prossimità dove divulgare il verbo; esse servirono ad unire genti diverse che parlavano lingue diverse e che vivevano in luoghi diversi del suo impero con gli stessi libri liturgici, gli stessi testi sacri e anche gli stessi canti religiosi; le abbazie furono cinghie di trasmissione. Se volete avere testimonianza del ruolo prezioso avuto dalle abbazie ai tempi di Carlo Magno, andate a visitare l’Archivio dell’Abbazia di Nonantola (Modena) dove è custodito un vero tesoro: più di 4500 pergamene scritte nel 751 ed alcuni documenti firmati con il sigillo di Carlo Magno. Carlo Magno, altresì, impose in modo ufficiale l’uso del latino.

Sigillo di Carlo Magno

Carlo Magno ebbe 5 mogli, 6 concubine e 20 figli (tra legittimi ed illegittimi); 5 dei suoi figli (4 maschi ed una femmina) morirono giovani e per loro, si racconta, versò fiumi di lacrime. Ludovico fu il suo ultimo figlio legittimo preso in considerazione per la successione; venne dallo stesso Carlo Magno nominato co-imperatore, aprendogli la strada alla successione. Carlo Magno morì ad Aquisgrana il 28 gennaio 814, all’età di 72 anni.



L’ESPANSIONE A SUD: I LONGOBARDI

L’Europa occidentale, all’inizio del governo di Carlo Magno, era il luogo di una partita a tre: i Franchi, i Longobardi e il Papato. A quei tempi, ma anche dopo (si pensi al Rinascimento), venivano strette alleanze attraverso i matrimoni e anche Carlo Magno fu della partita. Un ruolo decisivo, in questo senso, lo ebbe la madre, Bertrada, che puntò ad un matrimonio di Carlo con la figlia del re dei Longobardi, Desiderio; essa si diresse segretamente in Italia, dove i Longobardi avevano la loro sede generale a Pavia, per creare un legame tra i due imperi, attraverso il matrimonio. Bertrada ottenne ciò che voleva e Carlo Magno sposò la figlia di Desiderio, dopo aver ripudiato la precedente moglie, confinandola in un monastero per tutta la vita, con la scusa di essere sterile. Il matrimonio di Carlo Magno con la principessa dei Longobardi assicurò grandi vantaggi, ma i problemi erano alle porte. A quel tempo, anche il fratello Carlomanno aveva sposato una figlia del re longobardo e da lei aveva avuto due figli che riteneva suoi legittimi discendenti al trono dei Franchi; dopo la morte di Carlomanno, a soli 20 anni ed in circostanze misteriose, la vedova – per sottrarre i figli dalle grinfie di Carlo che voleva essere l’unico imperatore dei Franchi – scappò al di là delle Alpi e si rifugiò alla corte del re dei Longobardi. Carlo prese questa posizione come una minaccia al suo predominio in casa dei Franchi e prese una decisione che ebbe serie conseguenze: ripudiò la moglie longobarda.

Per capire le successive mosse, occorre sapere chi erano i Longobardi e quali erano i rapporti che esistevano con il Papato. I Longobardi provenivano dal territorio lungo il corso dell’Elba, nell’attuale Germania; formati durante le invasioni barbariche riunendo gruppi diversi, erano guerrieri spavaldi e tenaci, chiamati così perché portavano lunghe barbe. Nel corso degli anni si spostarono sempre più a sud fino ad insediarsi nel Nord Italia e poi a sud in Umbria e in Campania. A Cividale del Friuli venne istituito il primo ducato, poi la capitale divenne Pavia, successivamente estesero la loro dominazione con i ducati di Spoleto e di Benevento. La base del loro sistema sociale era la stirpe che comprendeva un certo numero di famiglie imparentate tra di loro. A capo di tutto il popolo c’era il re, una carica di solito elettiva, ma era grande il potere dei duchi ed alcuni, come quelli di Spoleto e Benevento, erano in pratica indipendenti; altri, come quelli di Toscana e del Friuli, erano in grado di sfidare il re e perciò veniva concessa loro una certa autonomia. Alla morte del re, il più forte ed il più abile dei duchi poteva sperare di cingere la corona. I ducati longobardi sparsi lungo la penisola italiana erano spesso in lotta tra di loro ed il Papato temeva che un grande condottiero potesse unificarli, sconfiggere i bizantini e sopraffare Roma; inoltre, si sentiva accerchiato a nord dal ducato di Spoleto e a sud da quello di Benevento. Per questa ragione, il Papato cercò sempre un rapporto privilegiato con i Franchi, fin dai predecessori di Carlo Magno, considerandoli i più forti difensori della Chiesa. Tuttavia, i rapporti di forza, ostilità o amicizia non erano fissi; i Longobardi, grazie anche alla conversione al Cristianesimo, avevano stabilito rapporti di pacifico vicinato con il Papato e si consideravano anch’essi difensori della Chiesa.

Dopo che Carlo Magno ebbe ripudiato la moglie longobarda e la vedova del fratello si era rifugiata dal re longobardo con i figli, pretendendo per loro la corona dei Franchi, i rapporti tra Franchi e Longobardi si irrigidirono. Papa Adriano I prese l’importante decisione di confermare Carlo Magno re dei Franchi. Fu l’inizio della guerra tra Franchi e Longobardi.

Nell’estate del 773, iniziò la campagna militare dei Franchi contro i Longobardi. Carlo Magno suddivise il suo esercito in due corpi militari, ad uno fece passare le Alpi dal Passo del Gran San Bernardo, mentre l’altro condotto da lui stesso entrò attraverso il Moncenisio, entrambe le armate dovevano poi riunirsi ad ovest di Torino, presso le Chiuse di Susa. La marcia attraverso le Alpi durò settimane, i Longobardi si organizzarono per attaccare i Franchi alle Chiuse, ma non immaginavano che dalla cresta della montagna arrivasse, alle loro spalle, un secondo corpo militare nemico; circondato, Desiderio e ciò che rimaneva del suo esercito si rifugiarono a Pavia, la capitale longobarda, difesa da imponenti mura. L’armata dei Franchi marciò su Pavia.

I Franchi assediarono Pavia, ma l’assedio non fu facile e molti soldati furono vittime di continue epidemie, soprattutto malaria, perché tutt’intorno c’erano paludi infestate da zanzare malariche (il chinino, il rimedio contro la malaria, entrò nella pratica medica solo nel XIX secolo). L’assedio di Pavia durò molto a lungo, furono la fame e le malattie a costringere la città padana a capitolare. Carlo Magno costrinse Desiderio a sottomettersi ai Franchi senza condizioni, quindi venne esiliato. Carlo Magno venne così incoronato dal Papa quale Re dei Franchi e dei Longobardi.

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Cappella Palatina ad Aquisgrana

L’ESPANSIONE A NORD: I SASSONI

Nel momento di maggior tensione tra Franchi e Longobardi, ciò che però preoccupò di più Carlo Magno furono le incursioni a nord dei Sassoni, un popolo giudicato barbaro e pagano. Già in passato, Pipino, il padre di Carlo Magno, aveva combattuto contro i Sassoni che da nord spesso compivano incursioni nel regno dei Franchi. Nel 772, Carlo Magno diede inizio ad una nuova guerra irrompendo con grande forza e brutalità in territorio sassone. Durante questa campagna militare, Carlo Magno ed il suo esercito raggiunsero il luogo più sacro per i Sassoni, il leggendario Irminsul, un albero gigantesco che, secondo la loro credenza, sorreggeva l’intero Universo; i Franchi lo bruciarono e nelle loro scorribande fecero bottino anche di offerte votive. La rabbia del capo dei Sassoni, Vitichindo, fu grande e la guerra tra Franchi e Sassoni fu lunga e cruenta, sedata una ribellione, ne sorgeva una successione e un’altra ancora e, a volte, vinsero i Sassoni. Di ritorno dalla amara campagna di Spagna e forse proprio perché così amara, Carlo Magno piombò in Sassonia scatenando una guerra che fu un bagno di sangue; Vitichindo si arrese e si fece pure battezzare con Carlo Magno a fargli da padrino. La Sassonia entrò così a far parte dell’impero dei Franchi.

LA FALLITA ESPANSIONE IN SPAGNA

Nel 778, i governatori musulmani di Barcellona e Saragozza chiesero l’aiuto dei Franchi contro l’emiro di Cordova. Quando Carlo Magno arrivò a Saragozza, il governatore che lo aveva chiamato era stato spodestato, così le mura della città rimasero chiuse ai Franchi. Carlo Magno, tuttavia, non volle desistere ed assediò la città per molti mesi. L’assedio però non ebbe successo e questa fu la prima sconfitta militare di Carlo Magno. Egli però non voleva tornare a mani vuote, così durante la ritirata dalla Spagna attaccò la città cristiana di Pamplona e ne autorizzò il libero saccheggio. L’aggressione violenta e brutale a Pamplona suscitò un’immediata rappresaglia che avvenne a Roncisvalle il 15 agosto 778; l’esercito Basco attaccò la retroguardia dei Franchi sui Pirenei e l’annientò senza pietà, fino all’ultimo uomo. La lunga campagna militare di Spagna fu per Carlo Magno un vero sfacelo.

LA NASCITA DEL SACRO ROMANO IMPERO

Nell’aprile del 799 a Roma accadde un fatto imprevisto che Carlo Magno sfruttò a suo vantaggio. Il Papa Leone III fu vittima di un attentato, lo rapirono e volevano renderlo inabile alla carica con percosse e violenze varie; coinvolti furono gli uomini della sua ristretta cerchia che lo accusarono di fornicazione e falsa testimonianza, ma soprattutto era persona poco gradita ai circoli della nobiltà romana. Un fedele servitore aiutò Leone III a fuggire, con l’appoggio di alcuni messaggeri franchi che lo portarono alla corte di Carlo Magno, il protettore della Chiesa romana. Quando Leone III arrivò ad Aquisgrana, Carlo Magno gli fece capire di essere in suo potere; decise di portarlo con sé a Roma e di difenderlo nel processo, affermando che il Papa non poteva mentire e se mentiva se la sarebbe vista con Dio; Leone III, grazie alla difesa di Carlo Magno, venne assolto, ma avrebbe dovuto pagare un debito di riconoscenza. Leone III incoronò Carlo Magno Imperatore il 25 dicembre 800, data che segnò la nascita del Sacro Romano Impero. Da quel momento, i Papi furono gli unici a poter incoronare i sovrani, fino al 1806.

LA CORONA DI FERRO

Nel Duomo di Monza si conserva uno degli oggetti di oreficeria più importanti e densi di significato di tutta la storia d’Occidente. All’interno di uno scrigno collocato nella cappella di Teodolinda è custodita la corona di ferro. Con la corona ferrea venivano incoronati gli imperatori del Sacro Romano Impero. Nonostante il nome, si tratta di una corona preziosa; è composta da 6 piastre d’oro unite fra loro e ornate da 26 rosette in rilievo, 22 gemme e 24 mosaici a smalto; le dimensioni sono ridotte, appena 15 cm di diametro, ma si pensa che originariamente le piastre d’oro fossero di più, forse 8 e non 6; è detta di ferro perché la lamina interna, secondo la tradizione, sarebbe stata forgiata con uno dei chiodi utilizzati per la crocifissione di Cristo, tuttavia, recenti indagini scientifiche hanno stabilito che la lamina non è di ferro, bensì d’argento. La corona ferrea rimane contemporaneamente un emblema di potere ed un simbolo religioso, tanto che con essa volle incoronarsi anche Napoleone Bonaparte. Fu con la corona di ferro che Carlo Magno volle farsi incoronare nel 774, dopo la presa di Pavia, Re dei Franchi e dei Longobardi. Leggi anche: Monza cosa vedere.

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Monza, Corona Ferrea

LA SUCCESSIONE

Carlo Magno morì nella sua residenza di Aquisgrana il 28 gennaio 814, a circa 70 anni. Gli successe il figlio Ludovico a cui lasciò un impero potente e smisurato, ma Ludovico (chiamato Ludovico il Pio) non riuscì a mantenere l’unità dell’impero.

30 anni dopo la morte di Carlo Magno, l’Impero era diviso in tre territori: Franchi dell’ovest, da cui si sviluppò la Francia, Franchi dell’est, da cui nacque il regno tedesco ed un Impero centrale che più tardi si frammentò ulteriormente. Alcuni definirono Carlo Magno un uomo spietato e assetato di potere, altri lo considerarono un re saggio e devoto, rimane il fatto che quest’abile condottiero ha segnato un’epoca.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal documentario di Alberto Angelo Ulisse: il piacere della scoperta, 2016, Rai Play