Sprechi RAI e confronto con la BBC

Tutti desideriamo un servizio pubblico televisivo di qualità senza sperpero di soldi pubblici che versiamo con il canone; un confronto della RAI italiana con la televisione pubblica inglese BBC ci aiuta a capire quanto la nuova RAI sia ancora lontana da un servizio efficiente; i manager RAI sono strapagati, derogando per sé stessi al limite dei compensi imposto per i manager pubblici, con la scusa che lavorano per società quotata in borsa, in un’ottica avida e priva di senso civico. Riorganizzare la RAI, introdurre il tetto dei 240.000 euro per i manager, mettere in mobilità gli esuberi o ricollocarli in maniera adeguata, è diventato un imperativo.

BBC breaking news

Il confronto RAI – BBC (Fonte dati: L’Unità del 26 luglio 2016, Carmine Fotia)

Il costo del lavoro medio in RAI è di € 77.139, mentre in BBC è di € 62.635, con un 50 per cento di dipendenti in più e solo un 20 per cento di dirigenti in più. In BBC i dirigenti rappresentano il 3,9 per cento sul totale, mentre in RAI sono il 4,9 per cento.

Nel settore giornalistico, la RAI ha 1939 giornalisti di cui ben il 16,7 per cento sono dirigenti, con ex direttori, vice-direttori, capi redattori che percepiscono lauti stipendi senza fare nulla o svolgendo attività non più adeguate al loro stipendio.

Gli stipendi dei dirigenti. In RAI il 13,8 per cento dei dirigenti guadagna fino a € 100.000, mentre in BBC rappresentano il 32,4 per cento. Nella fascia da 100 mila a 200 mila euro c’è il 74,4 per cento dei dirigenti RAI ed il 56 per cento di dirigenti BBC. Nella fascia da 200 mila a 300 mila euro c’è il 9,3 per cento dei dirigenti RAI e l’8,4 per cento di dirigenti BBC. Nella fascia da 300 mila a 400 mila euro troviamo l’1,1 per cento di dirigenti RAI e il 2,3 per cento di dirigenti BBC. Nella fascia da 400 mila a 500 mila euro ci sono 4 dirigenti RAI e 3 dirigenti BBC. Nella BBC nessun dirigente guadagna più di 500 mila euro, mentre in RAI ci sono ben 4 dirigenti strapagati. Il direttore generale della BBC guadagna 492 mila euro, il 30 per cento in meno del suo predecessore, mentre il direttore generale della RAI guadagna ben 650 mila euro, come il suo predecessore.

BBC, sede scozzese
BBC, sede scozzese

Conclusioni. Nel confronto con la BBC risulta impietosamente che i dirigenti RAI sono troppi e troppo pagati; in BBC 3 dirigenti su 10 guadagnano meno di 100 mila euro, mentre in RAI appena 1 su 10  e dove ben 4 dirigenti arrivano a superare 500 mila euro, quando in BBC nemmeno il direttore generale arriva a tanto. Questi dati sono la prova che si può fare un buon servizio pubblico con più equilibrio economico, politico ed etico. Leggere poi che questi super pagati e “fantasiosi” dirigenti RAI pensano di rilanciare il servizio pubblico scritturando Pippo Baudo, beh siamo proprio messi male, non perché non sia un artista valido, ma perché non è una promettente novità! Oltremodo siamo messi male in RAI sapendo di ex capi redattore o ex direttori che continuano a percepire i loro esagerati stipendi da capi redattori o direttori, addirittura pur non svolgendo più la mansione. Basta sperperi! E’ un orrore in un paese che stenta la ripresa economica e dove milioni di persone fanno fatica ad arrivare a fine mese o rinunciano a curarsi. Basta sperperi!

La RAI riceve la maggior parte delle proprie risorse da una tassa pagata dai cittadini, il canone, pertanto gli standard economici dei propri manager, dovrebbero rispettare il tetto dei 240 mila euro stabilito per i manager pubblici. Questa norma è stata aggirata dalla RAI con la scusa della quotazione in borsa, ma è indubbiamente solo un’avida scusa. Tranquilli, non andranno tutti alla concorrenza (questa è solo l’ennesima scusa di comodo) perché là guadagneranno di più solo al raggiungimento di severi obiettivi e poi lavorare per il servizio pubblico è un valore aggiunto di cui i migliori non possono non tenerne conto.

Grazie alla Legge di Riforma (legge 28 dicembre 2015, n. 220, anche la RAI ha adottato il proprio piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale che prevede la pubblicazione, nella sezione “Corporate – trasparenza” del sito aziendale, di dati ed informazioni relativi alla Concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. Grazie ad essa possiamo vedere come vengono impiegati i soldi pubblici e indurre la politica ad intervenire, come nel caso RAI.

Cinzia Malaguti

 

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