Le invenzioni nell’Antica Grecia

Fu il III secolo a. C. il secolo d’oro delle invenzioni greche: congegni meccanici che sfruttavano l’energia dell’acqua, ma anche automi per sorprendere gli ospiti nelle feste dei nobili che li avevano commissionati. Di questi congegni meccanici ed automi ne abbiamo traccia in incisioni e scritture, ma anche da ritrovamenti come quello della macchina di Anticitera recuperata in un relitto naufragato nel I secolo a.C. e custodita al Museo Archeologico nazionale di Atene.

Della macchina di Anticitera vi parlerò dopo, ora voglio raccontarvi qualcosa del secolo d’oro delle invenzioni greche.

Archimede (III sec. a.C.) ideò sistemi di pulegge per spostare grandi carichi, la famosa vite che prende il suo nome e numerose macchine da guerra, tra cui potenti catapulte.

Ctesibio di Alessandria (III sec. a. C.) è considerato l’inventore dell’idraulica per essere stato il primo a sfruttare la forza della pressione dell’aria e dell’acqua nei suoi meccanismi; Ctesebio ideò anche dispositivi meccanici destinati agli spettacoli pubblici, tra i quali un vaso rituale per le libagioni (rhyton) che emetteva un suono simile ad uno squillo di tromba quando il vino veniva versato.

Erone di Alessandria, come immaginato in una stampa del 1688
Erone di Alessandria, come immaginato in una stampa del 1688

Erone di Alessandria (I sec. a. C.) scrisse numerosi trattati scientifici e tecnici che contengono anche modelli di macchine, soprattutto automi. Questi automi erano esperimenti di meccanica destinati a sorprendere durante le feste dei nobili: uccelli che cinguettavano quando si accingevano a bere, anfore che cantavano quando venivano riempite, modellini di templi con suono di trombe all’apertura delle porte, recipienti da cui sgorgava l’acqua per le abluzioni quando vi si introduceva una moneta, per citarne alcuni; erano giocattoli, ma nello stesso tempo esperimenti di meccanica, inventati da Erone e sfoggiati dai nobili per sorprendere i loro invitati in occasione dei banchetti.

Macchina di Anticitera, ricostruzione
Macchina di Anticitera, ricostruzione

L’invenzione della macchina di Anticitera è fatta risalire al 100-150 a.C. e la sua scoperta ha una storia originale. A inizio Novecento, un gruppo di pescatori si immerse nelle acque dell’ isola di Anticitera, a sud del Peloponneso, per cercare spugne, ma invece delle spugne trovarono il relitto di un naufragio avvenuto nel I secolo a.C.. Il ritrovamento ha permesso di recuperare diversi e preziosi manufatti, tra i quali un calcolatore meccanico a cui è stato dato il nome del luogo del ritrovamento, appunto “macchina di Anticitera”. Il congegno ritrovato è dotato di un complesso meccanismo che fungeva da misuratore per il calendario solare e lunare, dove le ruote dentate permettevano di calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, gli equinozi e lo scorrere del tempo. Il calcolatore meccanico di Anticitera è considerato il più antico della storia; nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Atene è conservata la macchina in rame ritrovata – delle dimensioni di circa 30×15 cm, coperta da oltre 2000 caratteri non ancora del tutto decifrati – e la sua ricostruzione completa, ossia la macchina come gli studiosi hanno immaginato fosse nella sua interezza.

Quando andrete ad Atene e visiterete il Museo Archeologico Nazionale ricordatevi la storia delle invenzioni greche e, in particolare, il racconto del ritrovamento di questo straordinario calcolatore che ha superato l’età di 2100 anni.

Cinzia Malaguti

 

Fonti:

B. Farrington, Storia della scienza greca, Milano, Mondadori, 1964

Storica NG N. 66, Archimede, il grande pensatore di Siracusa

Storica NG N. 82, Inventori greci

 

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