Carlo III di Borbone amato re di Napoli

Carlo III di Borbone fu re di Napoli dal 1734, dopo una vittoriosa campagna militare contro gli austriaci, al 1759, quando dovette rientrare a Madrid per sostituire sul trono di Spagna il deceduto fratellastro Ferdinando VI. Durante questi venticinque anni di regno, Napoli conobbe una serie di riforme politiche, economiche e culturali. Carlo III fu un amato sovrano a Napoli dove entrò seguito dal tesoriere reale che lanciava denaro al popolo.

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Palazzo Reale di Napoli, scalinata

Carlo III di Borbone fu re di Napoli dal 1734, dopo una vittoriosa campagna militare contro gli austriaci, al 1759, quando dovette rientrare a Madrid per sostituire sul trono di Spagna il deceduto fratellastro Ferdinando VI. Durante questi venticinque anni di regno, Napoli conobbe una serie di riforme politiche, economiche e culturali. Carlo III fu un amato sovrano a Napoli dove entrò seguito dal tesoriere reale che lanciava denaro al popolo.

Carlo III, sovrano dotato di senso di giustizia, generosità ed onestà, volle fare di Napoli una grande capitale europea; allo scopo, avviò importanti iniziative riformistiche per incentivare il commercio internazionale, per riordinare il sistema finanziario, per ridurre i privilegi ecclesiastici, per regolamentare la vita giudiziaria, per ammodernare ed abbellire la città con un’intensa attività edilizia, la realizzazione di strade e l’ampliamento dei porti.

Carlo III in un ritratto di Giuseppe Bonito
Carlo III in un ritratto di Giuseppe Bonito

Carlo di Borbone nacque a Madrid nel 1716, pertanto aveva solo 18 anni quando venne incoronato re di Napoli nella Chiesa di San Lorenzo; figlio di seconde nozze del re di Spagna Filippo V con Elisabetta Farnese, Carlo entrò in Italia nel 1732 dopo che, grazie all’intervento della madre, gli austriaci gli riconobbero i diritti dinastici sul Ducato di Parma e Piacenza. L’obiettivo agognato dal padre e trasmesso al figlio era però quello di recuperare il regno di Napoli e Sicilia passato agli austriaci dopo la fine della guerra di successione spagnola ed il relativo trattato di Utrecht (1713); fu così che nel ducato di Parma e Piacenza Carlo III rimase solo due anni, aspettando l’occasione giusta per riconquistare Napoli.

L’occasione giusta si presentò nel 1734, quando la guerra di successione polacca impegnò gli asburgo su quel versante; Carlo III si diresse così verso Napoli per la riconquista della città; dopo aver sconfitto gli austriaci nella battaglia di Bitonto, il 10 maggio 1734, entrò trionfante a Napoli da porta Capuana; si ingraziò subito la popolazione lanciandogli denaro, ma anche le autorità ecclesiastiche depositando nella cappella del tesoro di San Gennaro un prezioso gioiello di diamanti e smeraldi. Carlo III successivamente però non si dimostrò tenero in ambito religioso decidendo, tra le altre cose, di tassare alcune proprietà ecclesiastiche, di ridurre il numero del clero e di limitarne le immunità.

Trionfo di Carlo di Borbone nella battaglia di Velletri, F. Solimena, 1744, Reggia di Caserta
Trionfo di Carlo di Borbone nella battaglia di Velletri, F. Solimena, 1744, Reggia di Caserta

La guerra di successione austriaca, iniziata nel 1740 con la morte dell’imperatore, coinvolse anche Carlo III che dovette difendere il regno di Napoli dall’esercito asburgico. La battaglia di Velletri del 1744 portò l’esercito borbonico ad avere la meglio su quello austriaco, che si ritirò verso nord, confermando il dominio dei Borbone sul Regno di Napoli e di Sicilia. Questa guerra diede però un duro colpo al già dissestato bilancio statale.

Nel 1746 morì Filippo V, padre di Carlo III, a cui subentrò sul trono di Spagna il fratellastro Ferdinando VI; questo evento diede a Carlo III una maggiore autonomia di governo ed una piena sovranità sul Regno di Napoli e di Sicilia. Risale a questo periodo e fino al 1759, anno della morte di Ferdinando VI, l’espressione maggiore del riformismo politico, amministrativo, urbano di Carlo III a Napoli. Importanti furono i suoi interventi contro lo strapotere ecclesiastico, tra i quali attuò l’espulsione dei Gesuiti e la riduzione dell’Inquisizione a semplice mezzo di polizia. Nella sua attività a Napoli fu consigliato da abili politici italiani, come Bernardo Tanucci e Leopoldo de Gregorio (marchese di Squillace); quest’ultimo seguì Carlo III anche alla corte di Spagna.

Ritratto di Carlo III, quadro di Goya
Ritratto di Carlo III, quadro di Goya

Nel 1759, alla morte del re di Spagna Ferdinando VI, Carlo III dovette lasciare la corte di Napoli per fare ritorno a Madrid e salire sul trono di Spagna; nel regno di Napoli gli successe il figlio Ferdinando ma, essendo un infante di appena 8 anni, Carlo III fu costretto ad istituire un Consiglio di Reggenza. I Borboni regnarono a Napoli e nel Mezzogiorno fino all’Unità d’Italia. Anche in Spagna Carlo III avviò una politica riformista e resse la corona fino al 1788, anno della sua morte.

Partenza di Carlo III Borbone per la Spagna, Antonio Joli, Museo di Capodimonte, Napoli
Partenza di Carlo III Borbone per la Spagna, Antonio Joli, Museo di Capodimonte, Napoli

In particolare, testimoniano il passaggio di Carlo III nel Mezzogiorno d’Italia, il Palazzo Reale a Napoli, il Teatro San Carlo a Napoli, la Reggia di Capodimonte a Napoli e la Reggia a Caserta.

Reggia di Capodimonte, Napoli
Reggia di Capodimonte, Napoli
Teatro San Carlo, Napoli
Teatro San Carlo, Napoli

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Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

Storica NG nr. 90

H. Acton, I Borboni di Napoli (1734-1825), Firenze, Giunti, 1997