I Celti e i loro eredi

I Celti e i loro eredi. I Celti furono una popolazione frammentata in molte tribù, ma la cui civiltà dominò l’Europa, 1000 anni prima della nascita di Cristo. I Romani li combatterono in dure battaglie, li vinsero infine, ma non dappertutto. La cultura celtica sopravvisse in Scozia, che i Romani non riuscirono mai ad assoggettare, in Irlanda e nelle aree più inaccessibili del Galles, della Cornovaglia e della Bretagna ed è lì che vivono ancora i suoi eredi.



I Celti , pur frammentati, dominavano l’Europa prima dell’espansione dell’Impero Romano e, soprattutto, prima dell’arrivo di Giulio Cesare. I Celti raggiunsero il loro massimo splendore tra il III ed il V secolo a.C. e riuscirono persino ad arrivare a Roma che saccheggiarono e diedero alle fiamme nel V secolo; lasciarono Roma solo a causa di epidemie che li costrinsero a raggiungere un accordo economico per allontanarsi dalla città.

I Celti e i loro eredi. I Celti erano divisi in una molteplicità di tribù unite dalla medesima lingua e cultura. Dai loro contemporanei Greci e Romani, furono descritti alti, muscolosi e robusti, chiari di occhi e di pelle, irascibili e litigiosi, ma anche leali e amanti della musica. Le popolazioni celtiche vengono identificate secondo macro-gruppi geografici: i Galli (centro Europa e nord Italia), i Britanni (Inghilterra), i Celtiberi (Spagna), i Pannoni (est Europa), i Galati (Anatolia).



Dopo il Sacco di Roma del V secolo a.C. , i Celti dovettero progressivamente cedere il potere a Roma; fu Giulio Cesare il primo ad avanzare con successo nei territori celtici della Gallia, dove alcune tribù vi si sottomisero, ma altre si ribellarono e, alla guida di Vercingetorige, combatterono una delle più importanti battaglie dell’antichità: la battaglia di Alesia (in Borgogna, Francia). La battaglia di Alesia fu decisiva per le sorti dei Celti in tutta la regione; vinsero i Romani grazie ad una accurata strategia di assedio che consistette nella costruzione di un terrapieno lungo 15 km e di una palizzata a circondare le truppe galliche; alla fine, ma dopo 4 giorni di lotta cruenta, fu Cesare a trionfare.

Dopo la Gallia, fu la volta della Britannia. Giulio Cesare entrò in Britannia nel 55 e 54 a.C., ma fu solo una spedizione dimostrativa. Fu, invece, l’imperatore Claudio che diede battaglia ai Britanni ed arrivò a conquistare la parte meridionale ed orientale dell’isola. Anche qui non fu facile la conquista romana dei territori celtici; in particolare, i Romani dovettero vedersela con la regina della tribù degli Iceni, Budicca, che scatenò la ribellione. Il primo obiettivo dei ribelli fu la colonia romana di Camulodunum (odierna Colchester) che venne riconquistata dagli insorti; poi fu la volta di Londinum (Londra), già latinizzato centro fiorente, che saccheggiarono e bruciarono, infine la battaglia di Watling Street (Britannia centro-meridionale), decisiva e che segnò la definitiva sconfitta dei Celti nella regione. I Romani dominarono sull’isola per 4 secoli.



I Celti e i loro eredi. I Celti persero contro i Romani perché erano frammentati, mentre i Romani erano organizzati, compatti, strategici. La cultura celtica, tuttavia, sopravvisse in Scozia, dove i Romani non riuscirono mai a penetrare e ad assoggettare, in Irlanda e nelle aree più inaccessibili del Galles, della Cornovaglia, della Bretagna (Francia) ed è lì che vivono ancora i suoi eredi.

Ho visitato l‘Irlanda e la Bretagna e qui la musica, le tradizioni e, anche la toponomastica, sono ancora impregnate di cultura celtica.

Buona vita!

Cinzia Malaguti