Come migliorare la memoria

Giovani e meno giovani, a tutti è capitato di rammaricarci per non ricordare un fatto, un evento o un particolare. La scienza si interroga costantemente sui metodi per aumentare la memoria. Nessuna pillola magica, ma quattro strumenti alla portata di tutti.

Attenzione e curiosità

Se siamo distratti, la nostra mente non riesce ad eseguire una scansione di ciò che abbiamo di fronte, quindi in primo luogo abbandoniamo la distrazione. Dopo l’attenzione, mettiamoci un po’ di curiosità, di piacere di  conoscere ed apprendere. La curiosità, spiegano infatti alcuni scienziati della University of California di Davis, accende non solo le aree del cervello legate alle sensazioni di ricompensa, ma anche quelle dell’ippocampo, dove si formano le nuove memorie.

Riposo

Nel sonno le memorie si consolidano, in primo luogo le ultime esperienze perché sono quelle non disturbate da memorie successive. Uno studio pubblicato su Neurobiology of Learning and Memory afferma che un riposino di appena un’ora dopo la lettura o lo studio riesce a migliorare le performance mnemoniche fino a cinque volte. Ecco perché ai ragazzi che studiano il miglior consiglio che si può dare è quello di ripassare le lezioni la sera prima di andare a dormire, piuttosto che la mattina, oppure fare un pisolino dopo lo studio.

Movimento

Così come il cervello ha bisogno di riposto per consolidare la memoria, così ha anche bisogno di movimento per mantenersi allenato ad imparare e ricordare. L’esercizio fisico facilita l’apprendimento perché, aumentando il battito cardiaco, aumenta la quantità di ossigeno che arriva al cervello. Ne consegue che l’educazione fisica nelle scuole può migliorare le prestazioni degli studenti se fatta nelle prime ore della mattina. L’esercizio fisico, inoltre, favorisce la neurogenesi, ossia la nascita di nuovi neuroni; per questa ragione l’esercizio fisico rientra nelle prescrizioni contro il declino cognitivo associato all’età.

Alimentazione

Mangiare pesce fa bene alla memoria e migliora le facoltà cognitive. Lo confermano gli scienziati della Facoltà di Medicina dell’Università di Pittsburgh, il cui studio è stato pubblicato on line sull’ American Journal of Preventive Medicine. Anche il caffè risulta attivo sulla memoria, ma aiuta a consolidare il ricordo solo se bevuto dopo aver imparato qualcosa; a questa conclusione è giunto uno studio pubblicato su Nature Neuroscience. I mirtilli sono un altro alimento tenuto in stretta osservazione dagli scienziati che studiano come potenziare l’apprendimento e la memoria. I mirtilli, in frutto o in succo, sembrano contrastare il declino cognitivo legato all’età, aiutare l’apprendimento spaziale e la memoria, per merito dei flavonoidi che potrebbero aiutare il flusso sanguigno nel cervello. Una ricerca presentata dalla University of Reading ha mostrato l’efficacia del succo di mirtilli selvatici nell’aumentare la memoria e la concentrazione nei bambini delle elementari.

Cinzia Malaguti

Fonte:

A.L. Bonfranceschi, Per ricordare meglio, fate un bel pisolino, L’Espresso, n. 47, Editoriale L’Espresso

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