Vignola, il Palazzo Barozzi e la sua scala a chiocciola

A Vignola (Modena), in Piazza dei Contrari, di fianco al Castello, all’interno del Palazzo Barozzi, c’è una meraviglia dell’architettura del Cinquecento: la scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi, detto “il Vignola”. E’ possibile ammirare Palazzo Barozzi nei week-end e festivi e solo con visite guidate.

Vignola, Palazzo Barozzi
Vignola, Palazzo Barozzi

Il Palazzo. Palazzo Contrari – Boncompagni è un elegante palazzo rinascimentale, non particolarmente originale visto da fuori, costruito negli anni 1560-67 circa, su ordine di Ercole Contrari il Vecchio e su progetto del grande e laborioso architetto vignolese Jacopo Barozzi, per questo il palazzo è conosciuto come Palazzo Barozzi. Per la sua costruzione furono abbattute 11 case fra le quali quella della famiglia di Jacopo Barozzi. Con la fine della Signoria dei Contrari, avvenuta alla morte di Ercole il Giovane, ultimo discendente della dinastia, il Palazzo fu acquistato dalla famiglia clericale Boncompagni, loro successori nel marchesato vignolese dal 1577, che restarono proprietari del Palazzo, ma senza mai abitarlo, fino al 1949 quando venne acquistato dalla Parrocchia di Vignola, attuale proprietario. Il Palazzo ha un corpo centrale a pianta leggermente rettangolare a cui sono annesse due ali laterali; quella di sinistra contiene la famosa scala a chiocciola. Il cortile interno oggi è chiuso da un muro, ma nel Cinquecento si allungava in un parco-giardino che raggiungeva le rive del Panaro. Il Palazzo si sviluppa su quattro piani: il piano interrato ed il piano terra rialzato erano destinati alle cucine, agli approvvigionamenti e all’andamento della casa; il piano nobile era la parte dove il feudatario viveva e riceveva, mentre il sottotetto era riservato alla servitù; un’unica scala serviva per nobili e servitù, fatto originale per l’epoca. Il Palazzo Barozzi non è oggi abitato, ma è sede di un bar, di un circolo ricreativo ed alcuni locali sono utilizzati per eventi e conferenze.

Vignola, Palazzo Barozzi, scala a chiocciola, progetto Jacopo Barozzi
Vignola, Palazzo Barozzi, scala a chiocciola, progetto Jacopo Barozzi

La scala a chiocciola. Nell’ala sinistra del palazzo è situata la meravigliosa scala, una spirale armoniosa di una bellezza sorprendente sia per l’architettura che per le decorazioni; all’origine le pareti erano soltanto intonacate e tinteggiate di bianco, fu nel 1880 che il Principe Antonio Boncompagni commissionò ai pittori modenesi Fermo Forti ed Angelo Forghieri le decorazioni che attualmente potete ammirare, frutto di un restauro recente che le ha riportate alla luce, in quanto nel 1940 le pareti furono nuovamente imbiancate; le pitture decorative sono a tempera con riquadrature geometriche e decorazioni grottesche, molto in voga nel Rinascimento. La scala a chiocciola di Palazzo Barozzi è totalmente aerea e sostenuta soltanto da una colonna situata nel bellissimo seminterrato e, nei piani superiori, dal muro perimetrale dove sono incastrati i gradini autoportanti. La pianta ha forma ellittica, ma quasi circolare, a differenza dell’altro portento architettonico di scala qual è quella di Palazzo Isolani a Bologna che è decisamente ellittica. La scala a chiocciola di Palazzo Barozzi è costituita da 106 comodi gradini per un’altezza totale di m. 12.33. L’inclinazione della scala cambia man mano che si sale, appoggiandosi sempre di più al perimetro esterno in modo da alleggerire il centro. La sezione trasversale del soffitto risulta inclinata e questo aumenta l’effetto vorticoso dello sviluppo elicoidale della scala nello spazio. Essa rappresenta un capolavoro architettonico e scenografico di altissimo livello.

Vignola, Palazzo Barozzi, scala a chiocciola, decorazioni
Vignola, Palazzo Barozzi, scala a chiocciola, decorazioni

Jacopo Barozzi. Ora qualche informazione sull’autore del progetto di questo capolavoro architettonico, Jacopo Barozzi, detto “il Vignola“.  Jacopo Barozzi nacque a Vignola nel 1507 e morì a Roma nel 1573, dove è sepolto al Pantheon con Raffaello ed altri personaggi illustri. Visse a Vignola fino a 12-13 anni di età, scegliendo poi di andare a studiare pittura e scultura a Bologna, dove scoprì invece la sua grande passione e predisposizione per l’architettura. Trasferitosi a Roma, svolse una vasta e intensa attività al servizio dei Farnese e di diversi Papi e fece parte della cerchia di Michelangelo e di Vasari. Ha operato anche alla corte di Francesco I re di Francia, per la Reggia di Fontainebleu. Nel 1564, alla morte di Michelangelo, venne chiamato a proseguire i lavori alla fabbrica di S. Pietro a Roma. Jacopo Barozzi è universalmente riconosciuto come uno dei più importanti architetti del Cinquecento italiano. Le sue opere più famose sono a Roma (Tempio di S. Andrea sulla via Flaminia, Villa Giulia, Palazzo Farnese, Chiesa del Gesù ed altre) e nel Lazio (Palazzo Farnese a Caprarola, Viterbo), ma ne ha lasciate di notevoli anche a Bologna, Piacenza e in Umbria.

Vignola, Palazzo Barozzi, scala a chiocciola, piano interrato
Vignola, Palazzo Barozzi, scala a chiocciola, piano seminterrato

Le visite. Palazzo Barozzi e la sua scala a chiocciola sono visitabili solo nei fine settimana e festivi, con visite guidate a cura dei volontari della Parrocchia di Vignola, secondo i seguenti orari:

  • da novembre a marzo: sabato pomeriggio, dalle 15 alle 18; domenica mattina, dalle 10 alle 12 e domenica pomeriggio, dalle 15 alle 18;
  • aprile-maggio e ottobre: sabato pomeriggio, dalle 15,30 alle 19; domenica mattina, dalle 10 alle 12 e domenica pomeriggio, dalle 15,30 alle 19;
  • da giugno a settembre: sabato pomeriggio, dalle 16 alle 19,30; domenica mattina, dalle 10 alle 12 e domenica pomeriggio, dalle 16 alle 19,30;
  • chiusure: 1° gennaio, Pasqua, Natale, le due settimane centrali di agosto. Ingresso € 2, gratuito fino a 11 anni.
Vignola, la Rocca
Vignola, la Rocca
Vignola, fiume Panaro
Vignola, fiume Panaro

Palazzo Barozzi si trova di fianco alla strepitosa Rocca di Vignola, motivo in più per visitare le bellezze di Vignolagraziosa cittadina modenese situata ai piedi del fiume Panaro.

Buona visita!

Cinzia Malaguti

 

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