Collasso civiltà Maya cosa sappiamo

Sono stata di recente in Messico dove ho visitato le rovine Maya di Tulum; Tulum non è un esempio di città maya in quanto non vi si trovano i tipici templi maya a forma di piramide a gradoni, ma basta per iniziare una breve esplorazione sui tanti perché che ancora oggi circondano il collasso di quell’antica civiltà.

L’embrione delle prime città Maya è collocato in Guatemala, intorno al VI-V secolo a.C., nella cui regione di El Petén abitarono quei popoli che avrebbero fatto nascere la più raffinata civiltà precolombiana. I Maya furono geniali astronomi e matematici. Una curiosità: la giada era per loro più preziosa dell’oro e veniva usata per costruire maschere e ornamenti con i quali rendere onore o accompagnare nell’aldilà i sovrani defunti.

Sito Maya a Chichen Itzà, Messico
Sito Maya a Chichen Itzà, Messico
Sito Maya di Tikal, Guatemala
Sito Maya di Tikal, Guatemala

La cultura Maya conobbe il suo massimo splendore tra il 300 e il 900, ma alla metà dell’800, in diverse aree, era ormai al collasso. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma è probabile che un insieme di fattori quali il sovrappopolamento, l’instabilità ed una prolungata siccità, gettarono nel caos le città maya, presto abbandonate. L’instabilità politica del mondo maya, suddiviso in tante realtà spesso conflittuali ma senza mai arrivare a particolari egemonie, supremazie o guida politica, sembra essere stata una delle cause principali del collasso di questa antica civiltà.

Sito Maya di Uxmal, Messico
Sito Maya di Uxmal, Messico

I Maya costruirono città straordinarie come Palenque (Messico), Uxmal (Messico), Calakmul (Messico), Tikal (Guatemala) e Copan (Honduras), con imponenti templi costruiti come piramidi a gradoni e grandi palazzi, che formavano centri cerimoniali intorno ai quali sorgevano i quartieri dei contadini e degli artigiani. Successivamente, i centri maya si estesero allo Yucatan (Messico), dove fiorirono centri come Chichén Itzà e Tulum, quest’ultimo però era un porto commerciale e di avvistamento. In Messico, alcune città sopravvissero fino all’arrivo degli spagnoli nel XV secolo. I siti Maya che ho citato sono tutti Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Sito Maya di Copan, Honduras
Sito Maya di Copan, Honduras
Sito Maya di Calakmul, Messico
Sito Maya di Calakmul, Messico

La principali città maya furono, dunque, gradualmente abbandonate già dalla metà dell’800 ed i suoi abitanti si sparpagliarono nelle diverse regioni del Centro America. Si stima che oggi vi siano circa sei milioni di Maya che vivono ancora in gran parte dei territori dei loro antenati; sono ancora in uso ben 28 lingue maya, la principale delle quali è parlata dal gruppo etnico dei Maya Quiché. E’ possibile anche riconoscerli dalla bassa statura e dalla quasi assenza di collo.

Cinzia Malaguti

 

Le foto: la foto del sito di Tulum è mia, le altre sono tratte da Wikipedia

Bibliografia:

E. Vance, Nella morsa del serpente, su National Geographic, vol 38 n. 3, settembre 2016

Patrimonio dell’Umanità, National Geographic, Milano, RBA, 2016

 

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