L’uomo e la montagna

Le montagne sono fra gli ambienti più ostili della terra per la vita dell’uomo e più in alto si sale, più diventa difficile anche respirare, eppure milioni di persone nel mondo vivono sui monti dove trovano un rifugio dai conflitti oppure risorse non disponibili altrove; per sopravvivere in luoghi così ostici, l’uomo ha dovuto adattarsi in modi anche sorprendenti ed ingegnosi. Vediamo alcune storie di uomini che hanno vivono su impervie montagne.

Montagne

I monti dell’Altai in Mongolia sono tra i più remoti del nostro pianeta ed il paesaggio è così spoglio che procurarsi cibo è un vero problema. I kazaki che abitano queste montagne hanno sperimentato un modo efficace per cacciare, si fanno aiutare dalle aquile, più veloci e con la vista più acuta. Come fanno? Rubano i pulcini a mamma aquila e li addestrano a cacciare per loro; l’addestramento dura circa 5 mesi, ogni kazako porta a caccia la sua aquila, quando avvista una volpe, libera l’aquila che va a braccare l’animale, quindi arriva il kazako a cavallo che finisce l’opera e porta al villaggio la fonte alimentare; ogni kazako sta insieme alla sua aquila per 7 anni prima di liberarla. Ingegnoso, vero!

Monti Altai Mongolia
Kazako con la sua aquila
Kazaki a caccia con aquile
Kazaki a caccia con aquile
Monti Altai Mongolia
Aquila reale

In Africa, Etiopia, i monti del Semien sono formati da falesie giganti e inospitali, ma sono diventate rifugio dai conflitti che si svolgono a valle; qui si trovano villaggi e coltivazioni di grano lungo i margini dei dirupi, ma questo non è il pericolo più grande perché la vera minaccia viene dai babbuini gelada. I babbuini gelada vivono in questa zona e sono protetti essendo all’interno di un parco, ma amano rubare il grano ai contadini; essi si muovono in gruppo e all’alba, sono molto forti, non si possono uccidere perché protetti, quindi occorre stare all’erta e spaventarli per farli allontanare.

Babbuini Gelada sui Monti Semien
Babbuini Gelada rubano grano

In Indonesia si trovano i monti vulcanici più attivi del pianeta, ambienti pericolosi e tossici, ma ricchi di un minerale prezioso: lo zolfo. Qui la gente rischia la vita per raccogliere lo zolfo, l’attività più pagata da queste parti, ma anche la più rischiosa; la montagna vulcanica esala fumi tossici che distruggono i polmoni ed ogni uomo porta via, a spalle, 90 chili di pezzi di zolfo, ogni volta, che finiscono per deformagli anche il fisico; è un lavoro disumano che segna il corpo dei minatori.

Indonesia, raccoglitori di zolfo
Indonesia, raccoglitori di zolfo

In Nuova Guinea si trova uno dei paesaggi montani più ricco della terra, da un punto di vista biologico, pullula di vita, ma per l’uomo andare in cerca di cibo è difficile, molti animali vivono sugli alberi e le forme di vita che vivono rasoterra sono spesso velenose; gli abitanti di queste montagne, spesso non mangiano carne per settimane, ma qualcuno ha trovato una soluzione. Alcune comunità si sono specializzate nella caccia ai pipistrelli; abbattono alcuni alberi per creare un corridoio, vi mettono una rete alta 40 metri e aspettano che i pipistrelli entrino in trappola; qui un pipistrello e del riso sfamano anche 12 persone.

Montagne della Nuova Guinea
Nuova Guinea, trappola per pipistrelli

Nei climi più freddi e dove cade molta neve, un pericolo per l’uomo è rappresentato dalle valanghe. Una valanga si sposta più rapidamente di un treno di alta velocità e spazza via tutto ciò che incontra sul suo cammino. Durante l’inverno, solo sulle Alpi svizzere, possono verificarsi 30.000 valanghe; per contenerle e rendere sicura la montagna, le valanghe vengono provocate in maniera controllata.

Alpi svizzere

L’Himalaya è la catena montuosa più alta della terra, comprende le 100 vette più alte del mondo e fra queste cime vivono 70 milioni di persone, tra le quali molte risiedono a quote che sono un pericolo per il nostro corpo. A Doramba in Nepal molti hanno problemi agli occhi perché i raggi ultravioletti qui passano attraverso l’aria sottile in percentuale pericolosamente alta.

Himalaya

Sulle alte montagne del Tibet, ci sono comunità che vivono anche a 4000 metri e qui anche i funerali sono un problema. A queste altitudini non crescono alberi, quindi non c’è la possibilità di cremare i morti, com’è tradizione dei buddisti che qui vivono; allora, essi fanno la sepoltura celeste. La sepoltura celeste o funerale in cielo consiste nel portare il defunto presso una sporgenza di roccia ed offrirlo agli avvoltoi che provvedono ad eliminare il cadavere prima che possa diffondere malattie.

Villaggio in Tibet
Villaggio in Tibet

Le montagne sono luoghi impervi, habitat molto problematici per l’essere umano, ma grazie all’ingegno e all’intraprendenza esso è riuscito anche a vivere sul tetto del mondo.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario Human Planet – Montagne della BBC su Rai Play

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