Il Buck Institute studia come invecchiare in salute

Invecchiare in salute diventerà sempre di più un'emergenza economica, sociale e politica, per via degli alti costi di una longevità malata. Ma, su un verde pendio in California, c’è il Buck Institute, che sta concentrando le sue ricerche biologiche sull'invecchiamento in salute.

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Su un verde pendio della contea di Marin, in California, Stati Uniti, c’è il Buck Institute, il primo centro di ricerca indipendente dedicato all’allungamento della vita umana.  

I ricercatori del Buck Institute, però, non studiano solo come far vivere di più, ma soprattutto come farlo rimanendo in salute. Gli studi attuali sono realizzati principalmente sui topi e nella ricerca di molecole in grado di allungarne la vita e la salute, per poi passare alla sperimentazione sugli esseri umani.

L’invecchiamento in salute sta diventando sempre più un esigenza economica e sociale.

L’allungamento progressivo e lineare della vita è un dato di fatto, ma oggi assistiamo ad un invecchiamento turbato dalla malattia; la vera scommessa della ricerca è allora trovare biologicamente il modo di invecchiare in salute.

Quello dell’invecchiamento in salute è un’esigenza che riguarda vari ambiti, da quello sanitario a quello politico, da quello economico a quello sociale.

Se le condizioni di salute degli anziani non miglioreranno, l’aumento della longevità potrebbe anche innescare una crisi economica.

Il progressivo invecchiamento della popolazione comporta, infatti, costi sanitari ed assistenziali molto alti, il lavoro dei giovani che paga le pensioni di anziani sempre in numero maggiore ed uno sbilanciamento sociale tra giovani ed anziani poco rassicurante. Tutto questo però cambia se si rimane in buona salute anche in età avanzata e se molte persone rivedranno la loro idea di pensione.

Molte persone dovranno rivedere la loro idea di pensione, cioè non più come un distacco netto dall’attività lavorativa, ma come una riduzione dei ritmi, cioè mantenendo un lavoro part-time o facendo prestazioni occasionali; questo è un modo per contribuire allo sviluppo della società, senza pesare sul lavoro dei giovani ed è anche un modo per contribuire a mantenersi in buona salute. Certo oggi la crisi occupazione giovanile fa sembrare anacronistiche queste ultime parole, ma non in una prospettiva futura. 

Comunque e in attesa di avere risposte pratiche dalla biologia e dalla genetica, c’è qualcosa che possiamo fare per aiutarci a rimanere in buona salute: dobbiamo tenere sotto controllo il nostro peso, mangiare più verdura e meno zuccheri, fare esercizio fisico regolarmente e dormire a sufficienza.

Cinzia Malaguti

 

Fonte: Internazionale, n. 1082, 19/23 dicembre 2014

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