Parco archeologico di Angkor in Cambogia

La Cambogia si trova nel sud-est asiatico, nazione martoriata durante la dittatura di Pol Pot e dei Khmer rossi (seconda metà del Novecento), rivive l’orgoglio di aver ospitato la città reale della dinastia Khmer, Angkor, tanto da essere celebrata anche sulla bandiera nazionale. La città reale di Angkor è l’esempio più raffinato dell’architettura Khmer, rimasta sepolta per 500 anni sotto fitti strati di foresta pluviale.

Parco archeologico di Angkor
Parco archeologico di Angkor

Il sito archeologico di Angkor è il più importante della Cambogia ed uno dei più importanti del Sud-est asiatico. Il sito ha una notevole estensione e nell’area che lo comprende vivono abitualmente famiglie cambogiane, quindi non è un’area delimitata e a sé stante. I primi scavi risalgono al 1860, poi furono abbandonati, anzi vietati, durante la dittatura dei Pol Pot.

Parco archeologico di Angkor
Parco archeologico di Angkor

Angkor vide il momento di maggiore espansione nella seconda metà del XII secolo quando contava oltre un milione di abitanti, poi fu abbandonata. Sulle ragioni dell’abbandono, ci sono molte ipotesi. Si dice che Angkor subisse da tempo le continue incursioni dei siamesi, gli antichi abitanti dell’odierna Thailandia, così la famiglia reale sarebbe stata costretta a spostarsi più a sud; in realtà, è probabile che l’abbandono sia stato graduale. Molti studiosi lo attribuiscono a cause naturali come un lungo periodo di siccità, forse ci fu un periodo di carestia oppure un’epidemia, non ci sono indizi precisi, ma è probabile che si sia verificata una combinazione di tutti questi fattori.

Parco Archeologico di Angkor
Parco archeologico di Angkor

Angkor è oggi una meta turistica molto frequentata e sicura e riconosciuta Patrimonio dell’Umanità Unesco. Angkor si trova a circa 6 km dalla cittadina di Siem Reap dove soggiornano tutti coloro che intendono visitare il sito archeologico. Il parco archeologico è molto vasto ed i biglietti d’ingresso possono essere validi per 1 giorno, 3 giorni o 7 giorni. Il modo migliore per visitare il sito è in bicicletta, armandosi di mappa; tenete presente che le distanze tra i templi non sono brevi ed il sole cambogiano non scherza, quindi portatevi dietro una protezione solare. Una valida alternativa, soprattutto per chi ha poco tempo, è il tuk-tuk, il pittoresco taxi cambogiano a tre ruote.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario Oikumene – Mondi perduti su Rai Play