Conoscere Firenze : Palazzo Pitti e Giardino di Boboli

La visita a Palazzo Pitti e Giardino di Boboli vi impegnerà 2/3 della giornata ma sarà una interessante e piacevole giornata, se seguirete i miei consigli. Palazzo Pitti conserva le tracce dei suoi illustri antichi ospiti: i Medici, gli Asburgo-Lorena e i Savoia; ammirerete le stanze con i loro decori e la raccolta di opere d’arte; queste ultime sono tante, meglio focalizzare l’attenzione sulle più importanti, qui vi racconto quali sono. Dietro all’elegante palazzo rinascimentale si apre il meraviglioso Giardino di Boboli, uno dei migliori esempi nel mondo di giardino all’italiana.

Palazzo Pitti, sguardo ai Giardini di Boboli dalla Galleria Palatina

LA STORIA

Luca Pitti era un ricco banchiere fiorentino rivale della famiglia dei Medici, fu lui a volere la costruzione del palazzo più grande di Firenze; purtroppo, la famiglia Pitti cadde in disgrazia e dovette vendere la proprietà proprio ai rivali Medici, era il 1550. Il Palazzo divenne sede del Granducato di Toscana (1569-1859), prima con la dinastia Medici, poi – all’estinzione dinastica dei Medici – con gli Asburgo-Lorena; dopo l’Unità d’Italia (1861) fu abitato dai Savoia, dal 1865 al 1871. Con i Medici, il palazzo fu ampliato e modificato, venne realizzato il fastoso cortile interno e creato l’esteso Giardino di Boboli.

Palazzo Pitti, facciata anteriore
Palazzo Pitti, facciata sul Giardino di Boboli

LA VISITA

Palazzo Pitti è oggi statale e sede di 5 musei articolati per diverse tematiche espositive. La visita è organizzata su due distinti biglietti d’ingresso. La visita alle sale del palazzo comprende la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali (primo piano), la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume (secondo piano), il Tesoro dei Granduchi o Museo degli Argenti (pianterreno). La visita al Giardino di Boboli comprende anche il Museo delle Porcellane.



Palazzo Pitti: la Galleria Palatina 

La Galleria Palatina è ospitata, nella sua parte più importante, nelle sei sale di facciata di Palazzo Pitti e in quelle del retro che formavano nell’ala nord gli Appartamenti d’inverno dei granduchi Medici; passate in disuso, queste sale furono utilizzate per esporvi, a partire dalla fine del XVIII secolo, i dipinti più importanti (allora circa 500) presenti a Palazzo Pitti, in gran parte provenienti dalle raccolte della famiglia Medici.

Galleria Palatina

Le opere d’arte esposte sono tante e cattureranno il vostro occhio, ma ricordatevi di volgere lo sguardo anche al soffitto per ammirare le meravigliose decorazioni ed affreschi. 28 stanze espongono le opere d’arte accumulate dai Medici e dai Lorena; ogni parete è coperta da tele dei maestri della pittura europea dal XVI al XVIII secolo, secondo un ordine puramente decorativo, per similitudini tematiche o di colore. Quelle che seguono sono una selezione di opere ammirevoli da non perdere.

Galleria Palatina
Galleria Palatina

Nella Sala di Prometeo soffermatevi ad osservare il Tondo Bartolini di Filippo Lippi (1540) con Maria e Gesù Bambino in primo piano su una complessa composizione prospettica e Madonna con Bambino e San Giovannino del Botticelli con il Battista che bacia dolcemente la guancia del suo amichetto.

Tondo Bartolini (1540) di Filippo Lippi
Madonna con Bambino e San Giovannino di Botticelli

Nella Sala dell’Educazione di Giove trovate un capolavoro di Caravaggio, Amore dormiente, dove Cupido è assopito con la testa appoggiata sulla faretra.

Amore dormiente di Caravaggio

Nella Sala dell’Iliade c’è la Giuditta e la sua ancella (1618-1619) di Artemisia Gentileschi, il seguito di Giuditta che decapita Oloferne che si trova alla Galleria degli Uffizi, ossia quello che è successo dopo l’omicidio del tiranno: l’eroina biblica è con la sua aiutante (e complice), tiene tra le mani un cesto con la testa del despota e con fierezza ha la spada poggiata sulla spalla, entrambe sono protese a sentire se arrivi qualcuno, se le abbiano scoperte; davvero una tela di grande teatrale drammaticità.



Nella Sala di Saturno ci sono alcuni capolavori di Raffaello e di Perugino; meritano un occhio particolare Madonna del Baldacchino (1506-1508 ca) di Raffaello Sanzio e Compianto su Cristo morto (1495) di Pietro Perugino.

Nella Sala di Giove ci sono due opere che catturano lo sguardo e l’ammirazione: La Velata, meravigliosa opera del 1515 di Raffaello, e Tre età dell’uomo (1500-1501), opera enigmatica di Giorgione.

Le tre età dell’uomo di Giorgione

Nella Sala di Marte c’è la bellissima opera di Rubens, Conseguenze della guerra (1638-1639); Rubens, oltre a dipingere, fu anche ambasciatore tra le corti europee che si combattevano sanguinosamente, così al ritorno da una missione diplomatica, dipinse questo concitato olio su tela; la figura centrale è Venere che cerca, inutilmente, di trattenere il suo amato guerrafondaio Marte, mentre Europa, alle spalle, alza le braccia al cielo in segno di pietà; le conseguenze della guerra sono lì, disastrose, tra i capelli al vento e le Arti e la Carità travolte dagli eventi. Grande opera, in tutti i sensi!

Sala di Marte con Conseguenze della guerra di Rubens

Palazzo Pitti: gli Appartamenti Reali

Dopo le meravigliose opere d’arte esposte nelle sale della Galleria Palatina ed i bellissimi decori murali, iniziano gli appartamenti reali, ossia le stanze utilizzate anche successivamente all’epoca medicea. Ve ne segnalo alcune, particolarmente interessanti.

La rossa Sala del Trono divenne tale solo con i Savoia, dal 1865; in epoca medicea era la Sala dell’Udienza dell’appartamento di Ferdinando (1663-1713); durante il periodo lorenese divenne la Sala dei Ciambellani, ossia degli alti dignitari di corte al servizio del granduca; l’attuale tappezzeria rossa e il grande lampadario risalgono alla metà del XIX secolo ad opera degli Asburgo-Lorena.

Sala del Trono

La Sala Verde prende questo nome dal colore della tappezzeria; essa fu affrescata agli inizi del XIX secolo e vi si possono ammirare anche un armadio intarsiato del XVII secolo e una collezione di bronzi dorati.

Sala verde

La sala gialla è il Salotto della Regina; in epoca medicea era la camera da letto privata del granduca  Ferdinando (1663-1713); nel periodo lorenese divenne la prima sala dell’appartamento privato della granduchessa; il soffitto fu decorato nel periodo lorenese così come il parato di seta gialla risale a quel periodo (inizio Ottocento); l’arredo della sala fu rinnovato a fine Ottocento per adeguarlo al gusto della regina Margherita di Savoia.

Palazzo Pitti: la Galleria d’Arte Moderna

Dopo la full immersion di opere d’arte alla Galleria Palatina, forse vorrete prendere una boccata d’aria, ma aspettate ancora un attimo, visto che il biglietto di visita comprende anche la Galleria d’Arte Moderna, fateci una capatina. La Galleria d’Arte Moderna si trova al secondo piano ed offre una panoramica della pittura e della scultura italiane dal Settecento ai primi anni del Novecento.

Palazzo Pitti: Museo della Moda e del Costume

Dopo la capatina alla Galleria d’Arte Moderna, perché non farne un’altra alla Galleria del Costume? E’ arte anche questa! Al Museo della Moda e del Costume troverete bellissimi preziosi abiti (da  museo) di Armani, Valentino, Ferré e di altri contemporanei stilisti, oltre a vestiti antichi di Cosimo I de’ Medici e di Eleonora di Toledo.

Museo della Moda e del Costume
Museo degli Argenti

Palazzo Pitti: Tesoro dei Granduchi o Museo degli Argenti

Il Museo degli Argenti, anche Tesoro dei Granduchi,  ha accesso al piano terra e prosegue nel mezzanino dove si trovavano gli appartamenti estivi dei Medici; merita sicuramente una visita non superficiale, soprattutto per ammirare le stanze ampiamente decorate ed affrescate nel 1637, in occasione del matrimonio di Ferdinando II de’ Medici e Vittoria della Rovere. Nelle teche troverete anche preziosi cammei secenteschi, oltre a vasi in pietre dure e porcellane, bracciali e collane preziose.

Museo degli Argenti, decorazioni
Museo degli Argenti, cammei secenteschi



Giardino di Boboli

Davvero meraviglioso questo Giardino sulla collina di Boboli che si alza dietro Palazzo Pitti. Voluto dai Medici per fare del Palazzo la residenza del Granducato, è un bellissimo giardino all’italiana, con le sue forme geometriche e le sue fontane classicheggianti.

Giardino di Boboli
Giardino di Boboli

Appena messo piede nel Giardino di Boboli rimarrete meravigliati dalla scenografica rampa che collega l’Anfiteatro al bacino del Nettuno, la mano correrà subito sulla macchina fotografica per scattare qualche foto. Al centro dello scenografico Anfiteatro si trova pure un obelisco egizio. Salita la rampa, la fontana del Nettuno con il suo forcone vi sorprenderà, ma volgete lo sguardo anche verso il Palazzo per ammirarlo nella sua interezza.

Giardino di Boboli, Anfiteatro, obelisco e rampa di salita
Giardino di Boboli, Fontana del Nettuno

Dopo qualche immancabile foto, dovrete fare ancora un piccolo sforzo per salire più su ed arrivare al Giardino del Cavaliere, di fianco al Museo della Porcellana; dal balcone al termine della doppia rampa a tenaglia che conduce al Giardino del Cavaliere, una bella panoramica su Firenze e sulle colline di San Michele a Monteripaldi vi aspetta. Il Museo delle Porcellane merita una breve visita per i raffinati vasi e interi servizi di piatti usati nei secoli dagli ospiti di Palazzo Pitti.

Museo delle Porcellane
Giardino di Boboli, panoramica dal giardino del Cavaliere
Giardino di Boboli, il prato di Pegaso

Camminando lungo i viali del Giardino di Boboli incontrerete molte statue che segnano il percorso e lo caratterizzano; dirigetevi verso il Viottolone, un ampio viale in discesa, per giungere alla spettacolare Fontana dell’Oceano.

Giardino di Boboli, Fontana dell’Oceano
Giardino di Boboli, Fontana dell’Oceano

Poco prima dell’uscita, fate una deviazione a destra per ammirare la Grotta del Buontalenti, uno degli elementi più pregevoli del parco; la bizzarra e sorprendente grotta ha tre stanze e fu creata tra il 1583 e il 1593 su incarico di Francesco I de’ Medici.

Giardino di Boboli, Grotta del Buontalenti
Giardino di Boboli, Grotta del Buontalenti

Se dopo tanto ammirare, avete voglia di un buon gelato, arrivate – in 10 minuti a piedi – in Piazza Nazario Sauro dove si trova una delle migliori gelaterie di Firenze: La Carraia.

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Buone visite!

Cinzia Malaguti

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