Elezioni politiche 2018 Italia: risultati prevedibili

Avevo scommesso con mio padre sui risultati dei principali partiti o movimenti in lista in queste elezioni politiche 2018 in Italia, scrivendo range di percentuali di voti per ognuno di loro. La mia scommessa era basata sull’analisi di alcune variabili: stili ed errori di comunicazione, umori e bisogni sociali, crisi delle sinistre europee. Ho sbagliato solo il risultato di Forza Italia, al di sotto delle mie aspettative ed analisi, anche se di poco. Vediamo cosa è successo.

Crisi delle sinistre europee

Dalla Francia, alla Germania, dall’Olanda all’Austria, dalla Spagna alla Grecia, la sinistra ha subito un tracollo che trova spiegazione nella difficoltà oggettiva della sinistra di rispondere al proprio storico bacino elettorale in un mondo globalizzato, dove contano i grandi numeri e non le singole realtà e bisogni territoriali. Voglio dire che i governi di sinistra europei hanno fatto enorme fatica a rispondere positivamente alle priorità sociali  (lavoro, sanità, sicurezza, fiscalità) in un mondo governato dalla finanza o, se vuoi, da quelli che vengono chiamati poteri forti. Finora si sono sempre destreggiati dando un colpo al cerchio ed un colpo alla botte con il risultato di non accontentare nessuno e di fare una politica che ha finito per prosciugare il bacino elettorale su cui essi poggiavano. Quelle aree di contenuti trascurate dalla Sinistra sono state occupate da altri, come il Movimento 5 Stelle e la Lega, a modo loro.

In Italia non è andata diversamente. Il PD ha chiuso con il 18,72 alla Camera e il 19,12 al Senato, il peggior risultato del Centro-Sinistra in Italia. Liberi e Uguali, il partito formato da coloro che sono usciti dal PD per disaccordi con la leadership, non hanno convinto e si sono fermati ad un percentuale sotto il 5%. In Italia, certamente, Matteo Renzi ci ha messo del suo, con un atteggiamento borioso che, anziché avvicinare la gente di sinistra, l’ha allontanata. D’altra parte, Matteo Renzi, con la Sinistra non c’entra nulla!

Umori e bisogni sociali

La maggioranza degli italiani vive nell’incertezza: il lavoro quando c’è è spesso precario, con la sanità si deve sperare di non ammalarsi, le tasse e le bollette da pagare sono soffocanti, la sicurezza è un optional.

Stili ed errori di comunicazione

Come hanno risposto partiti e movimenti politici a questi bisogni?

Il PD. Renzi ha puntato sull’evidenziare il bello e il positivo dei governi di sinistra, in modo eccessivo ed irrealistico, rendendosi borioso ed arrogante. Risultato: 18,72 alla Camera e 19,12 al Senato.

LeU. Grasso è uscito, poco prima del voto, dicendo di essere pronto ad un governo di scopo con Forza Italia ed il PD: imperdonabile per un elettore di sinistra. Siete usciti dal PD perché Renzi guarda troppo verso Berlusconi e voi dichiarate subito di essere pronti a governare con loro, anche se solo per scopi specifici! Davvero un autogol! Risultato: 3,39 alla Camera e 3,28 al Senato.

Movimento 5 Stelle. Sono stati tacciati di incompetenza dagli altri partiti, ma ne sono usciti molto bene presentando una lista di possibili ministri formata – per lo più – da professori. Scacco matto! Il M5S ha poi occupato spazi di contenuto di sinistra lasciati liberi o solo accarezzati dal PD. Risultato: 32,68 alla Camera e 32,22 al Senato.

Lega. Cambiata enormemente dai tempi di Bossi, la Lega di Matteo Salvini ha occupato anch’essa spazi lasciati liberi dalla sinistra, come il tema delle pensioni, della sicurezza, della fiscalità, del lavoro. Presentandosi come moderato nei toni e nelle forme, anche se sempre pronto a salire sul cavallo degli umori popolari. Risultato: 17,37 alla Camera e 17,62 al Senato. Un risultato straordinario per la Lega.

Forza Italia. Ha un problema di leadership invecchiata e le gaffe fatte da Berlusconi in campagna elettorale lo hanno sottolineato. Risultato: 14,01 alla Camera e 14,42 al Senato.

Fratelli d’Italia. Grinta e determinazione hanno sottolineato la leadership di Giorgia Meloni che è riuscita anche a togliere quel alone di destra estrema e fascista che ancora permeava questo partito. Risultato: 4,35 alla Camera e 4,26 al Senato.

Cosa succederà ora?

Nessun partito o coalizione ha la maggioranza in Parlamento, pertanto si profilerà una serie di mandati esplorativi che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affiderà dopo le consultazioni dei singoli partiti. Prima, però, ci saranno le votazioni per eleggere i Presidenti di Camera e Senato e già qui avremo indicazioni su come si muoveranno gli schieramenti per la successiva formazione di un Governo.

Vorrei sottolineare due aspetti:

  1. se il M5S non viene fatto entrare nei “giochi” di Governo, alle prossime elezioni “raddoppierà” i consensi;
  2. se il PD entrerà nei “giochi” di Governo, anziché stare all’opposizione, compirà un atto di karakiri.

Auguri Presidente della Repubblica, ma so già che farà la scelta giusta, poi deciderà il Parlamento degli eletti.

Cinzia Malaguti