Le piante parlanti

Anche se non siamo ancora in grado di comprendere il loro linguaggio, è ormai certo che le piante comunicano tra di loro e con gli insetti, attraverso il suolo o l’atmosfera, tramite dei segnali chimici; può darsi che tentino persino di comunicare con l’uomo e chissà forse un giorno arriveremo a comprendere la loro lingua. Intanto, vediamo di capire cosa la scienza ha scoperto sulle capacità sensoriali e comunicative delle piante.

Le piante non sono mute, semplicemente usano un linguaggio molecolare che noi non siamo in grado di decifrare, ma qualcosa la scienza ha scoperto, vediamo alcuni esempi.

Campo di mais

La pianta del mais ha imparato a difendersi dal bruco che mangia le sue foglie attirando i nemici del parassita, le vespe. Funziona così: il bruco attacca la foglia del mais, questa rilascia una molecola odorosa specifica che attira le vespe, le quali uccidono i bruchi di cui vanno ghiotte; la pianta riconosce il parassita attraverso il contatto con la sua saliva. E’ stato anche scoperto che l’efficacia del segnale chimico varia a seconda dell’età della pianta, essendo più potente ed intenso quando la pianta è più giovane. Questi bruchi, tuttavia, hanno imparato – pure loro – a difendersi: aspettano la sera quando la pianta, in assenza di luce e quindi di fotosintesi, non ha l’energia per emettere il segnale chimico.

Pianta di mais, vespa attacca bruchi

Un altro esempio è un tipo di orchidea che si fa somigliante ad un insetto femmina, con tanto di ferormoni, per attirare il maschio ed ottenere l’impollinazione.

Foglia di vite, sensori

Le piante sprigionano odori gradevoli o sgradevoli, ma sono anche in grado di sentirli, grazie a specifici numerosi recettori; sono anche in grado di segnalare pericoli come rilevano le ricerche di laboratorio ed emettono jasmonato di metile in risposta a molti stress. Probabilmente le piante riconoscono anche il nostro odore e sicuramente avvertono la nostra aura energetica. Un esperimento ha rilevato che sono ricettive alla musica classica; in un vigneto è stata diffusa la musica di Mozart e dopo qualche settimana le piante sono apparse più grandi e produttive; siccome, però, non era da escludersi l’influenza di altri fattori, è stato aumentato il numero degli altoparlanti; dopo qualche mese si è verificato che il numero degli attacchi di insetti si era ridotto e l’uva era maturata prima; l’ipotesi è che le piante usino i suoni per farsi un’idea dello spazio che le circonda.

Vigneto, sperimentazione musica

Le ricerche sulle capacità sensoriali e comunicative delle piante sono importanti perché se un giorno arriveremo a capire la loro lingua, potremmo arrivare anche a creare piante che rilevano pericoli; ad esempio, in aeroporto potrebbero servire a scoprire droghe, prodotti chimici o esplosivi. Vedremo!

Cinzia Malaguti

Testo liberamente tratto dalla visione del video “Piante parlanti” su Rai Play

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