La moglie americana di Katherine Wilson

La moglie americana di Katherine Wilson è un romanzo autobiografico che ha il pregio della leggerezza e dell’eleganza narrativa; è una narrazione pulita, semplice, descrittiva di un luogo magico quale è Napoli che acquista ancora più forza e simpatia nel confronto con le abitudini americane dell’autrice. L’ambiente che fa da sfondo è borghese, non è quello dei quartieri popolari, ma c’è un legante in cui si può riconoscere ciascun napoletano, non solo, direi molti italiani: il cibo. Il cibo preparato con cura ed abbondanza quale espressione dell’infinito amore che lega i componenti di una famiglia, nella tradizione meridionale, ma non solo. Il cibo è il vero protagonista del romanzo. Alla fine, un regalo dell’autrice: le ricette napoletane complete dei piatti che hanno allietato la fantasia del lettore.



La moglie americana di Katherine Wilson. Katherine giunge a Napoli per uno stage post-universitario, frequenta la casa di una famiglia della borghesia napoletana, si innamora di Salvatore, si sposa, fa figli e … vissero felici e contenti. Insomma, la trama è di una banalità disarmante, ma non è la trama il lato interessante di questo romanzo autobiografico. Ciò che coglie la curiosità del lettore sono le differenze nei comportamenti e nelle abitudini tra napoletani e americani, così abilmente descritte, senza appesantire, ma anche e soprattutto il cibo, presente in ogni capitolo, come protagonista, come comparsa, come sfondo, come regista o come sceneggiatore. Non un cibo qualunque, il Cibo con la C maiuscola, quello che riempie di profumi deliziosi le cucine dei napoletani e che sembra traspirare dalle pagine del libro. Si parla di Ragù alla napoletana e di quanto sia diverso dagli altri ragù; si parla dell’insalata di polpo e di come riconoscere un polpo fresco (cerca una doppia “corona” di ventose su ogni tentacolo), oltre a come renderlo tenero (battete il polpo con tutta la forza che avete); si parla di parmigiana di melanzane e di come devono essere queste melanzane per la perfetta riuscita del piatto e si parla di sartù di riso, una tipicità napoletana.

Napoli, veduta sul Vesuvio

La moglie americana di Katherine Wilson. Nel corso della narrazione, a parte la cucina, sono riportati molti luoghi comuni e convinzioni limitanti tipiche delle tradizioni culturali italiane, ormai obsolete, almeno al nord, ma non con intenzioni critiche, bensì solo descrittive, il ché contribuisce ad una narrazione leggera, poco impegnativa. Un libro perfetto da leggere sotto l’ombrellone.

Buona lettura!

Cinzia Malaguti