Letteratura – Amos Oz: Giuda

Giuda di Amos Oz, scrittore ebraico, è un romanzo ambientato nella Gerusalemme della fine degli anni Cinquanta del Novecento; si narra e si riflette su due malintesi tradimenti: quello di Giuda Iscariota che fece arrestare Gesù e quello dei politici israeliani che, fuori dal coro, non volevano combattere contro gli arabi. Giuda di Amos Oz ci mette di fronte ai danni prodotti dall’intransigenza religiosa e da quella politica, in un romanzo d’interni impegnativo, ma utile per guardare il mondo da una prospettiva diversa.

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Giuda di Amos Oz, scrittore ebraico, è un romanzo ambientato nella Gerusalemme della fine degli anni Cinquanta del Novecento ed è principalmente un romanzo che … cambia verso al tradimento di Giuda e non solo. Nel romanzo, infatti, si narra di due malintesi tradimenti: quello di Giuda Iscariota che fece arrestare Gesù e quello dei politici israeliani che, fuori dal coro, non volevano combattere gli arabi. Giuda di Amos Oz ci mette di fronte ai danni prodotti dall’intransigenza religiosa e da quella politica, in un romanzo d’interni impegnativo, ma utile per guardare il mondo da una prospettiva diversa.

Il bacio di Giuda, Caravaggio
Il bacio di Giuda, Caravaggio

Il romanzo è ambientato nella bella Gerusalemme nell’inverno tra la fine del 1959 e l’inizio del 1960, quando il giovane Shemuel Asch decide di lasciare gli studi universitari, a causa dell’improvviso dissesto economico che colpisce la sua famiglia e del contemporaneo abbandono della sua ragazza. Shemuel è deciso a lasciare Gerusalemme, ma un annuncio di lavoro lo incuriosisce, così accetta l’offerta di vitto e alloggio in cambio della compagnia serale ad un anziano disabile di grande cultura.

Giuda è un romanzo d’interni, le riflessioni avvengono nei dialoghi casalinghi tra l’anziano Wald ed il giovane Shemuel e sono incentrate sulla politica, da una parte, e sulla religione, dall’altra. L’oggetto delle riflessioni è il mondo israeliano e ciò che ci ruota intorno a livello religioso, ma è il valore universale del dubbio, contro l’intransigenza delle opinioni o dei pregiudizi ad emergere da quelle riflessioni.

Giuda è un romanzo laico perché afferma che cristianesimo, ebraismo e Islam trasudano tutte e tre nettare di bontà, pietà e compassione solo fintanto che non hanno per le mani sbarre e manette, potere, cantine di tortura e patiboli; “Tutte queste fedi, comprese quelle sorte di recente, moderne, che continuano ad incantare così tanti cuori, sono venute tutte per salvarci e ben presto spargono il nostro sangue.”

Giuda affronta, da un punto di vista ebraico, il ruolo di Gesù e di Giuda. Prima di spingerci nell’ipotesi formulata nel romanzo, è bene conoscere le differenze tra ebraismo e cristianesimo. L’ebraismo non riconosce il Nuovo Testamento, non riconoscendo il ruolo di Gesù quale incarnazione di Dio e, di conseguenza, la successiva crocifissione e resurrezione, che invece sono il fulcro del cristianesimo. Ebraismo e Cristianesimo condividono tutto ciò che è successo prima della nascita di Gesù, quindi condividono le sacre scritture dell’Antico Testamento e l’idea di Dio unico creatore, rivelatore e guida, ma l’ebraismo non crede che Gesù fosse Dio o figlio di Dio, insomma che si sia incarnato.

La teoria espressa in questo romanzo sulla figura di Giuda è che, contrariamente al pensiero cristiano del tradimento, egli in realtà sia stato il più devoto e fedele dei discepoli di Gesù e che non l’abbia mai tradito, anzi ne abbia voluto dimostrare la grandezza al mondo intero, attraverso la dimostrazione della capacità divina di superare la crocifissione, di scendere dalla croce vivo e vegeto, in modo che tutti potessero riconoscere la sua divinità. Giuda Iscariota invece fu additato come traditore e divenne l’odiato rappresentante archetipico di tutti gli ebrei, di ogni dove e di ogni tempo, alimentando discriminazioni e ghettizzazioni ad opera delle autorità ecclesiastiche cristiane. Una teoria possibile, un dubbio interpretativo che avrebbe potuto salvare molte vite umane da crociate e guerre sante del passato, ma anche dai sospetti del presente: “Quel che c’è fra noi e i cristiani è una cosa profonda ed oscura che durerà ancora cento generazioni. Fintanto che da loro ogni bambino continuerà a succhiare con il latte della madre il fatto che esistano ancora al mondo delle creature che hanno assassinato Dio o i discendenti di queste creature, noi non conosceremo pace.” Ma le cose potrebbero essere andate diversamente e Giuda potrebbe essere stato solo il più fedele dei discepoli di Gesù, quello che più ha creduto in lui oppure potrebbe essere stato Gesù stesso a comandare a Giuda il tradimento per risorgere e diventare la divinità dei cristiani. Questi dubbi rimangono aperti alla riflessione in tutta la durata del romanzo.

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Al tradimento di Giuda che ha alimentato le persecuzioni da parte di cristiani nell’antichità, ma anche in un recente passato, si alternano i tradimenti politici alla causa d’Israele, puniti, isolati. Secondo la teoria che emerge dal romanzo, Giuda non ha tradito Gesù, credeva in lui più degli altri, così come gli oppositori alla formazione dello Stato d’Israele in terra araba, non hanno tradito la causa sionista, hanno creduto nel sogno di poter vivere in pace con gli arabi, senza dover fare loro la guerra.

Importante nello scorrere del romanzo è poi la figura femminile e misteriosa di Atalia, la nuora del vecchio Wald, vedova di Micah, morto nella guerra contro gli arabi; Atalia rappresenta nel romanzo la critica e la ribellione di tutte le donne ad un mondo governato da millenni dall’uomoAvete il mondo fra le mani da millenni e l’avete trasformato in un orrore. In un macello. Forse solo usarvi si può. A volte persino avere compassione e cercare di consolarvi un po’. Di che? Non lo so. Forse della vostra inettitudine.” Parole pesanti espresse da una donna a cui un’assurda guerra di predominio ha strappato il marito, peraltro in un modo orrendo.

Che altro dirvi?! Leggetelo, è impegnativo, ma se siete curiosi e dell’umore giusto, non ve ne pentirete!

Cinzia Malaguti