Il vino nell’Antica Grecia

Il vino fu un protagonista della vita sociale degli aristocratici nell’Antica Grecia; fu così importante per la convivialità che venne coniato un apposito termine per indicare il rito della bevuta in comune, il simposio, e costruiti appositi contenitori abilmente decorati da artisti, i crateri.

Nell’Antica Grecia aristocratica, ogni occasione era buona per organizzare un banchetto, il cui momento culminante era il simposio, ossia la bevuta in comune.

Il vino non veniva bevuto schietto, ma mescolato con acqua che ne attenuava il gusto amaro e ne riduceva la forza. Nella Grecia antica, infatti, l’invecchiamento del vino veniva effettuato in recipienti di cuoio e creta che gli conferivano un sapore amaro e ne aumentavano la gradazione alcolica. La miscela con acqua era, dunque, un’esigenza inalienabile anche perché i greci ritenevano che bere vino puro conducesse alla follia.

Scena di un simposio: musica ed intrattenimento; dalla Tomba del tuffatore, Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Scena di un simposio: musica ed intrattenimento; dalla Tomba del tuffatore, Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Prima dell’inizio di un simposio, veniva designato, generalmente per sorteggio, colui che avrebbe deciso il tipo di miscela di vino e acqua da preparare e quante coppe era consentito bere per ciascun invitato. Generalmente, la miscela era di due parti di vino e cinque di acqua, oppure una parte di vino e tre di acqua; per quanto riguarda il numero delle coppe, si riteneva che tre fosse la quantità giusta per i bevitori assennati.

I banchetti ed i relativi simposi erano riservati agli uomini e proibiti alle donne libere; le donne erano presenti, ma solo in veste di ballerine, suonatrici di flauto o cortigiane (etera).

Vorrei farvi notare, infine, la bellezza decorativa dei crateri, i grandi vasi nei quali il vino veniva miscelato con acqua; gli artisti greci ne hanno prodotti di ogni tipo, foggia e colore, fino a farli diventare espressione della maestria artistica dell’epoca. Al Museo Archeologico Nazionale di Cerveteri è esposto il Cratere di Eufronio, uno dei più belli; alto 45 cm e con un diametro di 55, è a forma di calice e vi sono rappresentate scene tratte dall‘Iliade.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

Storica NG nr. 89

R. Flacelière, La vita quotidiana in Grecia nel secolo di Pericle, Milano, Rizzoli, 1997

Platone, Simposio, Torino, Einaudi, 2009

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *