Il Patrimonio della Umanità in Lombardia

In questo viaggio ti porto a scoprire i siti Patrimonio della Umanità in Lombardia. Sono luoghi di grande valore storico, artistico, architettonico, naturale riconosciuti da UNESCO, ma conoscerai anche quelli che la Regione ha candidato per un prossimo riconoscimento, affinché anch’essi vengano protetti e valorizzati. Ti parlerò, dunque, di Milano, di Crespi d’Adda, di Mantova e Sabbioneta, delle Incisioni rupestri in Valcamonica, dei Sacri Monti, di Monte S.Giorgio, della Ferrovia retica, delle tracce dei Longobardi, di siti palafitticoli, ma anche di Bergamo, di Pavia e del Lago Maggiore.

Milano: Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie con “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci

Ho visitato di recente la Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie con L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e, vi assicuro, è uno spettacolo di armonia architettonica e di bellezza artistica. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano è una delle più alte espressioni del Rinascimento nel nord Italia. Il refettorio dell’antico convento domenicano ospita il famoso affresco di Leonardo da Vinci, L’Ultima Cena. Motivi più che validi per il riconoscimento quale Patrimonio della Umanità in Lombardia.

Milano, Chiesa di Santa Maria delle Grazie
patrimonio della umanità in lombardia
Milano, Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Tra il 1463 e il 1482, l’architetto Guiniforte Solari realizzò Santa Maria delle Grazie, chiesa dell’adiacente convento domenicano. Nel 1492, Ludovico il Moro, duca di Milano, fece modificare la chiesa per farne un mausoleo per la moglie Beatrice d’Este e per sé. Tali interventi sono attribuiti a Donato Bramante e riguardano, in particolare, l’imponente tribuna, al cui centro si erge la cupola semisferica. In quegli anni (1482-1499), Leonardo da Vinci era al servizio degli Sforza come pittore e ingegnere; purtroppo, riuscì a terminare solo sei delle opere iniziate in questo periodo, una di queste è l’affresco dell’Ultima Cena, noto anche come Cenacolo Vinciano, conservato nel refettorio dell’annesso convento. Per la tua visita alla Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie con l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, leggi anche l’articolo Cosa vedere a Milano in un giorno.

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Ultima cena di Leonardo da Vinci, refettorio ex convento Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Milano

Crespi d’Adda

Quello di Crespi d’Adda è un modello di colonia operaia con case a tre piani, realizzato dalla famiglia Crespi (industriali tessili) nella provincia di Bergamo, per ospitare i lavoratori del settore tessile cotoniero e i loro familiari. Questo modello di colonia operaia è stato inserito nella lista del Patrimonio della Umanità in Lombardia.

Crespi d’Adda, frazione del comune di Capriate San Gervasio, è probabilmente il miglior esempio di villaggio operaio in Italia, realizzato a partire dalla seconda metà del XIX secolo, in un’epoca di grandi industriali illuminati. Nel 1878, i Crespi, una famiglia di industriali del cotone, fecero edificare una fabbrica con tutte le infrastrutture, non lontano dal fiume Adda, in modo da avere a disposizione l’acqua necessaria per la produzione. Accanto alla fabbrica si trova la dimora della famiglia Crespi. A est della fabbrica, invece, vi sono le case degli operai, allineate ordinatamente lungo strade parallele e circondate da giardini e destinate ad accogliere uno o più nuclei familiari. Il villaggio operaio era dotato di chiesa, scuola, ospedale, campo sportivo, teatro ed altre strutture comunitarie. Il paese è abitato ancora oggi e conserva lo schema urbano e l’aspetto architettonico originari. Gli edifici presentano una varietà stilistica che va dal Neogotico lombardo al Classicismo. La fabbrica ha cessato la sua attività nel 2003.

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Villaggio Crespi, veduta aerea
Villaggio Crespi, la fabbrica

Incisioni rupestri in Valcamonica

La valle del fiume Oglio è un sito di arte rupestre del Paleolitico superiore e inferiore e del Neolitico, così come dell’Età del Bronzo e della prima Età del Ferro, che sorprende per la varietà dei temi trattati dagli artisti primitivi. Questa è la ragione per la quale le Incisioni rupestri in Valcamonica sono state inserite nella lista del Patrimonio della Umanità in Lombardia.

Nei pressi di Capo di Ponte, nella Valcamonica, in provincia di Brescia, si trova il più grande sito archeologico di incisioni rupestri preistoriche di tutta Europa: circa 200.000 petroglifi incisi su un migliaio di rocce. Le incisioni sono state realizzate lungo un periodo di tempo che comprende tutto l’arco dell’Età del Ferro (dall’VIII al I secolo a.C.). I principali soggetti rappresentati riguardano scene di caccia e di duello, attività artigianali, armi, motivi simbolici e iscrizioni. Le raffigurazioni, incise spesso con grande accuratezza, comprendono anche elementi geometrici e motivi astratti, da mettere in relazione, probabilmente, ai rituali religiosi. Si ritiene che gli artisti anonimi facessero parte della popolazione alpina dei Comuni.

Nel Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Naquane, un sito archeologico situato nei pressi di Capo di Ponte, si possono ammirare un vasto insieme di incisioni rupestri, alcune risalenti al Neolitico; particolarmente importante è la roccia n. 1, sulla quale sono raffigurati centinaia di cervi.

Oltre al citato Parco Nazionale di Naquane, potete ammirare le incisioni rupestri in altri sette parchi tematici: Parco in località Darfo-Boario Terme, Parco in località Ossimo, Parco in località Ceto Cimbergo e Paspardo, Parco dei Massi di Cemmo a Capo di Ponte, Parco di Seradina-Bedolina a Capo di Ponte, Parco in località Sellero, Parco in località Sonico.

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Parco delle incisioni rupestri di Naquane, Capo di Ponte, Valcamonica

Mantova e Sabbioneta

Mantova divenne durante il Rinascimento, sotto i Gonzaga, una delle corti principesche più importanti d’Italia. La vicina Sabbioneta fu fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna che ne fece la sua residenza di rappresentanza. Queste sono le ragioni per le quali Mantova e Sabbioneta sono state inserite nella lista del Patrimonio della Umanità in Lombardia.

Mantova, panoramica dal Lago Superiore

Mantova fu forse fondata dagli Etruschi e dal XIV secolo fu sottoposta al dominio dei Gonzaga. Dopo aver ricevuto il titolo di duchi nel 1530, i Gonzaga diedero un notevole impulso allo sviluppo della città fino a farla diventare uno dei gioielli del Rinascimento. Alcuni tra gli artisti più importanti del tempo vi hanno lasciato la loro impronta: Andrea Mantegna affrescò il Palazzo Ducale, mentre Leon Battista Alberti progettò la Chiesa di San Lorenzo. Palazzo Te, la residenza estiva dei Gonzaga, è opera di Giulio Romano, allievo di Raffaello. Palazzo Te ospita gioielli del Manierismo come gli affreschi della Camera dei Giganti e della Camera di Amore e Psiche.

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Mantova, cortile interno del complesso ducale
Palazzo Ducale, decorazioni interne

Sabbioneta fu elevata a residenza principesca da Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591), appartenente ad un ramo secondario della famiglia. Sabbioneta fu edificata secondo di principi della “città ideale“, doveva rappresentare l’essenza della città perfetta, una sorta di piccola Atene, centro d’arte e di cultura. Questo piccolo gioiello conserva ancora intatta l’originaria struttura urbanistica, abbracciata da mura stellate e raffinati edifici rinascimentali.

Sabbioneta, panoramica da fuori le mura
Sabbioneta, Teatro Olimpico

Monte San Giorgio

Il Monte San Giorgio è una montagna a forma di piramide che si trova accanto al lago di Lugano, quindi condiviso tra Italia e Svizzera. Ciò che ha permesso a questa montagna di entrare nella lista del Patrimonio della Umanità è il fatto di conservare la migliore documentazione fossile della vita marina che qui era presente 245-230 milioni di anni fa.

Le sequenze fossili rinvenute registrano la vita in un ambiente tropicale lagunare, riparato e parzialmente separato dal mare aperto da una scogliera al largo. In questa laguna fiorirono diverse specie marine, tra cui pesci, bivalvi, echinodermi, crostacei e, poiché la laguna era vicina alla terra, i resti includono anche fossili terrestri di rettili, insetti e piante, risultanti in una fonte estremamente ricca di fossili.

In territorio italiano potete conoscere una parte significativa degli eccezionali reperti fossili scoperti nel territorio al Museo dei Fossili di Besano (Varese).

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Museo dei Fossili di Besano (Va)

Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina

La Ferrovia Retica nei paesaggi dell’Albula e del Bernina riunisce due linee ferroviarie storiche che attraversano le Alpi Svizzere fino in territorio italiano. Questa ferrovia è esemplare perché ha permesso di superare l’isolamento degli insediamenti nelle Alpi centrali all’inizio del XX secolo, con un impatto socio-economico importante e duraturo sulla vita in montagna. Costituisce, inoltre, un eccezionale insieme tecnico, architettonico e ambientale, incarnando i risultati dell’architettura e dell’ingegneria civile in armonia con i paesaggi che attraversa. Queste sono le ragione per le quali la Ferrovia Retica nei paesaggi dell’Albula e del Bernina è stata inserita nella lista del Patrimonio della Umanità.

La linea Albula, nella parte nord-occidentale della ferrovia, fu inaugurata nel 1904 ed è lunga 67 km; è dotata di una serie impressionante di strutture, tra cui 42 tunnel e gallerie coperte, oltre a 144 viadotti e ponti. La linea del passo Bernina è lunga 61 km e comprende 13 tunnel e gallerie, oltre a 52 viadotti e ponti.

Il percorso del Trenino Rosso del Bernina

Se volete rendervi conto del valore ingegneristico e paesaggistico di questa linea ferroviaria che attraversa paesaggi spettacolari, fate il viaggio sul Trenino Rosso del Bernina con partenza da Tirano (Sondrio). Dopo Tirano, il Trenino Rosso del Bernina comincia a salire lentamente ma costantemente, passa sul famoso viadotto a spirale di Brusio, quindi raggiunge il bel lago di Poschiavo per poi immettersi nelle serpentine a gomito che lo portano fino al Passo Bernina dove il paesaggio diventa superlativo; al Passo Bernina costeggia il Lago Bianco ancora ghiacciato in primavera, quindi arriva alla stazione della funivia Diavolezza che porta gli sciatori fin quasi a 3000 metri; dopo il passo Bernina, comincia lentamente a scendere verso St. Moritz che raggiunge a 1775 metri di altitudine. Leggi anche l’articolo Il Lago di Como e il Trenino Rosso del Bernina.

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Il Trenino Rosso del Bernina tra le montagne del Bernina ed il lago Bianco

Longobardi in Italia: i luoghi del potere. In Lombardia: Brescia e Castelseprio

Durante le invasioni barbariche, in Italia entrò la popolazione germanica dei Longobardi che daranno il nome all’attuale Lombardia e che giocheranno un ruolo d’importanza fondamentale per la regione. Il Patrimonio della Umanità include in totale sette “centri di potere“, nei quali i Longobardi lasciarono edifici significativi (fortezze, chiese e monasteri), di cui due in Lombardia: Brescia e Castelseprio.

I Longobardi furono così chiamati per le “lunghe barbe” che li caratterizzavano, o, secondo una leggenda, per via del fatto che le donne si facessero cadere i capelli sul volto, a guisa di barba, nel corso delle battaglie. Sembra, tuttavia, più fondata l’ipotesi che fa derivare il loro nome dalle “lunghe lance” (simili ad alabarde) che erano soliti impugnare. Questo popolo, all’epoca della nascita di Cristo, era stanziato nel Basso Elba, ma scomparve poco dopo dalla storia per riapparire nel V secolo, nel bacino settentrionale del Danubio. Nel VI secolo, i Longobardi estesero il loro dominio fino alla Pannonia, che occupava i territori delle odierne Bassa Austria e Ungheria. Qui subirono una battuta d’arresto, respinti dalle truppe dell’Impero Bizantino. Guidati da Re Alboino, invasero l’Italia nel 568, dando vita ad un regno che si espanse su gran parte del territorio italiano. L’apice della loro potenza si ebbe con i regni di Liutprando (712-744) e Astolfo (749-757) che conquistò Ravenna nel 751. Nel 774 il re Desiderio venne sconfitto da Carlo Magno e il regno longobardo passò sotto il dominio dei Franchi.

Possiamo ammirare architetture e pregevoli affreschi di epoca longobarda in Lombardia a Castelseprio (Varese) e a Brescia. A Castelseprio, nella Chiesa di Santa Maria Foris Portas e a Brescia nella Basilica di San Salvatore.

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Chiesa Santa Maria Foris Portas di Castelseprio

Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi

Le aree archeologiche dei siti palafitticoli preistorici entrati a far parte del Patrimonio della Umanità in Lombardia si trovano a: Desenzano del Garda (località Lavagnone), Manerba del Garda (località San Sivino e Gabbiano), Polpenazze del Garda (loocalità Lucone), Sirmione (località Lugana Vecchia), Piadena (località Lagazzi del Vho), Cavriana (località Bande – Corte Carpani), Castellaro Lagusello (località Monzambano), Biandronno (località Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio), Bodio Lomnago (località Bodio centrale o delle Monete), Cadrezzate (località Il Sabbione).

Possiamo osservare i reperti che sono stati scoperti nel corso di varie ricognizioni e campagne di scavo: nel Museo Civico Archeologico Giovanni Rambotti a Desenzano del Garda (Brescia) e al Civico Museo Archeologico Platina a Piadena (Cremona).

Museo Civico Archeologico di Desenzano del Garda, reperti preistorici

Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo. In Lombardia: Mura venete di Bergamo

Le opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo, riconosciute da Unesco quale Patrimonio della Umanità, si trovano in sei località distribuite dalla Lombardia fino alla costa orientale del Mar Adriatico. Si tratta di fortificazioni costruite dalla Repubblica di Venezia per proteggere i propri territori e le vie marittime dalle incursioni nemiche.

I sei luoghi del sito seriale Unesco si trovano in Lombardia (città fortificata di Bergamo), nel Veneto (città fortificata di Peschiera del Garda), in Friuli Venezia-Giulia (città fortificata di Palmanova), in Croazia (sistema difensivo di Zara e fortezza di Sebenico), in Montenegro (città fortificata di Cattaro).

Bergamo Alta, panoramica

Dunque, in Lombardia si trovano fortificazioni veneziane a Bergamo. Il centro storico di Bergamo è circondato da alte mure costruite sotto il governo della Repubblica di Venezia, risalenti al XVI secolo e ben conservate. La cosiddetta Bergamo Alta è una città con una forte impronta medievale, ma armoniosamente integrata con elementi architettonici civici della dominazione veneziana; troviamo allora le antiche mura medievali rinforzate dai bastioni veneziani. Per la tua visita a Bergamo leggi anche Bergamo Alta e il Villaggio Crespi.

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Bergamo Alta, le mura

Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia

Con il nome di Sacri Monti si indicano quei centri di pellegrinaggio situati su rilievi del paesaggio. Sono composti da gruppi di cappelle attraverso le quali si snodano i percorsi dei pellegrini, fino a raggiungere la cima. Complessivamente, nell’Italia settentrionale si trovano una dozzina di Monti Sacri, dei quali nove sono stati inseriti nella lista del Patrimonio della Umanità in Lombardia e in Piemonte; sette si trovano in Piemonte e sono Varallo, Orta, Oropa, Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, mentre due sono in Lombardia: Sacro Monte del Rosario (Varese) e Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso a Ossuccio.

I Sacri Monti sorsero per riprodurre le stazioni della via Crucis e gli altri luoghi legati alla passione di Cristo, evitando lunghi pellegrinaggi verso la Terra Santa che, con il passare dei secoli, divennero sempre più pericolosi.

Il Sacro Monte del Rosario si trova a Varese, in frazione Santa Maria del Monte; è costituito da 14 cappelle, dedicate ai misteri del Rosario, che conducono al Santuario di Santa Maria del Monte, che funge da quindicesima cappella. La costruzione risale agli inizi del XVII secolo.

Sacro Monte di Varese, cappelle

Il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso si trova a Ossuccio, sulla riva occidentale del lago di Como, su un dirupo a 419 metri s.l.m., di fronte all’isola Comacina; è costituito da 14 cappelle, tutte costruite tra il 1635 ed il 1710, in stile barocco e impreziosite da statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale. Le cappelle rappresentano i misteri del Rosario e conducono al Santuario che rappresenta la quindicesima tappa ed è dedicato all’Assunzione della Madonna.

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Sacro Monte di Ossuccio, via delle Cappelle (ft sito Lombardia Beni Culturali)

Candidatura – Paesaggi lacustri del Lago Maggiore

Il Lago Maggiore è diviso tra Piemonte, Lombardia e Svizzera ed è uno dei laghi prealpini di origine glaciale più grandi d’Italia. Secondo per estensione al Lago di Garda e secondo per profondità al Lago di Como, il Lago Maggiore è famoso per i suoi meravigliosi giardini botanici e per le sue isole, ben 11, delle quali la più famosa è l’isola Bella e la più grande è l’isola Madre. Sulla punta nord del lago si affaccia Locarno, in territorio svizzero.

Il Lago Maggiore è meraviglioso in due stagioni: la primavera e l’autunno. In primavera ci regala la fioritura nei suoi splenditi giardini, in autunno ci offre i colori delle foglie che cambiano abito assumendo varie tonalità di giallo, rosso, arancione, il cosiddetto foliage.

Autunno al Lago Maggiore

Candidatura – La città di Bergamo

Bergamo mi ha sorpresa! Bergamo medievale (Bergamo Alta), raccolta sul colle, è dotata di tesori architettonici ed artistici unici, una bellezza antica che i bergamaschi sanno custodire con sobrietà ed intelligenza. Il divieto di costruire grattacieli nella città bassa per non compromettere la bella vista sulla città alta me li ha resi subito simpatici.

Bergamo, funicolare

Bergamo Alta è una città con una forte impronta medievale, ma armoniosamente integrata con elementi architettonici civici della dominazione veneziana; troviamo allora le antiche mura medievali rinforzate dai bastioni veneziani, ma troviamo anche la medievale Piazza Duomo affiancata alla veneziana Piazza Vecchia con le sue strutture civiche. Passeggiando per le irregolari e strette vie medievali della Bergamo Alta non vi sarà difficile immaginare mercanti ed artigiani dell’epoca indaffarati e chiassosi o fedeli e timorati di Dio in procinto di entrare nella chiesa ad espiare i loro peccati, per poi tornare repentinamente nel presente con il profumo del pane appena sfornato o con il colore a tinte gialle delle vetrine che espongono il dolce tipico.

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Bergamo Alta, Piazza Vecchia, fontana Contarini e Palazzo della Ragione

Bergamo Alta ha la chiesa romanica architettonicamente più bella che io abbia visto (e ne ho viste tante!): è la Basilica di Santa Maria Maggiore. Di fianco alla Basilica di Santa Maria Maggiore si trova il Duomo o Cattedrale di Sant’Alessandro, protettore della città. La piazza centrale e più frequentata di Bergamo Alta è Piazza Vecchia, la piazza civica voluta dai veneziani e collegata alla medievale Piazza Duomo da una zona porticata; la Piazza Vecchia è caratterizzata dalla presenza della bella fontana Contarini, del Palazzo della Ragione e della Torre Civica, chiamata dai bergamaschi “il campanone“. Molto curiosa è la tradizione legata ai rintocchi delle campane della torre civica, a cui i bergamaschi sono ancora oggi molto legati: ancora oggi alle ore 22 di ogni sera, il campanone suona per ben 8 minuti i suoi 100 rintocchi, quelli che in passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura venete. Sulla facciata del Palazzo della Ragione si trova il bassorilievo raffigurante il Leone di San Marco con il libro aperto, a significare che la città fu annessa al dominio veneziano con un accordo, in pace, non con una lotta di conquista, in quel caso il libro sarebbe chiuso.

Bergamo Alta, Basilica di Santa Maria Maggiore

Buone visite e buona vita!

Cinzia Malaguti