Maria Antonietta, l’ultima regina di Francia

Maria Antonietta fu l’ultima regina di Francia. Capricciosa e avida di lusso nella Reggia di Versailles, lontana dalla povertà e dalla fame che stava soffrendo il popolo, fu sorpresa dal precipitare della situazione con la Rivoluzione. Arrestata e allontana dai suoi figli, fu chiamata Maria Antonietta Capeto per dissacrarne lo status di regina. Capeto era, infatti, il cognome del fondatore della dinastia dei Borbone (Ugo Capeto, X secolo), di cui il re Luigi XVI era discendente. Durante la Rivoluzione ritornò ad essere Luigi Capeto, così come la moglie Maria Antonietta Capeto ed i figli. Luigi e Maria Antonietta furono ghigliottinati nel 1793.

Secondo gli storici, Maria Antonietta fu una regina che capì di essere tale solo quando le strapparono la corona dalla testa; questa frase riassume bene le vicende di questa regina d’origine austriaca, sposata per motivi politici al delfino francese, poi re Luigi XVI. Certamente non fu all’altezza del suo ruolo, ma fu anche un capro espiatorio di un capitolo della storia europea che lanciò le basi del tempo che venne dopo e anche dell’attuale. Vediamone i passaggi storici principali.



Il matrimonio combinato e la vita a corte

Fu la madre, Maria Teresa d’Austria, a darla in sposa, all’età di 15 anni, al futuro re di Francia, Luigi XVI. Il matrimonio doveva cementare l’alleanza tra Francia ed Austria contro il re di Prussia, a quel tempo il più grande nemico di Maria Teresa d’Asburgo ed alleato dell’Inghilterra. Maria Antonietta arrivò a Versailles nel 1770, ma si scontrò subito con l’etichetta di corte che prevedeva ben poca privacy.

Maria Antonietta non aveva ancora compiuto 19 anni quando divenne regina. Il suo approccio alla vita di corte fu segnato da un clima di festa permanente e di lusso; essa interpretò la corona come una bacchetta magica, snobbando i doveri della corona; si scelse una ristretta cerchia di amici e snobbò i ricevimenti ufficiali, facendosi molti nemici. Tra i suoi piaceri c’era la moda; inventò abiti rivoluzionari e fu più volte accusata di sperpero e d’indecenza. Il suo luogo preferito era il Petit Trianon, una palazzina all’interno del parco di Versailles, dove le piaceva incontrare amici e festeggiare. In quel luogo lussuoso ed ovattato non aveva alcuna percezione di quello che stavano patendo i suoi sudditi: la povertà e la fame.

Nel 1780, Maria Antonietta s’innamorò del conte svedese Von Fersen; la relazione fu molto chiacchierata, alcuni credevano fossero amanti, altri sostenevano fossero legati solo da grande amicizia. Le lettere epistolari rivenute successivamente e decifrate perché scritte in maniera criptica, non lasciano dubbi sulla loro relazione amorosa che durò fino alla fine dei suoi giorni.

Maria Antonietta
Versailles

La Francia nel Settecento

Nel Settecento, la Francia era un regno popolato da circa 28 milioni di abitanti, diviso in tre ordini: la nobiltà, il clero e il terzo stato. Il terzo stato andava dalla ricca borghesia imprenditoriale ai contadini, alla plebe cittadina. La disuguaglianza sociale era enorme e, proprio quando questa condizione sembrava immutabile, arrivarono gli ideali dell’Illuminismo a scompigliare le carte.

I filosofi si fecero portavoce di un nuovo e possibile modello di società. Montesquieu teorizzò la separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Voltaire si batté per la libertà di pensiero. Gli enciclopedisti, Diderot e d’Alembert in testa, invitarono allo spirito critico e alle riforme di cui la Francia aveva urgente bisogno. Rousseau inventò la democrazia moderna. Furono idee che conquistarono la società civile. I fratelli Montgolfier realizzarono un pallone ad aria calda che consentiva all’uomo di volare. Nuovi protagonisti si affacciarono alla vita politica, tra di loro emerse Robespierre, un avvocato di provincia destinato a diventare uno dei protagonisti della Rivoluzione.

Nella seconda metà del Settecento, tutte queste nuove idee attecchirono nella società civile, ma giunsero a Maria Antonietta solo come un eco lontano che non la riguardava. Maria Antonietta non fu in grado di leggere i tempi che stavano cambiando. Dopo aver dato gli eredi al trono, Maria Antonietta riteneva di aver adempiuto al suo ruolo. Una sottovalutazione che le costò molto cara.



La rivoluzione

Il 14 luglio 1789 avvenne l’evento culminante della Rivoluzione francese: la presa della Bastiglia. I cittadini occuparono questo luogo simbolo della monarchia assoluta, la grande fortezza della Bastiglia. L’evento, simbolo dell’inizio della Rivoluzione, fu anticipato da rivolte in tutto il paese che durarono tutto l’anno precedente e che vennero represse duramente. La politica repressiva del re inasprì ancora di più gli animi di una popolazione stretta nella morsa della fame, della povertà e delle diseguaglianze. Con la presa della Bastiglia, il corso della storia cambiò drasticamente e la monarchia assoluta iniziò a collassare inesorabilmente.

Il 4 agosto 1789 l’Assemblea degli Stati Generali dei tre ordini sociali votò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino con la quale venne sancita l’autorità della Nazione e che la libertà consisteva nel poter fare tutto ciò che non nuoceva agli altri. La carestia si inasprì, una folla stremata raggiunse Versailles e sfondò i cancelli. Maria Antonietta venne imprigionata alle Tuileries con i figli.

Il 3 settembre 1791 venne approvata la Costituzione e Luigi XVI fu costretto a firmarla. Austria e Prussia si coalizzarono contro la Rivoluzione. La Francia dichiarò loro guerra nel 1792. Il 22 settembre 1792 nacque la Repubblica. Il 2 agosto 1793, Maria Antonietta venne trasferita alla Conciergerie e non rivide più i figli. La Conciergerie divenne prigione dal XIV secolo, prima era la residenza reale. Alla Conciergerie, Maria Antonietta trascorse le sue giornate ricamando e pregando, mentre due guardie la sorvegliavano giorno e notte; vi rimase 76 giorni in attesa che si organizzasse il processo.



Il processo a Maria Antonietta

Maria Antonietta venne processata dai duri e puri della Rivoluzione, uomini che un tempo non avrebbero nemmeno potuto avvicinare la ex-regina, ma che ora contribuirono a distruggerla. Fu accusata di essere la sanguisuga del popolo francese e di alto tradimento, ma subì anche l’accusa più infamante, ingiusta e falsa, quella di incesto. Dopo la separazione dalla madre, Luigi Carlo venne affidato ad un ciabattino analfabeta; cominciò così per il ragazzino un periodo terribile nella miseria, nell’igiene precaria e continuamente aizzato contro la madre; quando venne sorpreso in un momento di intimità, di auto-erotismo, il ciabattino gli chiese dove avesse preso questa abitudine ed il bambino intimorito gli diede la risposta che voleva, ossia che era stata la madre, fu così che Maria Antonietta venne anche accusata di incesto. Maria Antonietta si difese con fierezza, ma il 16 ottobre 1793 venne ghigliottinata in Place de la Concorde.

La fossa comune

La tomba di Maria Antonietta si trova nella Basilica di Saint Denis, poco fuori Parigi, insieme a quelle di quasi tutti gli altri sovrani francesi. Le tombe, però, furono profanate per decreto ed i rivoluzionari misero le ossa in una fossa comune che coprirono di calce nei pressi del cimitero della Madeleine a Parigi. I corpi di Maria Antonietta e Luigi XVI vennero messi direttamente nella fossa comune e lì rimasero per 22 anni. Dopo il periodo napoleonico, ritornarono i Borbone che andarono alla ricerca delle ossa dei re precedenti, recuperando pochi ed irriconoscibili resti. Le tombe che si trovano nella Basilica di Saint Denis, compresa quella di Maria Antonietta, sono – pertanto – praticamente vuote. Il figlio di Maria Antonietta, Luigi Carlo, morì a causa delle dure condizioni di prigionia; nella Basilica di Saint Denis c’è una teca con il suo cuoricino.

Buona vita!

Cinzia Malaguti