Elisabetta I, la regina che volle rimanere vergine

Elisabetta I Tudor fu regina d’Inghilterra dal 1558 al 1603, figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena. Ella decise di non sposarsi e di rimanere vergine fino alla fine dei suoi giorni per dedicarsi totalmente alla cura del suo regno, respingendo qualsivoglia pretendente. Elisabetta governò in un periodo di accese dispute religiose tra cattolici e protestanti, a seguito dello scisma anglicano di Enrico VIII. Sin da ragazzina fu oggetto di intrighi di corte e conobbe pure la prigione, ma fu una grande lottatrice ed una regina determinata. Complicati furono i rapporti con la sorellastra Maria, detta la sanguinaria (Bloody Mary) e conflittuali quelli con la rivale Maria Stuarda, la cugina cattolica regina di Scozia. Durante il suo regno l’Inghilterra visse un miracolo economico che trasformò profondamente la società; fu in quegli anni che vennero poste le basi che fecero della nazione una delle più potenti al mondo.



Enrico VIII e l’ossessione del figlio maschio

Enrico VIII Tudor, il padre di Elisabetta, era un uomo sospettoso ed irascibile. Si sposò ben 6 volte ed alcune delle sue mogli non fecero una bella fine. Enrico VIII aveva l’ossessione del figlio maschio per la continuità del trono e questo fatto segnò il corso dei suoi matrimoni. Nel 1509 sposò la vedova di suo fratello, Caterina d’Aragona, dalla quale nacque una figlia, Maria, ma l’erede maschio non arrivava, così Enrico la ripudiò per sposare Anna Bolena, nobildonna colta e bellissima. Per poter sposare Anna Bolena, quella che sarà la madre di Elisabetta, Enrico VIII chiese al papa Clemente VII l’annullamento del matrimonio con Caterina, ma il papa si oppose; dietro a questa opposizione, più che altro, c’era la solita lotta di alleanze e potere che consigliò al papa di prendere la parte di Caterina in quanto zia di Carlo d’Asburgo, un casato troppo influente in Europa e sul Papato; anche i cardinali inglesi furono dalla parte di Caterina. Enrico VIII non la prese bene!

Enrico VIII reagì con forza a questo diniego esiliando Caterina in un castello e sposando ugualmente Anna Bolena nel 1533. Il Papa rispose con una scomunica, ma Enrico non indietreggiò, anzi diede il via allo scisma anglicano. Nel 1534, seguendo l’esempio dei principi tedeschi influenzati da Martin Lutero, firmò l’atto di supremazia e trasferì tutto il potere religioso a sé stesso, sottraendolo al Papa; il re, dunque, nel suo regno era imperatore e capo della Chiesa. Elisabetta nacque al culmine di un dramma politico e sentimentale e nel bel mezzo di una frattura religiosa che segnò tutto il suo regno. Anna Bolena diede alla luce Elisabetta il 7 settembre 1553, ma l’erede maschio che Enrico voleva fermamente non arrivava. Anna rimase incinta altre tre volte, ma sempre abortì; Enrico era sempre più irritato per l’assenza dell’erede maschio, al punto che la fece rinchiudere nella Torre di Londra, insieme al fratello e a quattro cortigiani, con accuse calunniose di incesto e adulterio. Nel 1536, Anna Bolena viene condannata a morte.

Enrico VIII non perse tempo per risposarsi e dopo soli 10 giorni sposò Jane Seymour che diede ad Enrico il tanto agognato figlio maschio, Edoardo, ma Jane morì subito dopo per le conseguenze del parto. Enrico VIII si risposò altre tre volte; anche la quarta e quinta moglie, Anna di Clèves e Catherine Howard, furono vittime della personalità sospettosa e vendicativa di Enrico VIII. L’ultima moglie, Caterina Parr, seppe – invece – tenere a bada il carattere impetuoso del re. Caterina Parr si occupò amorevolmente di Elisabetta e ne favorì la riconciliazione con il re che l’aveva dichiarata illegittima, insieme a Maria, figlia della prima moglie.

Nel 1544, Enrico VIII fece approvare dal Parlamento una nuova legge di successione che inseriva nella linea dinastica anche Maria ed Elisabetta, dopo Edoardo. Nel 1547, Enrico VIII morì. Gli successe, dunque, Edoardo, ma non aveva ancora 10 anni. Edoardo morì di tubercolosi a soli 15 anni.



Elisabetta e le prime accuse di cospirazione

Thomas Seymour, fratello maggiore della terza moglie di Enrico VIII, era uno degli scapoli più desiderati di Londra; dopo la morte del re, si sposò con Caterina Parr, l’ultima moglie di Enrico VIII, della quale era già stato amante prima del matrimonio reale. Thomas, però, aveva messo gli occhi su Elisabetta e le rivolgeva continue avance che Elisabetta, pur sconcertata, non seppe respingere con decisione. A muoverlo non fu solo il desiderio fisico, ma anche l’ambizione di sposarla per accedere direttamente al potere. Quando la Parr morì d’infezione, dopo aver dato alla luce una bambina, Seymour si sentì la strada spianata ed una notte, di nascosto, entrò nel Palazzo di Westminster per parlare direttamente con il giovane re Edoardo con l’intento di convincerlo a lasciargli sposare Elisabetta. Scoperto dalle guardie, riuscì a fuggire, ma qualcuno lo vide in faccia e si sparse la notizia che egli avesse avuto l’intenzione di uccidere il re per prenderne il potere sposando Elisabetta. Il giorno dopo l’irruzione, venne arrestato con l’accusa di alto tradimento e rinchiuso nella Torre di Londra. Il Consiglio di Stato volle accertarsi che Elisabetta non fosse sua complice perché si era sparsa la voce che fossero amanti ed avessero progettato di far fuori il re per impadronirsi del potere; in attesa degli accertamenti dell’indagine, Elisabetta venne messa sotto sorveglianza. La governante ed il consigliere di Elisabetta vennero arrestati e, sotto minaccia, dichiararono una tresca tra i due. Anche Seymour venne torturato affinché confessasse che Elisabetta era sua complice, ma egli negò tutto. Elisabetta, da parte sua e pur solo quindicenne, riuscì a fornire una difesa astuta e scaricò tutta la responsabilità su Seymour che venne decapitato.

Bloody Mary ed Elisabetta

Edoardo morì di tubercolosi a soli 15 anni. Al trono salì Maria, la più anziana delle due sorellastre, figlia di Caterina d’Aragona. Enrico VIII non volle mai vedere Maria quando andava a far visita ad Elisabetta, questo diverso atteggiamento segnò i rapporti tra le due sorellastre. Maria salì al potere tra mille difficoltà; essa era una fervente cattolica, devota al Papato, così i nobili protestanti fecero di tutto per impedire che divenisse regina, prima cercando di far firmare al re morente un atto che la escludesse dalla successione al trono, poi cercando di farla arrestare; i nobili di fede cattolica, però, sventarono le manovre e Maria riuscì a salire al potere.

I suoi primi obiettivi furono quelli di ripristinare la religione cattolica ed avere un erede. Maria cercò un marito cattolico e lo trovò nel re di Spagna, Filippo II, figlio dell’imperatore Carlo V. Questa cosa fece inorridire la corte perché avrebbe significato regalare alla Spagna il titolo di più grande superpotenza. Per sventare questo matrimonio, alcuni nobili protestanti tramarono per rovesciare la regina Maria e mettere al suo posto Elisabetta, protestante. La cospirazione non ebbe esito positivo e Maria fece arrestare Elisabetta che venne imprigionata nella Torre di Londra. In assenza di prove, lasciò presto la prigione, ma Maria non mostrò per lei alcuna clemenza e continuò a diffidarne.

Maria Tudor sposò Filippo II il 25 luglio 1554. Dopo un’infanzia priva d’affetti, Maria scoprì le gioie dell’amore. Quattro mesi dopo era in attesa di un erede, ma la gravidanza si rivelò isterica. Il 17 novembre 1558 Maria morì dichiarando sua erede Elisabetta. Elisabetta aveva 25 anni; da subito diede un messaggio di pace e cercò di attenuare i contrasti tra cattolici e protestanti; reintrodusse la supremazia sul papato, ma preferì nominarsi governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra, piuttosto che capo; fu una mossa astuta perché, in questo modo, evitò le obiezioni di chi riteneva che una donna non potesse essere capo della Chiesa. I suoi consigliere la invitarono a trovarsi un marito, ma ella fu determinata nell’affermare che voleva rimanere vergine e che suo marito era il regno d’Inghilterra; era consapevole del fatto che il matrimonio avrebbe ridotto il suo potere.



Maria Stuarda ed Elisabetta

Maria Stuarda (Mary Stuart) era regina di Scozia e cugina di II grado di Elisabetta (la nonna di Maria, Margherita Tudor, era sorella di Enrico VIII, padre di Elisabetta); fu anche regina di Francia grazie ad un matrimonio combinato in giovanissima età per rinsaldare l’alleanza tra Scozia e Francia contro le intrusioni di Enrico VIII (la mamma di Maria, Maria di Guisa, era francese). Maria Stuarda passò la sua giovinezza in Francia, divenne regina sposando Francesco II di Valois, figlio di Enrico II di Francia, ma l’unione durò poco perché Francesco morì molto giovane.

Maria Stuarda era seconda nella linea di successione al trono d’Inghilterra, dopo Elisabetta; tuttavia, siccome Enrico VIII aveva annullato il matrimonio con Anna Bolena, sia i francesi che gli scozzesi rivendicavano la successione a Maria Tudor da parte di Maria Stuarda, in quanto consideravano Elisabetta illegittima. Insomma, le premesse per una guerra di potere e di religione c’erano tutte. In aggiunta, c’erano conflitti interni in Scozia tra nobili protestanti e cattolici fomentati dal trattato di Edimburgo del 1560 con il quale la Scozia diventò protestante. Fu così che la cattolica Maria Stuarda fece ritorno in Scozia per rivendicare il suo ruolo di regina e si rifiutò di ratificare l’accordo. I nobili protestanti, però, si ribellarono alla regina cattolica e chiesero aiuto ad Elisabetta, da poco ascesa al trono d’Inghilterra. In quanto pronipote di Enrico VIII, Maria Stuarda pretese che Elisabetta la nominasse erede al trono d’Inghilterra, inaccettabile perché avrebbe significato far tornare l’Inghilterra nella mani della Chiesa cattolica. Maria Stuarda, allora, si dichiarò pronta a sposarsi con un nobile inglese in cambio del regno. Elisabetta rispose proponendole un nobile inglese protestante, ma Maria finì per sposare sì un nobile inglese, ma cattolico. Purtroppo, il punto debole di Maria Stuarda fu quello di aver messo il suo cuore nelle mani di uomini sbagliati, a cominciare dal nobile inglese cattolico Enrico Stuart Lord Darnley che si dimostrò inadeguato, poi ebbe un’altra relazione con un uomo violento, James Hepburn, che uccise il primo marito. Intanto, il popolo aizzato dai nobili protestanti si ribellò contro Maria Stuarda che venne costretta a fuggire.

Maria si rifugiò proprio dalla cugina Elisabetta che decise di ospitarla, ma sotto stretto controllo. La lotta di religione proseguì imperterrita ed il papato chiese di abiurare Elisabetta con una bolla papale; questo fatto trasformò ogni cattolico in un nemico di Elisabetta. Nel 1586, Maria Stuarda ricevette una lettera che la informava di un piano per uccidere la regina d’Inghilterra; dopo un attimo di esitazione, decise di dare il suo consenso, un gesto che preluse a tragiche conseguenze. Il complotto, infatti, venne scoperto ed Elisabetta, a malincuore, decise di firmare l’atto di decapitazione. Fu così che finì la storia tra le due rivali che non si incontrarono mai di persona. Dopo la morte di Elisabetta, il suo successore fu il figlio di Maria Stuarda, Giacomo, che riunì Scozia ed Inghilterra sotto un unico regno e fece traslare la salma della madre, seppellendola nell’Abbazia di Westminster accanto ad Elisabetta.

Riassumendo. Quali furono, dunque, i veri motivi della rivalità tra Elisabetta I, regina d’Inghilterra e Maria Stuarda, regina di Scozia? 1. Vissero in un periodo di accesi conflitti tra protestanti e cattolici: Elisabetta era protestante, Maria era cattolica. 2. Controverse questioni dinastiche: Elisabetta era figlia di Enrico VIII ed Anna Bolena, consorte ripudiata dal re. Maria era pronipote di Enrico VIII, in quanto sua nonna era sorella del re inglese. Maria rivendicava maggiori diritti al trono perché, avendo il re inglese annullato il matrimonio con la Bolsena, Elisabetta era da considerarsi illegittima. Tutte questioni di potere che si svilupparono in una sorta di guerra fredda tra le due rivali. Entrambe riposano in pace, una accanto all’altra, nell’Abbazia di Westminster a Londra.

Le minacce esterne

Filippo II re di Spagna ricevette l’ordine dal Papa di invadere l’Inghilterra per riportarla alla religione cattolica. Elisabetta decise di nominare capitano della sua flotta navale Francis Drake che si era già distinto in diverse operazioni oltremanica. Il 15 marzo 1587 venne inviato contro la flotta spagnola a Cadice con appena 23 navi; fu un attacco a sorpresa perché gli inglesi entrarono in porto con bandiere olandesi; gli spagnoli persero 30 navi e Filippo fu costretto a rimandare l’invasione. Il 12 luglio 1588, ben 130 navi con 17.000 soldati lasciarono il porto di Lisbona e raggiunsero la Cornovaglia; gli inglesi allestirono 34 navi da guerra che salparono da Plymouth per affrontare gli spagnoli. Gli inglesi avevano meno navi, ma il caso decise di favore gli inglesi perché in campo scesero … i venti che aiutarono le più agili navi degli inglesi. La flotta spagnola fu sconfitta. Elisabetta disse di sé stessa che avrebbe avuto il cuore e il fegato di un re e fu così, anche se ci fu un … aiutino imprevisto.

Il miracolo economico

L’epoca in cui regnò Elisabetta è ancora oggi ricordata per la sua straordinaria fioritura culturale (la nascita del teatro ed il fiorire di scrittori come Marlowe e Shakespeare sono di quell’epoca) e fu in quegli anni che vennero poste le basi che faranno dell’Inghilterra una delle più potenti nazioni al mondo.

Durante il regno di Elisabetta, l’Inghilterra visse un miracolo economico che trasformò profondamente la società. Nelle campagne, i terreni demaniali vennero recintati e privatizzati per creare allevamenti e impianti agricoli più evoluti, vennero così creati nuovi ricchi, ma impoverì che era già povero; uno dei risultati fu la migrazione di migliaia di famiglie verso le città. Il livello di tassazione venne tenuto basso, la macchina statale non costava tanto, così ci furono risorse da destinare al commercio. Nel 1600 nacque la Compagnia delle Indie orientali che ottenne l’esclusiva del commercio delle spezie con l’India e l’Estremo Oriente e che pose le basi allo sviluppo coloniale. Vennero favorite le esplorazioni e, persino, la pirateria. Si verificò una notevole crescita demografica, ma ci furono molti indigenti.

Lo stile di Elisabetta

Elisabetta divenne regina a 25 anni, fu una regina lucida e determinata. Introdusse cambiamenti anche nel suo modo di vestire rendendolo unico; prima di lei, le regine vestivano di nero, lei eliminò questo colore ed introdusse il bianco, forse per indicare la sua purezza; amplificò il volume della gonna, abbassò il punto vita ed enfatizzò le spalle, forse per darsi un aspetto più maschio ed autorevole. I suoi abiti erano pieni di gioielli ed aveva la mania delle perle che faceva cucire sugli abiti, anche le perle erano simbolo di purezza. Elisabetta fu denominata regina delle perle e regina vergine.

La successione

Elisabetta, sul letto di morte, nominò suo successore Giacomo VI di Scozia, il figlio di Maria Stuarda, che unificò, per la prima volta, i regni di Scozia ed Inghilterra. Giacomo ordinò di portare la salma della madre nell’Abbazia di Westminster, accanto a quella di Elisabetta I. Da quel giorno in poi, Elisabetta Tudor e Maria Stuarda riposano in pace, una accanto all’altra. Il fascino della storia!

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Fonti bibliografiche e/o videografiche: Ulisse, il piacere della scoperta, Rai Play, 2018