Cosa vedere a Milano in un giorno

Volete sapere cosa vedere a Milano in un giorno? Il favoloso itinerario che vi racconto è fatto di arte, storia ed atmosfere signorili. Si parte con la visita al Teatro alla Scala e al suo Museo, per poi fare tappa in Piazza Duomo, dove vi darò alcuni consigli per visitare gli interni della Cattedrale senza fare la coda; la visita prosegue con il Castello Sforzesco, la sua Pinacoteca e la celebre Pietà Rondanini di Michelangelo, per finire in suprema bellezza con il Cenacolo Vinciano e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Galleria Vittorio Emanuele II, collega Piazza alla Scala con Piazza Duomo

UN PO’ DI STORIA

La Milano dell’antichità ha visto i Celti, poi i Romani, quindi i Longobardi, ma è nell’epoca delle Signorie rinascimentali con i Visconti e poi con gli Sforza che Milano divenne luogo di potere e d’influenza estesa. Alla fine della dinastia degli Sforza (XVI secolo), Milano passò sotto il dominio spagnolo, poi arrivarono gli austriaci (XVIII secolo), quindi i francesi di Napoleone, poi i Savoia e l’Unità d’Italia (XIX secolo), quindi le guerre del Novecento e siamo alla Milano odierna, la città della moda e del design.



Il centro di Milano è una commistione di epoche storiche e di interventi urbanistici. Se volgiamo indietro lo sguardo di trecento anni, vediamo una Milano circondata da tre cinte murarie concentriche, che oggi non esistono più e di cui rimane solo qualche traccia a ricordo. La prima cinta muraria fu quella romana del IV secolo, poi quella medievale con fossato iniziata nel XI secolo e poi proseguita dai Visconti nel XIV secolo, infine la possente cinta muraria spagnola del XVI secolo costituita da un muraglione con torri e lunette. A nord (più precisamente a nord-ovest), a chiudere le mura cittadine, sia quelle medievali che quelle spagnole, c’era il Castello, più precisamente un castello nel castello, ossia ampliato per adattarsi alla nuova fortificazione in età spagnola. Al centro della città fortificata c’era il Duomo (XIV secolo) nelle sue meravigliose forme gotiche, voluto da Galeazzo Visconti e costruito nel luogo dove esistevano già chiese paleocristiane. Nell’Ottocento, Milano divenne luogo amato dalle aristocrazie, ma i cui quartieri erano mescolati con quelli popolari, a macchia di leopardo; il più fulgido esempio di quel periodo è il Teatro alla Scala. Oggi Milano è una bella città moderna, centro degli affari, del design e della moda.

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Milano nel 1573

Cosa vedere a Milano in un giorno: TEATRO ALLA SCALA

Il Teatro alla Scala venne costruito nel periodo austriaco nella seconda metà del Settecento (XVIII secolo) su richiesta delle famiglie aristocratiche milanesi. Furono le stesse famiglie nobili ad impegnarsi a sostenere le spese dell’edificazione in cambio della proprietà dei palchi. Il nome del teatro deriva da quello della Chiesa di Santa Maria alla Scala che venne demolita per far posto al Teatro stesso.

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Teatro alla Scala
Teatro alla Scala, foyer

Il Teatro alla Scala, in origine, non era solo un luogo di spettacolo, ma anche il centro della vita sociale della nobiltà milanese; la platea era spesso destinata al ballo, i palchi venivano usati dai proprietari per ricevere invitati, mangiare e gestire la propria vita sociale al riparo da occhi indiscreti, in alcune aree si giocava d’azzardo e alla roulette, vietata in luogo pubblico.

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Teatro alla Scala

Dal Teatro alla Scala sono passati compositori, tenori e soprani, direttori d’orchestra, musicisti illustri, come Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Enrico Caruso, Maria Callas, Claudio Abbado, Riccardo Muti e tanti altri; si può dire che dal Teatro alla Scala siano passati solo gli artisti d’opera migliori di ogni generazione.

Una sala del Museo teatrale alla Scala



Un vasto repertorio di oggetti di scena, strumenti musicali, ritratti e busti in marmo e bronzo di compositori, cantanti, direttori d’orchestra, ballerini, librettisti e impresari sono in bella mostra al Museo teatrale alla Scala. Da osservare in modo particolare un bel ritratto di un giovane Giuseppe Verdi, un busto realizzato da Antonio Canova, ma anche ritratti di celebri cantanti liriche del XIX secolo. La raccolta del Museo teatrale alla Scala nasce dall’acquisto in asta pubblica di una collezione privata nel 1911, poi via via ampliata grazie a molte donazioni ed acquisizioni. Visitare il Museo teatrale alla Scala significa ripercorrere due secoli di vita di uno dei più rinomati teatri dell’opera nel mondo. L’ingresso al Museo è dal foyer del teatro.

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Museo del teatro alla Scala

Nell’Ottocento (XIX secolo), venne costruita la Galleria Vittorio Emanuele II che, coperta ed elegante, collega Piazza della Scala con Piazza Duomo.

Galleria Vittorio Emanuele II, ingresso Piazza Duomo

Cosa vedere a Milano in un giorno: IL DUOMO

Il Duomo di Milano è il centro geografico, storico, politico, religioso, economico della città di Milano. La sua imponenza ne fa la terza cattedrale storica più grande del mondo per volume, dopo la Basilica di San Pietro a Roma e la Cattedrale di Siviglia, ma la sua bellezza con le sue 135 guglie, 55 vetrate istoriate, 3400 statue (di cui 2300 esterne) e 200 bassorilievi è di una spettacolarità unica nel mondo. Il punto più alto del Duomo di Milano è la Madonnina; inaugurata nel 1774, è alta 4,16 metri ed è posta a 108,50 metri dal suolo.

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Il Duomo di Milano

Il Duomo di Milano è una Cattedrale gotica la cui costruzione ebbe inizio nel 1386 per volontà di Gian Galeazzo Visconti e con utilizzo del marmo di Candoglia della cava viscontea in val d’Ossola. Il marmo di Candoglia è di un bel colore bianco/rosa, ma è poroso ed assorbe umidità e polveri; senza continui interventi di pulitura e sostituzioni, il marmo del Duomo di Milano cadrebbe in rovina; troverete sempre qualche impalcatura, proprio perché necessita di una continua manutenzione e sostituzione dei pezzi di marmo più vecchi. Un’altra particolarità che mi preme segnalarti è che le 2300 statue presenti sulle sue facciate, oltre a papi, imperatori e re, raffigurano personaggi della storia, anche recente, come Arturo Toscanini o il pugile Primo Carnera e altre figure curiose, come racchette da tennis, attrezzi da montagna, palle da rugby, una giovane donna di fronte ad un uomo seminudi ed altri che ti lascio scoprire.

Duomo di Milano, statue parete esterna
Duomo di Milano, statue esterne

La costruzione del Duomo di Milano durò secoli e venne iniziata dall’abside, cosicché la bellissima facciata fu l’ultima; pensate che, fino all’arrivo di Napoleone, la facciata del Duomo di Milano era in mattoni e fu proprio Napoleone Bonaparte, in previsione della sua incoronazione a re d’Italia, a farla ultimare, agli inizio dell’Ottocento (XIX secolo). L’interno del Duomo di Milano è spettacolare: una “foresta” di grosse colonne con capitelli dotati di nicchie contenenti numerose statue accompagnano all’abside dove grandi vetrate istoriate illuminano immagini dalle Sacre Scritture. Sono 55 le vetrate istoriate del Duomo di Milano, tipiche dell’arte gotica del centro e nord Europa, dove l’indottrinamento per immagini avveniva su grandi vetrate, anziché attraverso affreschi murali. Da vedere anche la cripta. La costruzione del Duomo di Milano è avvenuta grazie al contributo economico dei milanesi.

Duomo di Milano, vetrate istoriate
Duomo di Milano, capitelli colonne



La visita. Il modo migliore per osservare statue e guglie da vicino è salire alle terrazze del Duomo, attraverso apposito ascensore collocato nel transetto. Il Duomo di Milano è l’unica Cattedrale dove si può salire sul tetto. La lunga attesa, tuttavia, potrebbe scoraggiarvi, se avete solo una giornata di tempo da dedicare alla visita di Milano; in questo caso, l’osservazione dal basso dà comunque merito a tanta bellezza. Stesso discorso vale per la visita agli interni del Duomo, ma anche qui potete ovviare ai lunghi tempi d’attesa e vi spiego come. Per entrare in Duomo, ci sono due ingressi, uno riservato ai turisti ed uno per i fedeli; i turisti entrano con biglietto, possono visitare in lungo ed in largo gli interni e fare foto; dall’ingresso per i fedeli si può accedere solo ad una parte della Cattedrale, essendo il resto transennato, e non si possono fare foto; dunque, potete dare un’occhiata agli interni del Duomo di Milano nel breve tratto di passaggio consentito ai fedeli, senza fare fila e senza spendere un euro, ma dovete tenere nello zaino macchina fotografica ed usare un comportamento sobrio e silenzioso.

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Duomo di Milano, architetture

Cosa vedere a Milano in un giorno: CASTELLO SFORZESCO

Il Castello Sforzesco fa parte delle antiche fortificazioni della città. Fu un fortilizio ad esclusivo uso militare fino all’arrivo di Galeazzo Visconti; tra il 1360 ed il 1370, egli fece costruire, a cavallo delle mura della città, un castello, poi ampliato dai successori e che divenne dimora permanente della dinastia viscontea. All’estinzione del casato a metà del XV secolo, in assenza di figli legittimi maschi, il castello fu distrutto dalla Repubblica Ambrosiana, costituita dai nobili milanesi per coprire il vuoto di potere che si era creato. Fu Francesco Sforza, marito di Bianca Maria Visconti, a farlo ricostruire nel 1450 per farne la sua residenza dopo essersi impadronito di Milano. Fu, però, con Ludovico il Moro, figlio di Francesco Sforza, che il castello divenne sede di una delle corti più ricche e fastose d’Europa, alla fine del XV secolo. All’estinzione del casato degli Sforza, anche qui per assenza di figli legittimi, il castello passò sotto il dominio spagnolo e con loro perse il ruolo di dimora signorile per diventare una caserma militare. Gli spagnoli fecero costruire una terza cinta muraria concentrica a quella esistente. Successivamente, il castello fu gravemente danneggiato da continui attacchi che francesi, milanesi e truppe germaniche si scambiarono. Il Castello ebbe un primo restauro ad opera di Luca Beltrami, alla fine del XIX secolo, ma nel XX secolo il Castello venne nuovamente e gravemente danneggiato; la ristrutturazione operata dopo la seconda guerra mondiale ha cercato di riportarlo alle forme del Castello voluto dagli Sforza, da cui Castello Sforzesco. Oggi il Castello Sforzesco è di proprietà comunale ed è sede di una ricca Pinacoteca.

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Castello Sforzesco con Torre del Filarete

La torre centrale, la più alta del castello, ne costituisce l’ingresso principale, quello rivolto verso il centro della città; è chiamata Torre del Filarete dal nome dell’architetto toscano che la progettò su incarico di Francesco Sforza. La Torre del Filarete fu distrutta da uno scoppio all’inizio del XVI secolo e fu ricostruita solo agli inizi del Novecento, sul luogo dell’originale scomparsa, pertanto il castello è rimasto senza quella torre per ben 4 secoli. La Torre del Filarete, pertanto, può essere considerata solo un’imitazione della torre originaria.

Castello Sforzesco, cortile della Rocchetta

Il Castello Sforzesco ha diversi cortili interni, è un castello nel castello, in virtù degli adattamenti fortilizi occorsi nei secoli. Gli interni, a causa delle guerre e dei bombardamenti, hanno ben poco di originario, ma qualcosa è stato recuperato. In alcune sale della Corte Ducale si trovano affreschi a soffitto che rivelano il gusto visconteo dell’epoca; nella Sala della Balla alcuni pittori hanno illustrato le gesta di Francesco Sforza, mentre nella Sala delle Asse, sotto la calce, è stata rinvenuta la pittura di Intrecci vegetali con frutti e monocromi di radici e rocce attribuita a Leonardo da Vinci, ma più nel progetto che nella pittura.

Castello Sforzesco, decorazioni soffitto periodo visconteo

Assolutamente imperdibile è la Pietà Rondanini di Michelangelo che si trova nel fabbricato costruito dagli spagnoli quale ricovero militare, sul lato sinistro della piazza d’armi. La Pietà Rondanini è una scultura marmorea realizzata da Michelangelo Buonarroti alla metà del XVI secolo e rimasta incompiuta a seguito della morte dell’artista. La Pietà Rondanini fu scolpita in una prima versione e poi rilavorata a distanza di un paio d’anni; si notano sia la rielaborazione che l’incompiutezza, ma è un esempio di un’opera in lavorazione (parte grezza e parte finita) di un grande artista. L’attuale nome Rondanini deriva da quello di marchesi romani che l’acquistarono a metà del XVIII secolo; nel 1952 fu acquistata dal Comune di Milano che la destinò alle Raccolte Civiche del Castello Sforzesco.

Castello Sforzesco, Pietà Rondanini di Michelangelo



Il Castello Sforzesco ospita una ricca Pinacoteca. Le oltre 230 opere esposte nella Pinacoteca del Castello Sforzesco coprono un arco temporale che va dal XV al XVIII secolo e sono esposte in ordine cronologico; ci sono opere del Canaletto con le sue belle vedute di Venezia, di Andrea Mantegna, di Giovanni Bellini, di Tiziano ed altri.

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Castello Sforzesco, palazzina Corte Ducale

Cosa vedere a Milano in un giorno: CENACOLO VINCIANO e CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è una delle più alte espressioni del Rinascimento del nord Italia, costruita nella seconda metà del XV secolo. Il refettorio dell’antico convento domenicano ospita il famoso dipinto a muro di Leonardo da Vinci, l’Ultima Cena. La Chiesa, il suo convento e l’affresco, noto come Cenacolo Vinciano, sono stati riconosciuti da UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità.

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Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Pochi anni dopo la costruzione della Chiesa, Ludovico il Moro fece fare alcune modifiche perché voleva che fosse il mausoleo per la moglie Beatrice d’Este e per sé; tali interventi riguardano in particolare l’imponente tribuna, al cui centro si erge la cupola emisferica. Entrate nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie per ammirare l’altissima cupola, l’abside semicircolare e la navata in stile gotico.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Nella seconda metà del XV secolo, Leonardo da Vinci era al servizio degli Sforza come pittore ed ingegnere ed a lui venne affidata la decorazione del refettorio. Leonardo da Vinci realizzò l’Ultima Cena di Gesù raffigurando il momento in cui Gesù disse che qualcuno lo avrebbe tradito. Leonardo scelse una pittura ad olio che si rivelò inadatta nel corso degli anni per l’umidità dell’ambiente e che richiese numerosi interventi dei restauratori. L’Ultima Cena è un capolavoro di Leonardo da Vinci che dipinse gli apostoli e Gesù cogliendone le espressioni ed i gesti come in un fotogramma scattato dal vivo; ne consegue un’immagine dinamica, fluida e naturale che rende omaggio al genio creativo di Leonardo.

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Cenacolo Vinciano nel refettorio ex convento adiacente Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Cenacolo Vinciano, particolare

Milano è oggi una città moderna dove la commistione e l’integrazione di antico e moderno, di storia e attualità, è riuscita in maniera sorprendente. Milano è città degli affari e città della moda, ma in continua evoluzione ed aggiornamento.

Milano, opera moderna “ago e filo” dedicata alla moda

Buone visite e buona vita!

Cinzia Malaguti