Camelie sorprendenti

Camelie sorprendenti. Conosciamo le camelie quali piante ornamentali dai bei fiori con corolla a forma di rosa aperta ed appiattita, ma non è l’unico utilizzo di questa pianta dal profumo delicato. Nelle zone tropicali asiatiche, infatti, le giovani foglie di una delle sue specie vengono usate per preparare la celebre bevanda tonificante conosciuta con il nome di . L’origine delle camelie è asiatica, ma la loro bellezza ha conquistato tutto il mondo. Si narra che il primo esemplare sia giunto in Italia, a Napoli, nel 1780 per mano dell’ammiraglio britannico Horatio Nelson che lo diede a Lady Hamilton, sua amante.



In Europa, a partire da metà Ottocento, le camelie divennero famose non solo per la loro bellezza. Anche la letteratura ne fu affascinata; Alexandre Dumas scrisse il romanzo La signora delle camelie che narra la storia di Marguerite Gautier, una cortigiana parigina che, per segnalare la sua disponibilità o meno, usava appuntare una camelia di colore bianco o rosso sul proprio vestito.

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Camelia bianca

La camelia ornamentale è della specie Camellia japonica, è una pianta subtropicale, pertanto ha bisogno di estati piovose ed inverni asciutti, è resistente al freddo, ma teme il vento freddo (che le dissecca) ed il ristagno d’acqua (che le fa marcire); i fiori prediligono la penombra ed il terreno deve essere acido o almeno neutro, non ricco. Viene da sé che le camelie sono piante non facili da coltivare alle nostre latitudini.



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Camelia rossa

In Italia, le camelie non sono più coltivate come un tempo perché piuttosto impegnative, tuttavia è famosa la collezione di Villa Taranto sul Lago Maggiore. In Toscana, nella Lucchesia, zona intorno a Sant’Andrea di Compito, frazione del comune di Capannori, particolari condizioni pedo-climatiche ottimali e terreni naturalmente acidi hanno favorito la coltivazione sin dal XVIII secolo; in primavera vi si svolge la manifestazione Antiche camelie della Lucchesia.

Buona vita!

Cinzia Malaguti