Ansia, cause e rimedi

Mentre la paura si riferisce ad una minaccia reale, l’ansia riguarda un pericolo potenziale, un rischio. L’ansia è un meccanismo innato e utile per la nostra sopravvivenza e per le nostre prestazioni, ma diventa un problema quando è eccessiva perché interferisce con la nostra vita quotidiana e peggiora le nostre prestazioni anziché migliorarle.

Senza un po’ di ansia per l’esame, uno studente non si impegnerebbe per prepararlo, così come senza un po’ di preoccupazione per quello che si fa, ci impegneremmo meno e le nostre prestazioni ne risentirebbero. Talvolta però l’ansia diventa incontrollabile, oppure eccessiva rispetto alle reali minacce che dobbiamo fronteggiare.

ansia

Nella formazione dell’ansia “sopra le righe” intervengono almeno tre fattori: la predisposizione genetica, il profilo cognitivo (tendenze psicologiche del soggetto che valuta come difficili o impossibili da controllare determinate situazioni) e le esperienze di apprendimento (il vissuto di situazioni “incontrollabili”).

A livello neurobiologico succede che ad un certo punto uno stimolo esterno, più o meno conosciuto, arriva ai circuiti che sovrintendono alle risposte automatiche e viene catalogato come minaccioso; si ha allora l’attivazione fisiologica tipica, con aumento del respiro e del battito cardiaco. Questo meccanismo può essere poi mediato dalla consapevolezza che ci permette di far rientrare nei ranghi lo stimolo sproporzionato e la relativa risposta fisiologica oppure no, in quest’ultimo caso con effetti disfunzionali per la nostra vita e le nostre prestazioni.

ansia-immagine-divertenteStrategie per vincere l’ansia

L’esposizione allo stimolo che suscita paura o ansia permette di sperimentare le reazioni collegate allo stimolo e comprendere che non è poi così terribile, fatto che in sé produce l’estinzione della risposta automatica di evitamento; può però persistere ancora un po’ d’ansia legata agli aspetti cognitivi delle credenze, per superare le quali occorre tempo e pazienza, se persistente servono terapie cognitivo-comportamentali.

Per le persone che soffrono di ansia generalizzata, ossia preoccupate in genere e non di una cosa specifica, le strategie per vincere l’ansia comprendono l’addestramento al rilassamento, la ristrutturazione cognitiva, la desensibilizzazione autocontrollata e l’evitamento proattivo. L’addestramento al rilassamento consiste nel focalizzarsi sul proprio respiro per alcuni minuti (mindfulness) e fa bene in tutti i casi, mentre l’evitamento proattivo può essere utili solo in certi casi, come ad esempio a chi soffre situazioni di socializzazione come una festa; in quest’ultimo caso, appena sorgono i primi sintomi dell’ansia si può uscire un momento, facendo finta di telefonare, per far scendere la tensione, poi si rientra e si scopre che non è così terribile … la volta successiva può andare ancora meglio.

Per chi è interessato ad approfondire le tecniche di rilassamento della mindfulness, consiglio la lettura Come fare esperienze di mindfulness e Come ottimizzare la concentrazione.

Termino questo articolo ricordandovi che l’ansia fa parte della vita, ma ne basta poca, il resto si può governare e a volte estinguere.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

J. Ledoux, Ansia. Come il cervello ci aiuta a capirla, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2016

G. Amadei, Mindfulness. Essere consapevoli, Bologna, Il Mulino, 2013

Intervista a Joseph LeDoux di S. Inglese e A. Lavazza su Mente & Cervello nr. 142

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