Le buone abitudini della prevenzione in convegno a Modena

Ho avuto l’occasione di partecipare alla prima giornata del convegno modenese Le buone abitudini della prevenzione che ha visto come relatori professori, scienziati, ricercatori, divulgatori nel campo dell’alimentazione e dell’attività fisica, anche di livello internazionale. Con i motti Eat well! (mangia bene!) e Move! (muoviti!) i vari interventi hanno affrontato il tema della prevenzione delle malattie, soprattutto oncologiche, rivelando le ultime conoscenze scientifiche ed offrendo numerosi consigli.

La lettura magistrale del Prof. D. Khayat, medico oncologo di fama mondiale, ha sottolineato come solo il 5 per cento dei tumori abbia una causa genetica, mentre il 95 per cento è dovuto a cause ambientali (stile di vita, fumo, alimentazione, inquinamento), in particolare ben il 20 per cento dei tumori ha cause alimentari, cioè un cancro su cinque è dovuto a cosa mangiamo.

Prof. Khayat e Prof. Tazzioli al convegno di Modena sulla prevenzione
Prof. Khayat e Prof. Tazzioli al convegno di Modena sulla prevenzione

Il Dottor Attilio Speciani, medico chirurgo e specialista in allergologia ed immunologia clinica, ci ha parlato dei fenomeni infiammatori connessi con il cibo, precisando che la prevenzione primaria si fa a tavola, dove non esiste cibo “contro” perché determinante è la varietà alimentare. Le citochine infiammatorie (Baff e Paf) sono prodotte principalmente dal cibo povero di nutrienti o assunto in quantità eccessive. L’attività fisica ha un ruolo determinante nella prevenzione e nello spegnimento dei fenomeni infiammatori legati al metabolismo perché ne stimola i geni.

La Dott.ssa Nathalie Hutter Lardeau ci ha parlato dei meccanismi ossidativi cellulari e di quanto importante sia l’alimentazione per introdurre gli antiossidanti necessari alla riduzione del dannoso stress ossidativo; ha indicato i principali e più efficaci agenti antiossidanti: vitamina E (fonte principale di antiossidanti), vitamina C (agente riduttivo per eccellenza, ma termolabile, quindi con la cottura si inattiva), il coenzima Q10, il selenio, i carotenoidi ed i flavonoidi, tra i quali importante è la coercitina contenuta nei capperi. Il ruolo dei flavonoidi è particolarmente importante perché rappresentano il sistema difensivo del mondo vegetale, il sistema immunitario delle piante, di cui possiamo avvalerci.

La Dott.ssa F. Sebastiani ha illustrato le varie ricerche sui diversi modelli dietetici, in relazione alla prevenzione dei tumori. I risultati di queste ricerche sono spesso conflittuali, ma c’è un unico dato certo e comune: l’assunzione abbondante di alimenti vegetali (verdure) ha un ruolo protettivo. Il modello dietetico mediterraneo (verdura, pesce, noci, olio evo, cereali) risulta, comunque, quello che più riduce il rischio di mortalità generale e di alcune forme di tumore.

Il Prof. Giovanni Dinelli dell’Università di Bologna ci ha spiegato le differenze tra cibo convenzionale e cibo biologico, specificando che i macronutrienti (vitamine, sali minerali, ecc.) non cambiano tra i due tipi di coltivazione. Ciò che cambia è dovuto alle colture intensive ed all’utilizzo di concimi di sintesi nelle coltivazioni convenzionali, anche pericolosi per la salute. Il sistema di coltivazione convenzionale prevede grandi distese di terreno, senza alberi, su cui vengono utilizzati concimi di sintesi; il prodotto del convenzionale ha residui di pesticidi, oltre a nitrati e meno polifenoli; il prodotto biologico ha più polifenoli (sistema immunitario della pianta), dal 10 al 25 per cento in più, perché la pianta si deve arrangiare da sola nelle proprie difese producendo più polifenoli, ha meno nitrati e meno residui. Il rischio di frodi nel biologico esiste, ma il livello dei controlli è superiore a quello delle coltivazioni convenzionali. Nota importante: per eliminare i residui di pesticidi non serve a nulla lavare frutta e verdura con l’acqua perché essi sono liposolubili, non idrosolubili, occorre usare anche un detergente per piatti e poi sciacquare bene con la sola acqua.

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Per la parte sull‘attività fisica, tutti gli interventi sono stati concordi nell’affermare che essere sedentari è dannoso per la salute e che l’attività fisica svolge un ruolo importante non solo preventivo in generale, ma anche nella riabilitazione oncologica. Il Dott. F. Tripi ha evidenziato che tra i 18 ed i 64 anni è consigliata un’attività fisica moderata per almeno 150 minuti alla settimana, ma attenzione alle polveri sottili (PM10) dell’inquinamento urbano.

Il convegno Le buone abitudini della prevenzione, Modena, 13 e 14 ottobre, Fondazione Marco Biagi, organizzato da Esprit3, si è sviluppato in una seconda giornata avente i motti Think positive! (pensa positivo!) e Take care! (stai attento!).

Cinzia Malaguti

 

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