World happiness report 2016

World happiness report è un indice del grado di felicità delle popolazioni di 157 paesi nel mondo, misurata attraverso determinati parametri, voluto dall’Assemblea delle Nazioni Uniti con l’intento di aiutare i singoli governi nelle loro politiche pubbliche.

Il primo Rapporto Mondiale sulla Felicità è datato 2012 e, da allora, ogni anno viene elaborata una classifica a seguito della raccolta di dati che delineano, dopo opportune elaborazioni ed analisi, lo stato di felicità nel mondo, cause di felicità e di miseria, benefici oggettivi della felicità, implicazioni politiche.

Sala dell'Assemblea generale dell'ONU a New York City
Sala dell’Assemblea generale dell’ONU a New York City

Le variabili che determinato il World happiness report sono: il PIL pro-capite, il sostegno sociale, la speranza di vita in buona salute, la libertà di fare scelte di vita, la generosità e la fiducia nel sistema (percezione della corruzione). I dati annuali, raccolti attraverso interviste e sondaggi, vengono rapportati con quelli degli anni precedenti per verificarne il trend, i cambiamenti nel tempo, in meglio o in peggio. Ogni paese è poi confrontato anche all’interno di ogni variabile per individuare quella/e su cui è necessario un intervento politico, qualora si verifichi una tendenza alla regressione.

World happiness report 2016 vede la Danimarca, la Svizzera e l’Islanda sul podio della felicità percepita dai suoi abitanti che corrisponde al miglior risultato nella somma dei punteggi nei singoli parametri di PIL, sostegno sociale, speranza di vita, libertà, generosità e fiducia. Rispetto all’anno precedente, la Danimarca registra una leggera flessione, mentre la Svizzera è in crescita, stabile l’Islanda.

World Happiness Report 2016, i 50 popoli più felici nel mondo
World Happiness Report 2016, i 50 popoli più felici nel mondo

L’Italia si è piazzata solo al 50° posto, a causa di un bassissimo punteggio nel grado di fiducia nel sistema, per via della percezione di una corruzione diffusa; il piazzamento è influenzato anche da un basso punteggio sui parametri della generosità e della libertà di fare scelte di vita; insomma gli italiani sentono che la loro libertà di realizzare le proprie scelte di vita è compromessa dalla corruzione, che genera ingiustizie, e dalla scarsa apertura (generosità), che deprime anziché incoraggiare.

World happiness report 2016

Nelle prime dieci posizioni ci sono i paesi scandinavi: Danimarca (1°), Islanda (3°), Norvegia (4°), Finlandia (5°), Svezia (10°), oltre a Svizzera (2°), Canada (6°), Olanda (7°), Nuova Zelanda (8°), Australia (9°). In fondo alla classifica ci sono Il Burundi, la Siria, il Togo, Afghanistan, Benin. La Germania è al 16° posto, mentre gli Stati Uniti sono al 13°.

Analizzando i singoli parametri, devo dire che non c’è paese dove la fiducia nel sistema e nelle istituzioni superi la metà della scala di attribuzione del relativo punteggio, con valori quasi totali di sfiducia in Bosnia, Indonesia, Bulgaria, Romania, Trinidad e Tobago, Portogallo, Lituania.

Anche la generosità è una componente piuttosto scarsa, con un minino in Grecia ed un massimo in un paese buddista, il Myanmar.

Sul tema delle libertà, si registra l’assenza in due paesi africani, Sudan e Angola, ma ci sono sorprese tra i paesi europei, con la Grecia messa peggio, stando al report, di Siria e Haiti, e l’Italia che va a braccetto con l’Egitto, in posizione di grande affanno su questo tema.

Sulla speranza di vita in buona salute sono i paesi africani, come possiamo immaginare, quelli con un’aspettativa di vita peggiore, mentre Hong Kong, Singapore e Giappone sono i paesi con il miglior punteggio. Spagna, Svizzera e Italia sono, tra i paesi europei, quelli che hanno le più alte aspettative di vita in buona salute.

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Il Paese che può contare sulla migliore rete di sostegno sociale è l’Islanda (ma gli islandesi sono così pochi che non fanno testo!), seguita dalla Nuova Zelanda, dall’Uzbekistan, dalla Danimarca e dall’Irlanda, poi la Svizzera, la Finlandia, la Spagna e la Norvegia.

Infine, il rapporto tra felicità e ricchezza. Il miglior reddito pro-capite ce l’ha il Qatar, seguito da Singapore, dal Lussemburgo, dal Kuwait e dalla Norvegia. La Norvegia ha il PIL pro-capite più alto in Europa grazie ai suoi giacimenti off-shore di petrolio e gas, mentre il Lussemburgo probabilmente gode dei proventi finanziari del suo sistema bancario. Vorrei qui sottolineare come, oltre un certo livello di reddito, il denaro non è più in grado di incidere sulla felicità percepita; nella classifica generale, il Qatar sta al 36° posto, il Lussemburgo al 20°, Singapore al 22°, il Kuwait al 41°.

World Happiness 2016

Paesi in regressione rispetto all’anno precedente. Il dato globale più preoccupante è quello della Grecia che registra il più alto valore di trend in negativo, seguita da Egitto ed Arabia Saudita. Anche Italia e Spagna hanno registrato una regressione che ritengo significativa..

Paesi in progresso rispetto all’anno precedente. I paesi più virtuosi sono risultati il Nicaragua, la Sierra Leone, l’Ecuador, la Moldova, la Lettonia, il Cile, la Slovacchia.

Tra i paesi europei zona Euro, solo la Germania ha registrato un progresso sulla percezione di felicità dei suoi abitanti!

La Danimarca, dunque, risulta essere il paese dove si vive più felicemente, seguita dalla Svizzera. L’Italia, il più bel paese del mondo, è solo al 50° posto, ma si merita molto di più, se corruzione, avidità ed egoismi verranno ridotti da una classe dirigente in grado, non solo di fare leggi per il bene comune, ma anche di dare esempi di onestà e lungimiranza.

Cinzia Malaguti

 

Fonte:

Sito World Happiness Report (inglese)

World Happiness Report su Wikipedia (inglese)

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