Genova, Palazzi dei Rolli. Genova, tardo Cinquecento. Dal porto della Superba sbarcano ambasciatori della corona spagnola, principi italiani e legati pontifici. Ad attenderli non c’è una corte reale, perché Genova è una Repubblica e non ha un re. Eppure, l’accoglienza che li aspetta supererà in sfarzo quella delle più grandi monarchie d’Europa. Il merito è di un meccanismo tanto geniale quanto teatrale: i Rolli. Il sistema dei Rolli di Genova è Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Nati da un decreto del 1576, i Rolli erano veri e propri elenchi ufficiali in cui venivano censite le dimore nobiliari più sontuose della città. Quando un ospite di Stato giungeva a Genova, alloggiava in uno di questi palazzi, scelto in base ad un’estrazione a sorte. Questi palazzi erano suddivisi in categorie, ognuna delle quali abbinava il prestigio del palazzo a quello dell’ospite. In base al rango del visitatore, si pescava nel corrispondente “bussolo” e una famiglia aristocratica veniva investita dell’onore – e dell’onere – di trasformare la propria casa nella reggia della Repubblica. Dietro le facciate apparentemente austere dei vicoli stretti, i banchieri genovesi facevano a gara per impressionare il mondo, svelando cortili monumentali, marmi preziosi e gallerie affrescate che grondavano dell’oro guadagnato sui mercati di tutta Europa.

Oggi, varcare quelle stesse soglie significa compiere un viaggio nel tempo, un’immersione nell’epoca in cui Genova dettava le regole della finanza mondiale. Se volete respirare l’atmosfera autentica di quei giorni e farvi ammaliare da tanta bellezza, la storia ha lasciato alcune porte aperte. Alcuni Palazzi dei Rolli sono residenze private, di cui – pertanto – potrai ammirare solo la facciata (anche se la vera bellezza si trova varcando la soglia!), ma altri sono diventati Musei, quindi visitabili anche all’interno. Potrai ammirare la magnificenza a cui erano arrivate le famiglie nobili del Cinquecento genovese visitando Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Doria Tursi che insieme formano i Musei Civici di Strada Nuova, Palazzo Spinola e Palazzo Reale che sono Musei di Stato.

Via Garibaldi, ex Strada Nuova, concentra le facciate monumentali della maggior parte dei Palazzi dei Rolli in un unico rettilineo. E’ su questa strada che troviamo l’ingresso a Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Doria Tursi, ma anche Palazzo Lomellino (o Palazzo Podestà), tutti visitabili. Strada Nuova fu la via su cui il Doge di Genova volle che i nobili costruissero la loro residenza affinché potessero rappresentare la magnificenza della Repubblica Marinara di Genova ed ospitare principi, re, ambasciatori e pontefici. A Genova non c’era una reggia, era una Repubblica, così il Doge stabilì che a farne le veci fossero i nobili con le loro residenze. Da qui la volontà di istituire appositi elenchi (Rolli) con le residenze nobiliari che potevano ospitare e suddivise per pregio.

genova, palazzi dei rolli
Via Garibaldi (ex Strada Nuova)
genova palazzi dei rolli

Genova, Palazzi dei Rolli. PALAZZO ROSSO: IL TRIONFO BAROCCO DEI BRIGNOLE-SALE

Costruito tra il 1671 e il 1677 dall’architetto Pietro Antonio Corradi per i fratelli Ridolfo e Gio. Francesco Brignole-Sale, il palazzo rappresenta l’apice del Barocco genovese. A differenza di altre dimore che nascondevano il lusso all’interno, Palazzo Rosso dichiara la sua magnificenza già dalla strada, grazie al colore acceso dato dal “rosso di Genova“, un pigmento naturale usato per l’intonaco.

  • La storia: Per oltre due secoli è stato la dimora di una delle famiglie più influenti della Repubblica. Nel 1874, la Duchessa di Galliera, Maria Brignole-Sale (l’ultima erede della dinastia), lo donò alla città insieme a tutti i suoi arredi e a una collezione d’arte inestimabile, trasformandolo nel primo museo pubblico di Genova.
  • I restauri recenti: Negli ultimi anni il palazzo è stato sottoposto a imponenti lavori di restauro che hanno restituito una brillantezza eccezionale agli affreschi e rinnovato completamente l’impianto di illuminazione, rendendo l’esperienza di visita ancora più immersiva.
genova palazzi dei rolli

Cosa non perdere a Palazzo Rosso

1Gli appartamenti storici e le Stagioni del De Ferrari

Il secondo piano nobile è un viaggio nell’illusione barocca. I soffitti sono stati affrescati dai più grandi maestri genovesi del Seicento, come Domenico Piola e Gregorio De Ferrari. Le sale dedicate alla Primavera e all’Autunno sono capolavori di dinamismo, con figure che sembrano letteralmente “volare” fuori dal soffitto ed entrare nella stanza.

2-Una quadreria da capogiro

La collezione d’arte è una delle più importanti d’Italia. Tra le pareti rivestite di preziosi tessuti, potrai ammirare da vicino:

  • i celebri ritratti aristocratici di Antoon van Dyck (come la Marchesa Geronima Brignole-Sale), che qui trovò i suoi committenti ideali;
  • capolavori di Guercino, Veronese, Durer e Gregorio De Ferrari;
  • il celebre San Sebastiano di Guido Reni.

3- L’appartamento “moderno” di Franco Albini

Palazzo Rosso custodisce anche un segreto per gli amanti dell’architettura del Novecento. Negli anni ’50, il celebre architetto Franco Albini fu incaricato di curare l’allestimento del museo e progettò, all’ultimo piano, l’appartamento per la direttrice dei musei Caterina Marcenaro. E’ un capolavoro di design moderno perfettamente integrato in un contesto antico, con dettagli iconici come la famosa scala elicoidale sospesa tramite tiranti in acciaio, con gradini rivestiti in feltro rosso e un corrimano in pelle.

4- Il Mirador: Genova a 360°

La visita non può dirsi completa senza salire sul Mirador, la terrazza panoramica sul tetto del palazzo. Da qui si gode di una delle viste più spettacolari e ravvicinate sui tetti d’ardesia del centro storico, sui campanili delle Chiese vicine e sul porto.

L’aneddoto storico: i Brignole-Sale erano così ricchi e legati alla Francia che molti dei pezzi d’arredamento, specchiere e consolle, che vedrai nelle sale furono acquistati direttamente a Parigi nel Settecento, portando un tocco dello stile di Versailles nel cuore di Genova.

Genova, Palazzi dei Rolli. PALAZZO BIANCO: LA GRANDE PINACOTECA DELLA SUPERBA

Palazzo Bianco nasce per stupire gli amanti della pittura. Ricostruito all’inizio del Settecento sulle fondamenta di un palazzo precedente, deve il suo nome al colore chiaro della pietra della facciata, che creava un contrasto netto con il vicino Palazzo Rosso.

La storia: alla fine dell’Ottocento, l’ultima duchessa di Galliera, Maria Brignole-Sale, donò il palazzo alla città insieme alla sua straordinaria collezione d’arte, con il preciso scopo di creare una galleria pubblica.

Cosa non perdere: è il paradiso della pittura fiamminga e italiana. Camminando tra le sue sale ti troverai faccia a faccia con capolavori assoluti:

  • l’Ecce Homo di Caravaggio, un’opera di una potenza drammatica e di un realismo che lasciano senza fiato;
  • capolavori di Peter Paul Rubens e Antoon van Dyck, i maestri fiamminghi che letteralmente si innamorarono della luce di Genova;
  • la celeberrima scultura della Maddalena Penitente di Antonio Canova, un’opera in marmo di una delicatezza quasi carnale.

Genova, Palazzi dei Rolli. PALAZZO DORIA-TURSI: MAESTOSITA’ E IL SEGRETO DI PAGANINI

Palazzo Bianco e Palazzo Doria-Tursi sono fisicamente collegati da un giardino pensile. Camminare tra le terrazze all’aperto, circondati da resti medievali e piante aromatiche, passando da un palazzo all’altro, ti farà capire davvero perché i sovrani di tutta Europa facevano a gara per farsi ospitare qui.

Se cerchi l’effetto “wow” architettonico, Palazzo Doria-Tursi è il posto giusto. È il palazzo più imponente di Strada Nuova, costruito nel Cinquecento per Niccolò Grimaldi (soprannominato il Monarca per l’immensità delle sue ricchezze) e passato poi ai Doria, Duchi di Tursi. Oggi ospita sia le sale di rappresentanza del Comune di Genova sia la continuazione della galleria d’arte di Palazzo Bianco.

L’architettura: L’impatto visivo è teatrale. Il palazzo sfrutta la pendenza della collina con un gioco di scalinate monumentali, cortili interni e logge sovrapposte che creano una straordinaria scenografia barocca. È il trionfo dell’architettura genovese dell’epoca.

Il “Cannone” di Paganini: Oltre agli arazzi e alle ceramiche storiche, Palazzo Doria-Tursi custodisce una vera e propria reliquia per gli amanti della musica: il violino prediletto di Niccolò Paganini, costruito da Guarneri del Gesù nel 1743 e ribattezzato dal musicista “il mio cannone” per la potenza del suo suono. Il violinista, genovese di nascita, lo lasciò in eredità alla sua città natale.

genova palazzi dei rolli

Mentre Via Garibaldi concentra le facciate monumentali dei Rolli in un unico rettilineo, Palazzo Spinola e Palazzo Reale si trovano in due zone diverse del centro storico, offrendo due esperienze di visita straordinarie ma profondamente differenti: l’uno è lo scrigno intatto di una dinastia patrizia, l’altro lo sfarzoso palazzo dei re d’Italia.

Genova, Palazzi dei Rolli. PALAZZO SPINOLA: LO SCRIGNO INTATTO DI UNA DINASTIA PATRIZIA

Nascosto tra i vicoli intricati della zona di Pellicceria, Palazzo Spinola è forse il luogo dove si respira meglio l’atmosfera autentica della Genova cinquecentesca. Donato allo Stato nel 1958 dagli ultimi marchesi Spinola, mantiene per espressa volontà dei donatori l’aspetto di una dimora aristocratica vissuta, con arredi, suppellettili e quadri disposti esattamente come nei secoli passati.

genova palazzi dei rolli

La storia: Costruito alla fine del Cinquecento da Francesco Grimaldi, passò attraverso diverse famiglie (tra cui i Pallavicino e i Doria) prima di diventare degli Spinola. Ogni generazione ha lasciato un segno, ma senza distruggere il passato.

Cosa non perdere:

  • La Galleria degli Specchi: progettata nel Settecento, è un gioiello rococò di stucchi, dorature e specchi che riflettono la luce dei vicoli, pensata per abbagliare gli ospiti. Le gallerie degli specchi avevano la funzione di suscitare lo stupore del visitatore. La prima ad essere realizzata fu quella della reggia di Versailles costruita alla fine del Seicento; da allora, la moda delle gallerie si diffuse nel resto dell’Europa e qui c’è un esempio egregio;
  • La quadreria e i capolavori: le pareti sono letteralmente ricoperte di quadri. Spiccano il celebre Ritratto di Giovanni Carlo Doria a cavallo di Rubens e l’emozionante Ecce Homo di Antonello da Messina;
  • Il planisfero che mostra i territori che gli europei conoscevano alla metà del Seicento; all’epoca alcuni continenti, come l’Australia e il Nord America, dovevano ancora essere esplorati;
  • Le cucine storiche: all’ultimo piano si sono conservate le cucine ottocentesche perfettamente attrezzate, un raro spaccato di vita quotidiana della servitù.
genova palazzi dei rolli

Genova, Palazzi dei Rolli. PALAZZO REALE: LA RESIDENZA DEI DOGI E POI DEI SAVOIA, RE D’TALIA

Situato in Via Balbi, Palazzo Reale è un complesso monumentale grandioso. È l’unico palazzo di Genova che ha subito una metamorfosi completa: nato come dimora patrizia della dinastia dei Balbi, divenne prima la residenza signorile della famiglia Durazzo e, infine, la residenza ufficiale dei Savoia nell’Ottocento, quando Genova fu annessa al Regno di Sardegna.

L’architettura: È un palazzo immenso, teatrale, con una struttura a ferro di cavallo che si apre verso il mare. Il monumentale scalone d’onore e le terrazze affacciate sul porto vecchio offrono una vista indimenticabile. Sorprendente è anche la estrema differenza tra la facciata di fronte al porto, regale e magnificente, e quella sulla via interna, sobria e indistinta, a voler impressionare amici e nemici che venivano dal mare.

genova palazzi dei rolli

Cosa non perdere:

  • La Galleria degli Specchi: Ispirata a quella di Versailles, è l’ambiente più celebre del palazzo. Un corridoio monumentale dove stucchi dorati, statue classiche e grandi specchi creano un gioco di luci e riflessi spettacolare. Le gallerie degli specchi avevano la funzione di suscitare lo stupore del visitatore. La prima ad essere realizzata fu quella della reggia di Versailles costruita alla fine del Seicento; da allora, la moda delle gallerie si diffuse nel resto dell’Europa e qui l’effetto scenico lascia a bocca aperta;
  • La Sala del Trono: Conserva gli arredi ottocenteschi voluti dai Savoia, un concentrato di velluti rossi e simboli regali;
  • Il Giardino Pensile: Un’oasi di pace affacciata sul porto, con un pavimento decorato a risseu (il tipico mosaico genovese di ciottoli bianchi e neri) che riproduce disegni geometrici e figure mitologiche.
genova palazzi dei rolli

La curiosità storica: C’è un netto contrasto psicologico tra i due palazzi. Palazzo Spinola rappresenta l’orgoglio del patrizio genovese, che non voleva ostentare ricchezza all’esterno (la facciata nei vicoli è sobria) ma stupiva l’ospite una volta entrato. Palazzo Reale, al contrario, nasce per mostrare il potere politico in modo esplicito, scenografico e monumentale fin dal primo impatto sulla via.

Curiosità musicale: per arrivare a Palazzo Reale, passate da Via del Campo, cantata da Fabrizio De André, uno dei “figli” artistici della città; passeggiando con calma, cercate quello che una volta era il negozio di musica di Gianni Tassio, amico del cantautore e scomparso da poco, stretto tra esercizi commerciali che non sembrano avere nulla da spartire con le atmosfere ritmate dal cantautore. Il negozio di Gianni Tassio è stato trasformato in museo e lo noterete dalle gigantografie poste sulla parete d’ingresso; qui potrete ammirare la famosa chitarra Esteve, appartenuta a Fabrizio e acquistata da Tassio per centosettanta milioni di lire, grazie ad una poderosa sottoscrizione popolare, per finanziare un ospedale in Sierra Leone che porta il nome del cantautore. Troverai centinaia di dischi suoi e a lui dedicati, una raccolta che non ha eguali in Italia. Via del Campo, come cantato da De Andrè, era una via di amori mercenari, oggi è una delle tante vie strettissime, qui si chiamano carruggi, che risalgono dal mare verso la collina e rappresentano il più grande agglomerato medievale d’Europa.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Ti potrebbe piacere: