Viaggio nel mondo dei deserti

I deserti occupano un terzo della superficie terrestre, sono territori ostili, ma ben 300 milioni di persone hanno imparato a convivere con l’asprezza di questo ambiente. Ti porto in un viaggio nel mondo dei deserti dove scoprirai come si riconosce e quanti ce ne sono, saprai qualcosa delle civiltà nate nel deserto, conoscerai il più grande deserto, quello più popolato, quello più arido, quello più antico e quello degli estremi. Ti parlerò di come si formano i miraggi e quali sono le ricchezze del deserto. Condividerai con me il fascino di un mare di sabbia dove domina il silenzio assoluto baciato da un mare di stelle.



Viaggio nel mondo dei deserti: COME SI RICONOSCE UN DESERTO E QUANTI CE NE SONO SUL NOSTRO PIANETA

Le caratteristiche ambientali che caratterizzano i deserti sono: scarse precipitazioni (inferiori ai 300 mm/anno), lunghi periodi siccitosi (da maggio fino ad ottobre, in alcuni casi), affioramento dello scheletro roccioso e quindi scarsa possibilità per alberi ed arbusti di svilupparsi. I deserti occupano 1/3 della superficie terrestre e sono presenti in tutti i continenti. I deserti non sono tutti uguali, esistono deserti di sabbia, di roccia, di ciottoli e di ghiaccio. Anche in Italia ci sono zone che, per le basse precipitazioni, le elevate temperature e la scarsità di vegetazione, possono essere definite semi-desertiche: gli altipiani interni e le dune di Piscinas in Sardegna, la penisola salentina in Puglia, le isole siciliane di Pianosa e Lampedusa.

Ciò che caratterizza inequivocabilmente i deserti veri e propri è l’aridità, non le temperature. Nei deserti caldi, come il Sahara (Africa), le temperature diurne arrivano a 50° C. e la sabbia surriscaldata può raggiungere i 90°; in tutti, di notte la temperatura precipita e l’escursione termica può raggiungere i 20°. Nei deserti freddi, come il Gobi (Mongolia), ad estati caldissime si alternato inverni gelidi con temperatura che a febbraio raggiungono i -20° C. In nessuno, però, la vita è totalmente assente; piante, animali e uomini hanno sviluppato caratteristiche uniche e sorprendenti per viverci.

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Deserto del Gobi, Mongolia

Viaggio nel mondo dei deserti: LE CIVILTA’ DEL DESERTO

Molte sono le etnie che vivono e sfidano ogni giorno il deserto, sono principalmente nomadi costretti a spostarsi per cercare acqua e cibo. Nel deserto nacquero diverse civiltà poi estinte, ma delle quali esistono ancora tracce.



Nei deserti del sud-ovest degli Stati Uniti, addossati alle Montagne Rocciose, gli Anasazi, circa nell’anno 1000 d.C., costruirono palazzi di cinque piani con centinaia di stanze collegate tra loro; quasi un milione di mattoni d’argilla e tronchi d’albero vennero trasportati fin lì dalle montagne distanti 100 km; questa civiltà fu, probabilmente, spazzata via da un’estrema siccità; a Mesa Verde, in Colorado (USA), sono visitabili le spettacolari rovine delle abitazioni rupestri degli indiani Anasazi, arroccate sulle pareti rosse dei canyon.

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Mesa Verde, Colorado, USA

In Sud America, nel deserto costiero, vissero i Moche tra il I ed il VII secolo d.C., probabilmente travolti da una serie di catastrofi naturali, tipo terremoti e inondazioni. I deserti costieri sudamericani hanno ospitato anche la più grande città precolombiana, Chan Chan, in cui abitavano i Chimù; le rovine della loro capitale sorgono ancora spettrali in un deserto privo di vita. A 450 km a sud di Lima in Perù, sempre sulla costa desertica dell’Oceano Pacifico, dove l’acqua del mare è così fredda che non riesce a formare nubi che scarichino pioggia sulla costa, nacque la civiltà dei Nazca, quando da noi c’era l’Impero Romano; questa civiltà scomparse circa 1000 anni fa, ma sul terreno arido sono ancora visibili migliaia di linee geometriche e geoglifi di notevoli estensioni e di grande valore artistico e culturale.

Linee dei Nazca

Lungo la via delle spezie e dell’incenso, si trova Petra (Giordania), favolosa capitale del regno dei Nabatei; intagliata nella roccia, Petra fu una città rifugio per i carovanieri. In epoca romana, fu in auge la oggi martoriata Palmira (Siria); a Palmira si incrociavano le carovane provenienti dal Mar Arabico e quelle del lontano Oriente.

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Petra, Giordania

Gli Antichi Egizi costruirono la loro civiltà intorno ad un mare di sabbia, grazie alla generosità del fiume Nilo; quel mare di sabbia li ha protetti dalle invasioni dei nemici ed ha conservato, sotto la sabbia, i loro monumenti e molti dei loro corpi; dal processo naturale di essiccazione, gli Antichi Egizi impararono la tecnica della mummificazione.

Egitto, piramidi

La prima città moderna ad essere stata costruita nel deserto è Las Vegas negli Stati Uniti. Nel 1829, una piccola carovana diretta a Los Angeles si imbatté in un’oasi; la chiamarono Las Vegas; l’oasi divenne un piccolo villaggio che si ingrandì fino a diventare una vera e propria città agli inizi del Novecento. Oggi, nei deserti del nostro pianeta vivono 300 milioni di persone.

Las Vegas

Viaggio nel mondo dei deserti: IL DESERTO PIU’ GRANDE

E’ il Sahara il deserto più grande del pianeta, si trova in Africa ed attraversa ben 10 nazioni, da ovest ad est, a nord dell’Equatore. Il Sahara è caratterizzato da distese piatte di sabbia ed alte dune che possono arrivare anche fino a 100 metri. Il Sahara è attraversato in lungo e in largo da carovane che trasportano merci e persone. I Tuareg sono i nomadi del deserto del Sahara più conosciuti.



Il deserto del Sahara è abitato da 2,5 milioni di persone, nomadi per lo più, tutti con un problema primario: trovare acqua. Nel nord del Sahara sono stati scavati pozzi nel deserto perché sotto il manto di sabbia scorre acqua, un fiume sotterraneo che, nel corso di milioni di anni, è stato imprigionato nella roccia di montagne demolite da calamità naturali e poi coperte dai granelli di quarzo, la sabbia. In antichità, infatti, il territorio dove si trova il Sahara era verde, una sorta di eden preistorico, ricco di piante ed animali come elefanti, cervi, giraffe, mandrie; ne sono testimonianza i grafiti sulle rocce rinvenuti in Algeria.

Il colore della sabbia delle dune rivela l’anzianità delle stesse; i granelli di quarzo, con lo scorrere del tempo, si ossidano e diventano più rossicci, cosicché più la sabbia è rossiccia più è antica, più è gialla più è giovane nell’età geologica. La sabbia è protagonista di un evento atmosferico che crea molti problemi agli abitanti del deserto: la tempesta di sabbia. In Mali, le piogge tanto attese si trasformano spesso in violentissimi temporali, anticipati da tempeste di sabbia; granelli di sabbia entrano dappertutto, occorre ripararsi e proteggersi naso e bocca perché anche respirare potrebbe diventare un problema.

L’arrivo delle piogge viene festeggiato da tutte le etnie del deserto, ma in particolare dai Woodabe. Questa popolazione del Niger, dà vita ad uno dei raduni più straordinari; durante la festa pensano solo alla fertilità e alla bellezza, gli uomini si truccano e ballano per essere scelti dalle donne, per una notte di passione; partecipano anche uomini e donne sposati.

Carovana nel deserto del Sahara

Viaggio nel mondo dei deserti: IL DESERTO PIU’ POPOLATO

E’ il Thar il deserto più popolato del pianeta e si trova tra India e Pakistan. Nel deserto del Thar, la temperatura supera i 50° C. ed ogni anno cadono meno di 5 cm di pioggia, ma pullula di vita; si contano 80 abitanti per km2 (nel Sahara sono 7/km2) e si estende per 200.000 km2, nell’estremità nord occidentale dell’India. Gli uomini vivono qui sin dall’età della pietra, ma il territorio è un’immensa distesa spoglia.

Deserto Thar, India

I dromedari sono fondamentali per vivere nel deserto del Thar perché riescono a sopportare l’immenso calore e la mancanza d’acqua che ucciderebbero altre creature. Gli abitanti del deserto del Thar sono per il 90% induisti; essi credono che uomini ed animali appartengano ad un’unica famiglia, quindi devono essere trattati con rispetto e gentilezza, anche i topi, per i quali c’è pure un tempio.



Il monsone è una manna per gli abitanti del deserto del Thar ed è un’occasione per fare festa con tatuaggi d’appartenenza o portafortuna, canti e danze.

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Deserto del Thar, India

Viaggio nel mondo dei deserti: IL DESERTO DEGLI ESTREMI

E’ il Gobi il deserto degli estremi. Si trova in Mongolia, molto a nord dell’Equatore ed ha estati caldissime che si alternano a gelidi inverni artici, ecco perché è il deserto degli estremi. Il Gobi è considerato un deserto freddo, a febbraio qui si raggiungono temperature di 20° sotto lo zero ed i pochi pozzi disponibili sono coperti di ghiaccio. Nella stagione invernale, nel deserto del Gobi arriva la neve, ma non cade qui, arriva sospinta dal vento da oltre 3000 km di distanza, dalla Siberia; il forte vento fa sì che questa neve sia sfuggevole, cosicché i nomadi la inseguono sui rari monti dove si attarda, anche se devono affrontare i lupi che vi dimorano ed attaccano le loro pecore.

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Deserto del Gobi, Mongolia

Il deserto del Gobi è uno dei giacimenti fossili di dinosauri più ricchi del mondo. In questa parte del pianeta, il mare si è ritirato dopo 230 milioni di anni; alla fine del Triassico, la regione si è sopraelevata lentamente evitando le erosioni dei grandi fiumi; queste condizioni spiegano la presenza eccezionale di enormi bacini sedimentari ricchi di fossili in ottimo stato di conservazione; dalle pieghe geologiche del Cretaceo affiorano i resti fossili degli antichi abitanti: i dinosauri. 80 milioni di anni fa, qui vivevano i dinosauri, poi 50 milioni di anni fa, l’India si scontrò con l’Asia, dando origine alla catena Himalayana e creando un’area tra le più aride e polverose della Terra, costituita da due deserti: Gobi e Taklamakan. Intorno c’è la steppa, attraverso la quale passavano le carovane della via della seta; le carovane erano costrette a passare anche dal deserto che ne conserva traccia nei resti di caravanserragli e monasteri.

Deserto del Gobi

Viaggio nel mondo dei deserti: IL DESERTO PIU’ ANTICO

E’ il deserto del Namib quello più antico. 55 milioni di anni fa si potevano, probabilmente, già vedere i bellissimi paesaggi attuali. Il deserto del Namib si trova a sud dell’Equatore, in Africa ed occupa la parte costiera della Namibia occidentale, affacciata sull’Oceano Atlantico. E’ formato da grandi dune mobili ed il gran numero di piante ed animali endemici sono esempi importanti a livello globale di evoluzione e resilienza della vita in ambienti estremi.

Tra le piante endemiche del deserto del Namib che hanno saputo così sorprendentemente adattarsi e sopravvivere, c’è la Velvicia Mirabilis, una pianta che vive qui da 2000 anni. La Velvicia produce foglie lunghissime, a forma di nastro, che possono arrivare a decine di metri di lunghezza.

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Deserto del Namib

Viaggio nel mondo dei deserti: IL DESERTO PIU’ ARIDO

E’ l’Atacama, in Cile, il deserto più arido. Pensate che il deserto Atacama confina con l’Oceano Pacifico, ma il mare è così freddo che non riesce a formare nuvole che possano portare pioggia sulla fascia costiera, si forma invece nebbia di rugiada che viene raccolta abilmente dalle piante che si sono adattate, come i cactus, e che sono riserve d’acqua per gli animali. Gli uomini che vivono in questo territorio hanno imparato da queste piante, cosicché hanno installato delle reti per catturare le gocce di rugiada che vengono poi incanalate in appositi serbatoi.

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Deserto costiero sudamericano

Viaggio nel mondo dei deserti: IL DESERTO PIU’ FREDDO

E’ l’Antartide il deserto più freddo, ma è anche il più ventoso ed il più secco. Antartide è considerato un deserto perché non piove mai; la media delle temperature è di -50°, ma si può arrivare anche a -70°; le tempeste di neve ghiacciata durano giorni. Le uniche presenze umane sono quelle nelle stazioni di studio e ricerca.

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Antartide

Viaggio nel mondo dei deserti: I MIRAGGI

Orientarsi nel deserto è una difficile impresa perché mancano punti di riferimento, gli unici sono i profili dei rilievi ed il susseguirsi del mare di dune, ma sono rarissime e nel Sahara coprono solo il 10%. Il calore del deserto, inoltre, produce illusioni ottiche, come i miraggi. Il fenomeno è prodotto dal passaggio dell’aria da uno strato più caldo e rarefatto, quello vicino al suolo, ad uno sovrastante meno caldo; i raggi di luce vengono riflessi come da uno specchio e può così succedere di vedere l’immagine del cielo azzurro riflessa sulla sabbia del deserto, come se in quei punti si trovasse un lago; può anche succedere che uno strato di aria calda sia sovrapposto, al contrario, ad uno di aria fredda, in questo caso l’immagine si riflette verso l’alto creando profili complessi magicamente galleggianti nell’aria.

Deserto del Sahara

Viaggio nel mondo dei deserti: LE RICCHEZZE DEL DESERTO

Il deserto è una coperta di sabbia che nasconde molte ricchezze: oro, rame, diamanti, ferro, sale, petrolio. Possiamo parlare del sale come dell’oro bianco del deserto; il sale è stata la prima ricchezza degli abitanti del deserto. In Bolivia c’è la salina naturale più grande del mondo, è la Salar de Uyuni; ha una superficie di ca 10.000 km2, lunga 140 km e larga 110 km, si trova ad un’altitudine di 3661 m ed è il risultato della progressiva evaporazione di un grande lago salato. Il deserto del Namib è, invece, un luogo ricco di diamanti, tant’è che, agli inizi del Novecento, i cercatori di diamanti costruirono il villaggio Kolmaskop, nel sud della Namibia, oggi abbandonato e spettrale.

Salar de Uyuni, Bolivia
Villaggio fantasma Kolmaskop, Namibia

L‘oro nero del deserto è il petrolio. Nel deserto che circonda il Golfo Persico si concentra il 65% della riserva mondiale di petrolio. Il petrolio nel deserto iraniano, già ai tempi di Marco Polo, si trovava in superficie, zampillava e veniva usato per alimentare lampade o fabbricare bitume. L‘industria petrolifera, però, nacque negli Stati Uniti, in Pennsylvania, nel 1859, su un piccolo giacimento. Nel corso del ‘900, la ricerca dei pozzi da sfruttare si allargò in tutto il mondo. La fonte principale di energia rimase, però, a lungo il carbone; soltanto a partire dagli anni ’50 del ‘900 il petrolio cominciò a soppiantare il carbone. Oggi il fabbisogno di energia è coperto per il 90% dal petrolio e sono i deserti i luoghi dove si trovano i giacimenti più grandi.

Estrazione del petrolio

Viaggio nel mondo dei deserti: LA DESERTIFICAZIONE

La desertificazione è la distruzione di un ecosistema che prima era in equilibrio. Le cause sono, per lo più, culturali e portano ad un degrado del territorio; tali cause sono: urbanizzazione senza regole, cementificazione, erosione idrica, abbandono delle zone montane, agricoltura intensiva, consumo energetico non sostenibile. In Italia il 27% del territorio è ad alto rischio di desertificazione.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal documentario di Alberto Angelo Ulisse: il piacere della scoperta, 2016, Rai Play