Viaggio tra i segreti del fuoco

Viaggio tra i segreti del fuoco. Il fuoco distrugge, ma senza di esso non saremmo qui. Il fuoco è pericoloso, ma è anche uno strumento di creazione. Ti porto in un viaggio tra i segreti del fuoco dove ti parlerò di come e quando il fuoco è diventato un nostro potente alleato, ma anche dei rischi potenziali del fuoco; ti parlerò di come e quando il fuoco ha cambiato le nostre città, ma anche dell’aspetto simbolico legato al fuoco e che ha permeato riti e religioni. Non dobbiamo poi dimenticare che la vita, così come la conosciamo, non sarebbe possibile senza il fuoco del Sole.



Viaggio tra i segreti del fuoco: COME E QUANDO E’ DIVENTATO UN NOSTRO ALLEATO

Quando abbiamo imparato ad utilizzare il fuoco e quali furono i primi usi. Difficile dire esattamente quando l’uomo abbia imparato ad utilizzare il fuoco, probabilmente, centinaia di migliaia di anni fa e, probabilmente, il primo signore del fuoco fu l’Homo Erectus. Dalle prime scintille ai primi cibi cotti il passo fu breve, ma decisivo. Con la scoperta del fuoco, i nostri antenati preistorici impararono che la cottura della carne richiedeva meno tempo nella masticazione, il cibo era più digeribile e si ammalavano di meno; all’inizio la carne veniva fatta arrostire sul fuoco. 15.000 anni prima di Cristo, in Mesopotamia e India, si passò ad una fiorente attività di produzione di vasellame, utilizzato per conservare i cibi o per cucinare; fu un’innovazione che permise di preparare cibi stufati e non più solo arrostiti, cosa che rese possibile utilizzare alimenti che avevano bisogno di lunghi tempi di cottura, permettendo di variare l’alimentazione. Già 25.000 anni prima di Cristo, i nostri antenati avevano imparato a produrre piccoli oggetti di terracotta, come figurine umane, che si ottenevano mischiando acqua e argilla, poi cuocendoli in forni rudimentali; 10.000 anni dopo, si passò al vasellame.

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Vasellame antico in terracotta

La lavorazione dei metalli. Intorno al 9000 a.C., in Mesopotamia, si iniziarono a lavorare i metalli, dapprima il rame, molto malleabile e possibile da modellare anche a freddo, poi – circa 4 millenni dopo – il bronzo, una lega ottenuta fondendo insieme rame, stagno e altri metalli. Più o meno nella stessa epoca, comparirono anche i primi oggetti di vetro, ottenuti da sabbia scaldata fino alla sua temperatura di fusione di circa 1500° C.. Man mano che gli esseri umani impararono ad usare il fuoco per raggiungere temperature sempre più alte, si dischiudevano nuove possibilità di costruire oggetti sempre più raffinati e …sempre più letali. La popolazione degli Ittiti visse per circa 500 anni, a partire dal 1800 a.C. nella regione dell’Anatolia, in Turchia; era uno stato insignificante rispetto al territorio degli Assiri, dei Babilonesi e degli Egizi, tuttavia, gli Ittiti utilizzavano un metallo innovativo che nessun altro aveva: il ferro temperato; con questo materiale costruirono armi all’epoca potentissime, grazie alle quali riuscirono a fronteggiare persino l’esercito egiziano guidato dal faraone Ramesse II. Il ferro fu un elemento decisivo anche della potenza romana; il gladio, in dotazione ai legionari dell’esercito romano, era un’arma in ferro forgiato che consentiva sia di trafiggere il nemico che di colpirlo di taglio con entrambi i lati della spada. Dopo i Romani, la fabbricazione del ferro continuò a rivestire un ruolo centrale ancora per moltissimi secoli; furono di ferro le armature lucenti dei cavalieri medievali, poi i cannoni e le armi da fuoco.

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Cavalieri medievali



La rivoluzione industriale e la macchina a vapore. Nel XVIII secolo, in Inghilterra esplose la rivoluzione industriale che diede inizio all’era moderna e, anche quella volta, il fuoco fu al centro del cambiamento. E’ il fuoco che alimenta il motore a vapore progettato nel 1712; nel corso del secolo successivo, il motore a vapore venne perfezionato fino a diventare la vera forza che guidò la rivoluzione industriale. Il motore a vapore rese possibile produrre energia ovunque e in quantità impensabili, venne usato nelle attività minerarie, per pompare acqua, per muovere i primi telai meccanici della fiorente industria tessile e in altre innovative lavorazioni. Nel 1814, un ingegnere britannico progettò la prima locomotiva a vapore e, pochi decenni dopo, i treni attraversavano veloci il nuovo mondo industrializzato, trasportando ovunque merci e persone.

Locomotiva a vapore

Gli utilizzi del fuoco nell’era moderna. I centri siderurgici sono i luoghi dove è possibile vedere il fuoco costruttore nella sua versione più spettacolare. Il ferro minerale viene prima trasformato in ghisa, poi in acciaio; la ghisa fusa negli altoforni viene convertita in acciaio, eliminando parte del carbonio che conteneva; l’acciaio fuso a 1600° è poi indirizzato a un laminatoio che lo trasforma in lamine o tubi. Il cuore delle acciaierie sono gli altoforni, colossali forni che possono arrivare a 100 metri di altezza ed averne oltre 10 di diametro; al loro interno si raggiungono anche 1800° di temperatura. Oggi, come migliaia di anni fa, il segreto per produrre il vetro è far fondere composti di silicio ad oltre 1500° C.. Anche la produzione del cemento ha bisogno del fuoco, si ottiene riscaldando a circa 1500° C., in uno speciale forno, un materiale costituito da rocce, calcari o argille. Il riscaldamento negli edifici avviene per combustione del metano, così come i trasporti utilizzano i combustibili fossili.

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Industria siderurgica

Viaggio tra i segreti del fuoco: I RISCHI POTENZIALI

Il pericolo più grande che il fuoco può determinare è quello legato agli incendi. Le condizioni ideali perché possa svilupparsi un incendio di grandi dimensioni sono terreno arido, temperature elevate e vento forte; ne sanno qualcosa in California ed Australia dove, in estate, sono frequenti.

Anche all’interno delle nostre abitazioni, però, si nascondono pericoli. Frigorifero: per raffreddare l’interno, il frigorifero produce calore all’esterno, pertanto è importante la circolazione dell’aria nella parte posteriore; se un un frigo non è previsto da incasso, ma viene messo in una nicchia, si surriscalda. Candele: sono un pericolo se messe troppo vicine, o in posizione instabile, o vicine a carte o altro materiale facilmente infiammabile. Prese multiple: hanno una portata massima, indicata sulle stesse, quindi non bisogna esagerare con gli elettrodomestici che vi attacchiamo, se si va oltre la potenza supportata, si surriscalda, fa fiamme e brucia ciò che gli sta intorno. Ferro a vapore: il caricamento ad acqua va fatto a freddo e scollegato dalla rete elettrica. Spine elettriche: mai tirarle perché possono sfilettarsi e provocare scintille. Forno microonde: mai introdurre oggetti di metallo perché le onde elettromagnetiche causano correnti elettriche all’interno del metallo che possono generare scariche pericolose. Fritture: l’olio prende fuoco a 250° di temperatura, se dovesse succedere per una qualche distrazione, non gettate acqua sulla pentola, soffocarlo con un coperchio sovrastante. Quando acquistiamo elettrodomestici controlliamo che abbiamo il marchio di sicurezza IMQ, oltre alla marcatura CE.

Ferro da stiro a vapore

I rischi potenziali di incendi sono presenti nei luoghi chiusi con concentrazione di molte persone, tipo metropolitane o cinema; per evitare incendi, vengono applicate norme rigorose di sicurezza e controlli più sistematici su impianti e tessuti utilizzati nei luoghi pubblici. Normative resesi necessarie dopo alcuni incidenti clamorosi. A Torino (1983), il Cinema Statuto prese fuoco a causa di un corto circuito in una intercapedine, morirono 64 persone, quasi tutte per i gas tossici sprigionati dai tessuti di rivestimento. A Todi (1982), un incendio alla fiera dell’antiquariato provocò 39 vittime. A Roma, un incendio in una discoteca collocata in un seminterrato privo di aerazione naturale e con impianti elettrici non a norma, produsse una nuvola tossica di fumo, morirono 4 persone. Le caratteristiche dei materiali utilizzati fanno la differenza nel rendere un ambiente più o meno sicuro.



Viaggio tra i segreti del fuoco: COME E QUANDO HA CAMBIATO LE NOSTRE CITTA’

Gli incendi hanno prodotto terrificanti distruzioni nel corso dei secoli che rasero al suolo città come Tokio (1923), Lisbona (1755), Londra (1666), Chicago (1871), Mosca (1812), tanto per citare incendi tra i più devastanti. Oggi le nostre città sono più protette dagli incendi, sia a livello urbanistico, con strade più ampie e l’uso di mattoni anziché legno, sia a livello di prevenzione con squadre addestrate di Vigili del Fuoco, pronte ad intervenire con efficienza ed efficacia.

Una delle grandi conquiste dell’epoca moderna sono città più sicure. Il rinnovamento delle città esplode nell’Ottocento con una città simbolo: Parigi. Parigi, fino alla metà dell’Ottocento, aveva una struttura urbanistica medievale con strade strette, case addossate le une alle altre ed un ampio utilizzo del legno; nel 1848, Napoleone III decise di cambiare radicalmente il volto della città; l’architetto incaricato pianificò la distruzione di interi quartieri e concepì una nuova città caratterizzata da grandi viali e palazzi ariosi e moderni che possiamo ancora ammirare; ciò produsse una diminuzione evidente del rischio incendi.

A Londra, invece, a partire dall’Ottocento, la popolazione si spostò, in buona parte, nelle zone periferiche, mentre il centro venne concepito per far posto ad uffici e centri d’affari; i bombardamenti della seconda guerra portarono distruzione e venne ricostruita buona parte della città.

Diverso il destino delle città italiane, meno facilmente vittime di incendi perché da noi, fin da tempi antichissimi, il materiale edilizio più usato non fu il legno, ma i mattoni o la pietra; questa abitudine è nata perché in Italia mancavano le grandi foreste del nord ed ha portato allo sviluppo di tecniche costruttive per le case di abitazione che, ancora oggi, sono più raffinate di quelle in uso nel nord Europa. Il punto debole erano i tetti fatti di legno dai quali si propagavano eventuali incendi.

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Vigili del Fuoco al lavoro

Viaggio tra i segreti del fuoco: RITI E RELIGIONI

Riti, magie, leggende hanno fatto del fuoco un vero protagonista, un agente di purificazione e rigenerazione. Il fuoco era anello di congiunzione tra Cielo e Terra già nella mitologia greca; è Prometeo, un titano amico degli umani, a rubare il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Il simbolismo del fuoco si esprime anche attraverso cerimoniali legati alla Terra. Nell’Antica Roma, il fuoco simboleggiava l’anima di Roma, basti pensare al fuoco sacro che le Vestali dovevano sempre tenere acceso in onore della dea Vesta; scelte tra le famiglie più nobili di Roma, le Vestali venivano sepolte vive, qualora il fuoco si fosse spento o se avessero infranto il voto di castità. Nella tradizione hawaiana, la dea del fuoco e della distruzione, Pele, nella sua dimora del vulcano Kilauea, aspetta le vittime offerte in sacrificio e anche i suoi tanti amori, pare che sia una focosa amante.

Tanti i simbolismi legati al fuoco anche nell’Antico e Nuovo Testamento, dove il fuoco può essere la manifestazione di Dio, ma anche strumento delle sue punizioni; avvolto in una fiamma di fuoco, Dio si rivela a Mosè in un roveto e sotto le sembianze di una colonna di fumo guiderà il suo popolo verso la Terra Promessa. Molto tempo fa in India, si svolgeva il rito del Sati con il quale le vedove, dopo la morte dei mariti, si immolavano sulle pire funebri dei consorti, per dimostrare la totale dedizione ai loro uomini e schivare un futuro di solitudine; quando gli inglesi conquistarono l’India, ne furono inorriditi e vietarono questo rito. Ancora oggi il fuoco è una presenza importante in molte religioni, basta pensare alle candele accese durante le cerimonie o ai roghi in onore di santi e patroni, soprattutto nei paesi nordici.

Di roghi è infestato il Medioevo, quando gli oppositori e gli eretici venivano arsi sotto le fiamme del fuoco. Agli inizi del XIV secolo, Filippo IV (chiamato il Bello) regnava in Francia, in duro conflitto con l’Inghilterra, ed aveva bisogno di continui finanziamenti; dopo essersi impossessato dei beni degli ebrei e del mercanti lombardi, prese di mira i Templari, divenuti ricchi con le crociate e che a Parigi avevano il loro quartier generale; a loro chiese un prestito che non era intenzionato a restituire; i Templari erano troppo potenti e su di loro si addensavano sospetti di eresia, così Filippo colse la palla al balzo per liberarsene, accreditando anche un suo ruolo come baluardo dell’ortodossia cattolica. Fu così che il 13 ottobre 1307, centinaia di Templari vennero arrestati, torturati dall’Inquisizione e molti bruciati sul rogo; a marzo del 1314, stessa sorte toccò all’ultimo gran maestro dell’ordine, Jacques de Molay. Nel Medioevo, la condanna al rogo fu uno strumento potente nelle mani di chi esercitava il potere. Nel 1431, il rogo consacrò la leggendaria figura di Giovanna d’Arco. Nel 1600 morì sul rogo Giordano Bruno, divenuto simbolo della lotta tra la ragione e l’oscurantismo. I roghi degli eretici si estinsero dopo un secolo dalla morte di Giordano Bruno, sotto la spinta dell’Illuminismo e la riscoperta della Razionalità.

Fuoco

Viaggio tra i segreti del fuoco: IL FUOCO FONTE DI VITA

La vita così come la conosciamo non sarebbe possibile senza il fuoco del Sole. Il Sole è una palla di fuoco generata dalla fusione nucleare al suo interno che ci fornisce energia attraverso luce e calore. Senza la luce ed il calore generati dal Sole, noi non saremmo qui.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal documentario di Alberto Angelo Ulisse: il piacere della scoperta, 2016, Rai Play