Viaggio alle origini della umanità

Il nostro viaggio alle origini della umanità comincia 100.000 anni fa, quando sulla Terra vivevano ben 5 specie umane, tra le quali gli Homo Sapiens, dai quali deriviamo, che vivevano in Africa. 45.000 anni fa, i Sapiens arrivarono in Europa, ma dovettero competere per le risorse con i Neanderthal. Nell’arco di 5.000 anni, i Sapiens ebbero la meglio, ma rischiarono l’estinzione ben prima dei Neanderthal. Recenti ricerche genetiche, poi, ci dicono che qualcosa dei Neanderthal vive ancora in noi. Scopriamo insieme l’avvincente storia delle nostre origini.



Viaggio alle origini della umanità. GLI UOMINI PRIMITIVI

100.000 anni fa, sulla Terra vivevano almeno 5 specie umane diverse. I Neanderthal erano concentrati in Europa, i Sapiens in Africa, l’Asia orientale era il territorio di Homo Erectus (la specie umana più arcaica), mentre in Indonesia viveva l’Homo Floresiensis (mai diffusi al di fuori della loro isola Flores); dell’Homo di Denisova, infine, si sa poco, perché furono ritrovati scarsi resti in Siberia. I Neanderthal e i Sapiens si incontrarono per la prima volta in Medio Oriente, poi in Europa. I Sapiens, provenienti dall’Africa, dovettero migrare verso nord a causa della siccità.



Viaggio alle origini della umanità. HOMO NEANDERTHALENSIS: chi, dove, come, quando, perché

La storia dei Neanderthal inizia circa 300.000 anni fa, in un’epoca di grandi cambiamenti climatici. L’era glaciale forgiò questa una nuova specie umana per adattamenti evolutivi progressivi; la loro carnagione era più chiara per migliorare l’assorbimento della luce solare, i capelli erano lisci e più spessi per proteggerli meglio dal freddo; la loro corporatura era possente, tarchiata e molto muscolosa per disperdere meno calore corporeo e muoversi meglio su terreno impervio.

I Neanderthal si diffusero in tutta Europa, in Medio Oriente e in Siberia; la loro sopravvivenza dipendeva dalla caccia, usavano lunghe lance che infliggevo alle loro prede in un attacco corpo a corpo; la pelle degli animali veniva utilizzata per fabbricare vestiti.

I reperti archeologici rinvenuti in grotte nel promontorio di Gibilterra, nella grotta Guattari sul Monte Circeo, in quella di Saccopastore vicino a Roma, nella grotta di Altamura, nella grotta di Fumani sui Monti Lessini, ci forniscono molte informazioni sulla conformazione fisica e sulle abitudini di questi uomini primitivi. I crani rinvenuti ci raccontano che i Neanderthal avevano una fronte sfuggente con arcate sopraccigliari prominenti, una cavità nasale molto grande, una forma cranica più larga in orizzontale ed una forma allungata sul retro. I Neanderthal erano bassi e larghi, tarchiati, molto muscolosi, il loro fabbisogno calorico giornaliero doveva essere notevole e, sorprendentemente, dovevano avere un cervello più grande del nostro del 10% che, tuttavia, avevano affinato solo per sviluppare abilità contingenti al loro ambiente di vita: attività di caccia e vita di gruppo; vivevano in grotte e si cibavano degli animali cacciati davanti ai falò. I resti di manufatti e le incisioni rupestri, rinvenute nelle grotte, rivelano già la presenza di forme primitive di creatività e pensiero astratto. La loro potenza muscolare era tale da far pensare ad un popolo piuttosto aggressivo; le analisi sul ritrovamento di 140 ossa frammentate nella grotta di El Sidron, in Spagna, hanno rivelano una provenienza neanderthaliana risalente a 49.000 anni fa, dovuta – forse – ad episodi di cannibalismo da parte di altri Neanderthal.

L’incontro di Homo Neanderthalensis con Homo Sapiens avvenne 45.000 anni fa. I Neanderthal erano dominatori incontrastati in Europa, ma con l’arrivo dei Sapiens il loro mondo cambiò per sempre.

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Neanderthals

Viaggio alle origini della umanità. HOMO SAPIENS: chi, dove, come, quando, perché

Gli Homo Sapiens, cioè i nostri lontani antenati, provenivano dall’Africa e dovettero lottare duramente per sopravvivere. I primi Homo Sapiens sono datati 200.000 anni fa. Dopo molte centinaia di anni di vita tranquilla e prospera dei Sapiens nelle terre a sud del Sahara, su tutto il pianeta tornò il tempo del ghiaccio. La glaciazione produsse effetti drammatici anche in Africa, il continente fu stretto dalla siccità ed i Sapiens dovettero migrare alla ricerca di cibo ed acqua. Molti morirono ed i Sapiens furono sull’orlo dell’estinzione. Pochi riuscirono ad andare avanti cercando un posto dove la vita potesse continuare e lo trovarono quando arrivarono sulla costa. Il mare fu la salvezza perché da esso ottennero risorse e cibo in maniera stabile.

La migrazione dei Sapiens andò verso sud e verso nord. La migrazione verso sud trova testimonianze nella grotta di Blombos, in Sudafrica; sul mare sono stati rinvenuti reperti risalenti a circa 90.000 anni fa, quando l’umanità era ad un passo dall’estinzione. Grazie ai reperti rinvenuti nell’insediamento preistorico sudafricano si è scoperto che, già a quel tempo, i nostri antenati usavano il calore per forgiare le lame, cominciavano ad accostare un simbolo ad un significato, lavoravano una grande quantità di ocra per dipingersi il volto o decorare, tutti chiari indizi della già presente capacità creativa e di immaginazione, tipica dello sviluppo del cervello.



La migrazione dei Sapiens andò anche verso nord, anzi soprattutto verso nord. A nord, però, c’era il deserto del Sahara che attraversava il continente da est ad ovest, costituendo di fatto un’impenetrabile barriera di sabbia; oggi è popolato dai Tuareg e da altri popoli nomadi, ma i nostri antenati non avevano a disposizione dromedari, superarono dune solo camminando, molti morirono. Ad un certo punto, però, i cambiamenti climatici portarono le piogge monsoniche, provenienti dall’Oceano Indiano, a spostarsi molto più a nord. Il Sahara ebbe molte precipitazioni ed in certe zone si crearono dei veri e propri corridoi di fertili pianure ricche di fonti d’acqua. Il Nilo fu uno di questi corridoi e, seguendone il corso, i Sapiens sopravvissuti raggiunsero il Mediterraneo; da qui, alcuni proseguirono verso est e raggiunsero il Medio Oriente, mentre altri andarono verso ovest e raggiunsero l’Europa, 45.000 anni fa, sempre costeggiando.

Gli scienziati sono concordi sul fatto che l’evoluzione delle capacità intellettive dei Sapiens, ossia delle nostre, è avvenuta quando gli uomini sono entrati in contatto con il mare. L’alimentazione con i frutti del mare, contenenti acidi grassi a catena lunga che migliorano le connessioni cerebrali, favorì lo sviluppo dell’efficienza del cervello. E’ probabile, tuttavia, che il fattore chiave dell’evoluzione del nostro cervello sia stato lo stimolo di un ambiente ostile che diede il via allo sviluppo della nostra capacità di adattamento e delle nostre abilità, anche se a costo di un consumo energetico molto grande da parte del cervello (il cervello rappresenta il 2% dell’organismo, ma consuma a riposo ben il 20% di energia).

In Medio Oriente avvenne il primo contatto con i Neanderthal che già abitavano quel territorio. Gli studi hanno rilevato che gli spostamenti verso est si interruppero per diverse migliaia di anni, tra i 100.000 e i 60.000 anni fa, poi ripresero e 50.000 anni fa. In quell’interruzione ci potrebbe essere un significato di cui ancora oggi portiamo l’eredità; 40.000 anni di convivenza pacifica e probabili incroci genetici.

Le migrazioni verso l’Europa non furono facili perché il clima era terribilmente freddo per gente che proveniva dall’Africa, anche se ci fu un progressivo adattamento alle condizioni ambientali durante le lunghe migrazioni. In Europa, i Sapiens incontrarono i Neanderthal europei, uomini massicci e muscolosi, abituati al clima gelido, piuttosto aggressivi e con i quali entrarono in competizione per l’utilizzo delle risorse alimentari.



Viaggio alle origini della umanità. L’INCONTRO TRA NEANDERTHAL E SAPIENS

I Neanderthal hanno vissuto e prosperato in Europa per centinaia di migliaia di anni, fino al giorno in cui una specie aliena invase il loro territorio di caccia. I Sapiens, dopo aver attraversato il deserto ed essere usciti dall’Africa, colonizzarono prima il Medio Oriente, da cui alcuni gruppi si spostarono verso Oriente e le steppe dell’Asia Centrale, altri invece si mossero verso ovest ed arrivano in Europa circa 45.000 anni fa.

I Sapiens entrarono nei territori dei Neanderthal, portando armi da lancio, tipo giavellotti, con cui cacciavano; diversi nell’aspetto, avevano sviluppato la capacità di muoversi velocemente sulle lunghe distanze, alti e snelli, a differenza dei Neanderthal, tarchiati e massicci. Anche i Sapiens erano cacciatori e presto entrarono in conflitto con i Neanderthal con i quali contendevano le risorse alimentari del territorio.

Sapiens e Neanderthal si sono combattuti e hanno convissuto per parecchie migliaia di anni, poi la presenza dei Neanderthal si affievolì fino a scomparire.

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Uomo preistorico

Viaggio alle origini della umanità. ESTINZIONE DEI NEANDERTHAL: cosa sopravvive

La scomparsa dei Neanderthal è datata circa 40.000 anni fa per una serie di concause, in un processo lento e progressivo, durato circa 5.000 anni. La principale causa della scomparsa dei Neanderthal è stata probabilmente la competizione con i Sapiens, ma non per scontri diretti, bensì per il fatto che i Sapiens divennero cacciatori migliori, capaci di immaginare ed elaborare strategie, grazie ad un cervello più efficiente.

Un’altra ipotesi lega l’estinzione dei Neanderthal a fattori ambientali e sociali. I Neanderthal vivevano in aree più circoscritte e più vulnerabili alle esplosioni vulcaniche. 40.000 anni fa, una tribù residuale viveva nei Campi Flegrei, vicino ad un vulcano che ebbe un’esplosione disastrosa, la più potente eruzione degli ultimi 200.000 anni; il centro-sud Italia era uno degli ultimi territori in cui i Neanderthal ancora sopravvivevano; quell’eruzione sparse cenere e colate piroclastiche da 2 a 4 giorni che bloccarono l’ossigeno ed oscurarono il sole; fu il colpo di grazia per gli ultimi Neanderthal.

I Neanderthal, tuttavia, non sono completamente scomparsi, una parte della loro eredità genetica continua a vivere nel nostro DNA. Nel 2010, alcuni ricercatori dell’Università di Washington mapparono il genoma sui resti ossei di un Neanderthal e lo confrontarono con quello dell’uomo moderno; il risultato fu sorprendente: ogni popolazione non africana ha qualcosa del Neanderthal, più precisamente circa il 3% del suo genoma, ereditato da un incrocio tra Sapiens e Neanderthal, non da un antenato comune; questo incrocio potrebbe essere iniziato proprio in quel periodo di vita in Medio Oriente, durante il quale i Sapiens interruppero per alcune migliaia di anni le loro migrazioni, per poi proseguirle in Europa e in Oriente. Gli unici Sapiens che non ebbero mai contatti con i Neanderthal furono quelli che vivevano a sud del Sahara, tutto il resto del mondo presenta tracce genetiche di incrocio con i Neanderthal, con distribuzione ed espressione varia. L’eredità genetica dei Neanderthal ha portato ai Sapiens alcuni vantaggi di tipo, per lo più, fisico e muscolare, ma anche qualche svantaggio, come ad esempio i geni che favoriscono l’accumulo del grasso corporeo. Si può dire, in ogni modo, che i Sapiens hanno potuto colonizzare il mondo anche grazie ai geni dei Neanderthal.

Viaggio alle origini della umanità. RIEPILOGO CRONOLOGICO

L’evoluzione umana non è avvenuta, come si pensava, in linea retta, cioè dalla scimmia all’uomo in maniera progressiva; l’evoluzione umana ha proceduto per tentativi e non è mai stata del tutto scontata, anzi abbiamo rischiato l’estinzione. E’ utile, tuttavia, riepilogare le tappe salienti dell’evoluzione umana.

  • 4,5 miliardi di anni fa si è formato il pianeta Terra,
  • 3,8 miliardi di anni fa si sono verificati i primi segni di attività molecolare,
  • 2,7 miliardi di anni fa compaiono i primi cianobatteri (organismi unicellulari, tipo alghe),
  • 600 milioni di anni fa compaiono i primi organismi pluricellulari,
  • 370 milioni di anni fa compaiono i primi anfibi nel sud della Francia,
  • 240 milioni di anni fa fu l’era dei dinosauri,
  • 66 milioni di anni fa avvenne l’estinzione dei dinosauri, a causa di un asteroide,
  • 6 milioni di anni fa compaiono i primi ominidi bipedi dalla scimmia,
  • 2,5 milioni di anni fa apparve l’Homo Habilis, il primo primate del genere Homo,
  • 200.000 anni fa comparvero i primi Homo Sapiens,
  • 45.000 anni fa avvenne l’incontro tra Sapiens e Neanderthal,
  • 40.000 anni fa si verificò la scomparsa dei Neanderthal,
  • nel 2020, i Sapiens dovettero combattere e vinsero un pericoloso nemico invisibile: il Covid19.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal documentario di Alberto Angelo Ulisse: il piacere della scoperta, 2016, Rai Play