L’uomo e l’artico

L’Artico, in cima alla nostra Terra, è l’habitat più difficile per l’uomo; d’inverno regnano per mesi il ghiaccio e l’oscurità e 4 milioni di persone qui vivono con il pensiero di poter sopravvivere al prossimo inverno trovando cibo sufficiente. Gli inuit della Groenlandia, ma anche quelli del Canada nord-orientale, vivono di caccia e pesca per la sopravvivenza della loro famiglia e questo basta.

Groenlandia, villaggio
Groenlandia

In ottobre, l’inverno scende nell’Artico, l’oceano si ricopre di ghiaccio; in novembre il sole non sorge più all’orizzonte in Groenlandia e nei villaggi la vita continua nell’oscurità e nell’ansia di rivedere il sole; a metà gennaio, la prima alba del nuovo anno viene accolta con grandi festeggiamenti, ma il territorio sarà ancora coperto per diversi mesi di ghiaccio e grande freddo, a complicare la vita degli abitanti di queste terre inospitali.

Groenlandia
Artico

Gli inuit della Groenlandia hanno un legame molto stretto con i lori cani da slitta, indispensabili per muoversi nel mare ghiacciato; oltre a cercare nutrimento per sé stessi, gli inuit della Groenlandia devono cacciare lo squalo della Groenlandia per nutrire i loro cani, ma non è un’impresa facile e, per non congelare di notte, si portano dietro una casa mobile.

Groenlandia
Groenlandia, cattura squalo

Nel Canada nord-orientale, gli inuit non hanno la casa viaggiante per resistere al freddo glaciale perché loro si costruiscono gli igloo; queste genti dell’Artico cercano nutrimento sfruttando una caratteristica di questa regione, le maree. Le maree fanno ritirare l’acqua sotto il ghiaccio e gli inuit scavano il ghiaccio per scendervi al di sotto e raccogliere i mitili che si sono depositati durante la bassa marea, ma bisogna fare in fretta perché l’acqua ritorna e ogni minuto in più può diventare fatale.

Artico canadese
Artico canadese, raccolta mitili

In giugno, la temperatura comincia a salire sopra lo zero, il ghiaccio comincia a sciogliersi ed è un’occasione unica per i cacciatori dell’Artico. Questo è il momento di fare scorta di vitamina C, ma qui la vitamina C si trova sulla pelle di un pesce, il narvalo; senza questi cetacei, unica fonte di vitamina C nell’Artico, è probabile che gli inuit non sarebbero sopravvissuti.

Groenlandia, a pesca di narvali
Groenlandia, narvalo pescato

In luglio il sole comincia a riscaldare, il ghiaccio si scioglie e l’uomo per trovare cibo comincia a volgere la sua attenzione alla terra. La migrazione delle gazze marine fornisce agli inuit una riserva di proteine per la stagione invernale e per catturarle essi usano delle semplici reti, ma … rubano anche le gazze sotterrate dalle volpi polari.

Groenlandia, cattura gazze marine
Groenlandia, cattura gazze marine

A settembre le giornate si accorciano, le temperature ricominciano a scendere e ad ottobre ritorna l’inverno artico. Uno dei primi luoghi che si ghiacciano è nella Baia di Hudson, in Manitoba, Canada; qui, vicino a Churchill, da settembre a novembre, fino a 300 orsi polari famelici, predatori dell’uomo, minacciano la vita del villaggio; gli orsi attraversano questa zona abitata mentre tornano a cacciare sul ghiaccio marino, ma una pattuglia è ben vigile a proteggere la popolazione.

Canada nord orientale, orso polare
Canada nord orientale, orso polare

Lunghi mesi di ghiaccio ed oscurità si alternano qui a mesi dove il sole non scende mai all’orizzonte, sottoponendo l’organismo umano ad uno stress fisico non indifferente, ma le grandi capacità d’adattamento dell’uomo hanno permesso la sopravvivenza anche nell’habitat più difficile: l’Artico.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario Human Planet – Artico della BBC su Rai Play

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *