Terre di malaria di ieri e di oggi

La malaria è una malattia provocata da un microrganismo, il plasmodio, trasmesso all’uomo da un particolare tipo di zanzara, l’anofele. Ancora oggi la malaria provoca milioni di morti nel mondo ed in Italia è stata debellata solo dalla metà del secolo scorso (900), grazie ad imponenti opere di bonifica. In Europa il flagello è stato debellato, ma non è così in alcune zone degli altri continenti. Scopriamo cos’è la malaria, le soluzioni adottate per combatterla, com’è scomparsa in Italia e dove è ancora presente nel mondo. Informazioni importanti per i viaggiatori.

OMS World Malaria Report 2017, mappa zone malariche (in rosso)

Cos’è la malaria

La zanzara anofele, un particolare tipo di zanzara, è il vettore principale del plasmodio, un microrganismo portatore di gravi malattie per l’uomo, tra le quali la malaria. La zanzara infettata trasmette il plasmodio con la sua saliva mentre punge l’uomo per nutrirsi. Il plasmodio, nella forma di sporozoita, infetta il fegato, dove avviene il primo processo di riproduzione; dal fegato si liberano merozoiti che vanno ad infettare i globuli rossi. I globuli rossi pieni di merozoiti si rompono e così liberano altri merozoiti che in parte continuano ad infettare globuli rossi e in parte si riproducono in forma sessuata, moltiplicando l’infezione. Quando una zanzara non infetta punge un portatore di plasmodio, si infetta a sua volta; il plasmodio si insedia nell’intestino della zanzara, si moltiplica e raggiunge le ghiandole salivari, pronta per trasmettere a sua volta la malattia.

La zanzara ha bisogno dell’acqua stagnante e di un clima caldo-umido; fino alla metà del secolo scorso era diffusa anche in alcune zone di pianura italiane.

Le soluzioni adottate per combatterla

Da sempre, chi aveva la sventura di essere punto da una zanzara anofele infetta, l’unica arma era il chinino, una sostanza originariamente ricavata dalla corteccia dell’albero della china che cresce in maniera spontanea in America Latina. Il chinino fu un efficace rimedio contro la malaria adottato già molti secoli fa, ma con il tempo alcuni ceppi di plasmodio hanno sviluppato una notevole resistenza, fatto che impone l’utilizzo di dosi sempre più massicce, nocive a questo livello per l’intero organismo. Ecco allora lo sviluppo di farmaci di sintesi che possono essere meglio tollerati, affiancato dallo studio sulla possibilità d’impiego di prodotti vegetali utilizzati nella medicina tradizionale, soprattutto in Africa, per lenire e curare i casi meno gravi. Non è ancora stato scoperto un vaccino contro la malaria.

Le soluzioni più drastiche ed efficaci sono state quelle sviluppate nel corso di un lungo processo evolutivo dalle popolazioni delle regioni infestate dal plasmodio. Ci sono difetti genetici che in alcuni casi possono essere letali, ma se il loro effetto è mitigato da un gene normale, conferiscono una straordinaria resistenza alla malaria; questi difetti genetici portano il nome di anemia falciforme, talassemia mediterranea, favismo; in pratica, i globuli rossi di questi soggetti non sono in grado di ospitare il plasmodio, così la sua moltiplicazione viene immediatamente bloccata. La distribuzione di questi difetti genetici rispecchia fedelmente la geografia delle aree ex-malariche anche in Italia.

Zanzare

Com’è scomparsa la malaria in Italia

Italia è stata terra di malaria fino al secolo scorso (900) e solo nel 1970 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha cancellato l’Italia dalla lista dei paesi malarici. L’incidenza della malattia aveva, tuttavia, lasciato il segno in gran parte del paese, soprattutto nel centro-sud e in Sardegna. Le zone dove il flagello era diffuso corrispondono ad aree di pianura interessate da imponenti opere di bonifica e sono: Delta del Po, Maremma, Agro Pontino, Tavoliere delle Puglie, area di Metaponto e Sardegna.

La Maremma toscana è stata una delle ultime zone interessate da grandi opere di bonifica iniziate già ai tempi del Granducato dei Medici; ancora oggi è un territorio poco abitato con appena 40 persone per km2, 1/5 della media nazionale, per colpa delle zanzare. La Maremma un tempo si estendeva da Cecina a Tarquinia ed era una delle più vaste zone umide ad andamento stagionale del continente europeo; fino alla metà del ‘900 era terra di malaria ed ogni famiglia piangeva almeno un morto; oggi è una terra redenta, l’acqua è stata eliminata o messa sotto controllo da imponenti bonifiche, iniziate dagli etruschi, proseguite dai romani, dal granducato e poi dal regno d’Italia.

Per combattere la malaria si sono eliminate le paludi ed impiegato un potente insetticida di sintesi, il DDT, usato in modo massiccio a partire dal secondo dopoguerra. Il DDT fu efficace, ma i suoi effetti sull’uomo, nel favorire l’insorgenza di altre malattie e neoplasie, furono talmente pesanti da giustificare la messa al bando già negli anni 70. Intanto, i grossi focolai furono stroncati e la battaglia contro la malaria fu vinta definitivamente mettendo sotto controllo i focolai minori ed individuando i malati cronici portatori del plasmodio.

Il colpo di grazia alla zanzara anofele portatrice della malaria è stato dato con l’introduzione di un’arma biologica, un piccolo pesce di origine americana che gli inglesi chiamano moschito fish e noi gambusa. Questi piccoli pesci sono ghiotti di larve di zanzara, ma sono anche talmente voraci da divorare qualsiasi creatura abiti le acque dolci e salmastre, quindi la sua diffusione è pure da tenere sotto controllo.

Moschito fish o gambusa

Dove è ancora presente la malaria nel mondo

Secondo i dati 2017 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la malaria è ancora presente in 91 paesi. Circa il 90 % dei casi di malaria ed il 91 % dei decessi proviene dall’Africa; in particolare, l’80 % del peso globale di questa malattia è sostenuto da 15 paesi, tutti situati nell’Africa sub-sahariana, fatta eccezione per uno solo, l’India.

Se avete in programma un viaggio in India o in qualcuno dei paesi evidenziati in rosso nella mappa Oms – World Malaria Report 2017, andateci nella stagione secca e fatevi consigliare dal vostro medico per una eventuale profilassi antimalarica. Una utile guida su quando andare dove la trovate su Quandoandare.info.

Cinzia Malaguti

 

Videografia: video documentario Wild Italy – Zanzare su Rai Play