JRR Tolkien, gli hobbit e l’anello

JRR Tolkien è stato un fantasioso scrittore, accademico e linguista inglese; è famoso per aver scritto “Il signore degli anelli”, un racconto epico del genere “fantasy” di oltre mille pagine, suddiviso in tre volumi, ambientato in un universo parallelo abitato da elfi, nani, umani e orchi. Tra i giovani degli anni Cinquanta, fu simbolo della lotta per un mondo migliore.

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Elena Ferrante ha il volto dei suoi libri

Elena Ferrante ha un pubblico di lettori vasto e diffuso ovunque, i diritti dei suoi libri sono stati venduti in 48 paesi, in una decina di paesi è nella top ten e in sei è stata il best seller nr. 1. Il suo pubblico, però, non ha mai conosciuto il suo volto, non sa chi è. L’anonimato dello scrittore è una novità nel panorama editoriale ed Elena Ferrante lo difende strenuamente perché lei vuole esistere solo attraverso i suoi libri.

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Cesare Pavese

Cesare Pavese fu uno dei maggiori scrittori e poeti del Novecento. La caratteristica che più lo distingue, sia nella letteratura che come uomo, è l’ambivalenza e la contrapposizione: tra campagna e città, tra mito e realtà, tra apatia ed impegno politico. Traduttore di testi della letteratura americana, rimase influenzato dalla loro crudezza realistica. Vinse il premio Strega con La bella estate (1949). Conflitti interiori e crisi sentimentali segnarono la sua vita.

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Le fiabe di Andersen

Hans Christian Andersen nacque a Odense, Danimarca, nel 1805. Celebre per le sue fiabe, Andersen gioca con la satira sociale ed i suoi eroi sono tutti di umili origini. Il brutto anatroccolo, una delle sue opere più conosciute, cos’è se non il riscatto di un umile e diverso anatroccolo che, con la tenacia ed il coraggio, si eleva a cigno?! Fiabe nate nella Danimarca del XIX secolo, ma che sono sempre attuali nel rispecchiare l’anelito degli ultimi di ogni società.

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Gabriele d’Annunzio

Gabriele d’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 e morì nel 1938 a Gardone Riviera, al Vittoriale, la sua villa, di cui fece un monumento dedicato a sé stesso. 75 anni vissuti sopra le righe, dalla ricerca del piacere per il piacere, all’ideologia politica del superuomo, nazionalista ed interventista, fino alle delusioni politiche e al ritiro dorato al Vittoriale. Di tutto ciò si trova traccia nei suoi versi e romanzi.

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