Siena cosa sapere cosa vedere

Siena è una città meravigliosa. Sviluppatasi intorno all’antica via Francigena, è una città dall’aspetto medievale con una presenza artistica romanica e gotica da capogiro. Collocata su dolci colline, ha ben distinti i due storici centri di potere, quello civico si trova nella bellissima Piazza del Campo, mentre quello religioso ha sede nella superba Piazza Duomo. Siena è una città che ama, da sempre, le sue tradizioni, simboli di comunità, che trovano la loro massima espressione nel Palio e nella rivalità tra le Contrade di appartenenza. Una città da vedere e rivedere. In calce all’articolo trovi il video che ho realizzato con le migliori foto da me scattate a Siena.



SIENA COSA SAPERE COSA VEDERE – Un po’ di storia

Siena fu un piccolo abitato in epoca etrusca e poi romana, ma fu il Medioevo il motore del suo sviluppo. La via Francigena, l’antico cammino per i pellegrini diretti a Roma, passa proprio da Siena. Con la presenza di tanti pellegrini, si cominciarono a sviluppare commerci e servizi, favorendo un rapido sviluppo della città, a partire dal XII secolo. In quel periodo, cominciò a prendere forma e potere la nobiltà locale, ma tutta la popolazione godeva di buone condizioni di vita. Siena si dotò di un governo consolare, poi di altre forme di governo repubblicano di tipo oligarchico (Repubblica di Siena); iniziò a stringere alleanze e ad espandere il suo controllo territoriale anche nell’attuale provincia di Grosseto. Cominciò anche a mirare a Nord, verso Firenze, con la quale rivaleggiava, anche in termini di bellezze artistiche; il Duomo di Siena è di qualche decennio più antico della Cattedrale di Firenze, ma quando i senesi videro che quest’ultima sarebbe stata più grande ed imponente della loro, decisero di ingrandirla, ma ebbero dei problemi strutturali e così dovettero fermarsi, lasciando a testimonianza del tentativo il cosiddetto “facciatone“.

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Panoramica con Duomo (vista posteriore e laterale)
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Duomo, facciatone

La peste nera del 1348 segnò il punto di svolta nella storia di Siena; la popolazione venne decimata e cominciò la decadenza della Repubblica; essa, tuttavia, fu lenta e non precluse la strada all’espansione territoriale senese che, fino al giorno della caduta della Repubblica (17 aprile 1555), comprendeva un terzo della Toscana. La Repubblica di Siena cadde per fame, dopo un assedio che durò parecchi mesi, operato dalle truppe imperiali di Carlo V al comando di Cosimo I de’ Medici; i senesi si sentirono traditi dall’imperatore del Sacro Romano Impero che aveva promesso loro protezione dall’avanzata del potere mediceo di Firenze, ma evidentemente furono più forti le rivalità imperiali franco-spagnole, sulle quali si insinuarono abilmente i Medici, rispetto alla parola data da Carlo V ai senesi. Arrivarono, dunque, i Medici (considerati dittatori dai senesi!) che fecero ben poco per la città, più che altro cercarono di proteggersi dalle ribellioni (più interne che esterne!) costruendo il Castello Mediceo ed applicando il loro stemma “a 6 palle” in giro per la città, come sigilli di dominio. Con la morte di Gian Gastone de’ Medici (1737), che non ebbe figli, si concluse la dinastia dei Medici e il Granducato passò in mano agli Asburgo-Lorena che lo mantennero fino al 1799. Nel 1859, Siena votò a favore dell’annessione al Regno d’Italia e fu la prima città della Toscana a farlo.

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Panoramica con Torre civica del Mangia
Castello Mediceo

SIENA COSA SAPERE COSA VEDERE – Le visite, i luoghi

DUOMO DI SIENA

Lo spettacolo del romanico-gotico Duomo di Siena inizia dalla sua facciata e prosegue al suo interno in un crescendo che lascia a bocca aperta. Il Duomo fu costruito tra il XIII (Duecento) ed il XIV (Trecento) secolo su di un edifico preesistente (la residenza vescovile con annessa Chiesa), a sua volta edificato su un tempio pagano. La facciata e la torre campanaria colpiscono per la loro serena bellezza e la perfetta armonia. La facciata è in stile gotico fiorito con la parte inferiore opera di Giovanni Pisano che vi lavorò nella seconda metà del XIII secolo, mentre la parte superiore è trecentesca e presenta tre affascinanti mosaici dorati, fu realizzata da Camaino di Crescentino.

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Duomo, facciata anteriore
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Parte alta gotica con mosaici

L’interno è a croce latina con tre navate e cupola esagonale all’incrocio dei bracci. Strutturalmente, la parte bassa è romanica con i suoi ampi colonnati, mentre la parte alta è gotica con i suoi archi a sesto acuto (ogivali). Da non perdere la puntuale e attenta ammirazione di cinque dei capolavori presenti: il pavimento di intarsi marmorei, la libreria Piccolomini, l’altare Piccolomini, il coro ligneo e il pulpito.

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Volte e soffitto



Il pavimento di intarsi marmorei

Il pavimento di tarsie marmoree è visibile integralmente solo per circa 2 mesi, tra la fine di agosto e la fine di ottobre. Le tarsi marmoree coprono tutto il pavimento del Duomo con scene che disegnano un percorso sapienziale e che attraversa le epoche, dagli egizi ai greci, ai romani, all’Antico Testamento, ad avvenimenti storici. Le tarsie furono realizzate, per lo più, in epoca rinascimentale (XV e XVI secolo) e proprio il tema della rinascita è centrale, rinascita dai torpori medievali attraverso la rivelazione della conoscenza.

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Pavimento Duomo, Sibilla
Pavimento Duomo, la Giustizia
Pavimento Duomo, Sacrificio di Isacco (particolare)

Il racconto per immagini in marmo intarsiato (ne cito alcune) inizia con la figura di Ermete Trismegisto, sapiente egizio, ma c’è anche la Lupa Senese rappresentata tra i simboli delle città alleate; c’è la Ruota della Fortuna dei filosofi greci Epitteto, Aristotele, Euripide e Seneca, ma ci sono anche le Sibille romane (raffigurate in ben 10 tarsie), poi tante sono le scene dell’Antico Testamento. Nell’esagono centrale prendono forma le storie del profeta Elia, mentre il grande riquadro sopra l’esagono centrale è decorato dalle storie di Mosé, superba opera realizzata nella prima metà del Cinquecento. Molto bella è anche la decorazione di tarsie marmoree colorate che raffigura la Strage degli Innocenti e ricorda la strage di Otranto del 1480 ad opera di un esercito ottomano; questa decorazione fu realizzata nel 1481-1482 raffigurando l’attualità di quel periodo storico. Anche questo concetto di raffigurare la conoscenza nel suo divenire fa parte della logica rinascimentale.

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Pavimento Duomo, Elia rapito in cielo
Pavimento Duomo, esagono centrale
Pavimento Duomo, strage degli Innocenti (particolare)

La Libreria Piccolomini

Si accede alla Libreria Piccolomini dalla navata sinistra. Fu fatta edificare nel 1492 dal cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, futuro papa Pio III, per custodire l’enorme patrimonio librario raccolto dallo zio papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini), ma non ospitò mai i libri per i quali era stata creata. L’interno presenta un ciclo di affreschi di Pinturicchio realizzati agli inizi del Cinquecento e che raffigurano episodi della vita di Pio II: Enea Silvio incoronato poeta dall’Imperatore Federico III, Enea Silvio riceve il cappello cardinalizio, Pio II incoronato pontefice entra in Vaticano, Pio II canonizza Santa Caterina da Siena, ecc.. Nella lunetta sopra l’ingresso è raffigurata l’Incoronazione di Pio III, committente della Libreria Piccolomini. All’interno sono presenti numerosi e pregevoli antifonari miniati realizzati nella seconda metà del XV secolo e il gruppo marmoreo delle Tre Grazie, acquistate a Roma dal committente e ritenuto copia romana di un’opera ellenistica. Molto bella, colorata e luminosa è anche la volta.

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Libreria Piccolomini
Libreria Piccolomini (soffitto e lunette)

L’Altare Piccolomini

L’Altare Piccolomini è situato sulla navata sinistra, poco prima della Libreria Piccolomini; fu commissionato da Francesco Todeschini Piccolomini (poi papa Pio III) per celebrare la presenza politica e culturale della famiglia Piccolomini a Siena. L’altare è in marmo di Carrara e fu realizzato fra il 1481 e il 1485 da Andrea Bregno senza le statue. Le quattro statue delle nicchie inferiori sono opera dal giovane Michelangelo, ma poi egli ricevette richieste ben più importanti, come il David fiorentino, così abbandonò il progetto lasciando l’altare per sempre incompiuto. L’Altare Piccolomini si presenta, comunque, in tutta la sua imponenza e austerità.

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Altare Piccolomini



Il Coro ligneo

Il coro ligneo è davvero di gran pregio; è composto da 36 sedili laterali decorati da vari maestri nella seconda metà del Trecento (XIV secolo), mentre le spalliere vennero intagliate agli inizi del Cinquecento (XVI secolo). I sedili centrali, invece, risalgono alla seconda metà del Cinquecento (XVI secolo).

Coro ligneo
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Coro ligneo centrale

Il Pulpito

Il Pulpito del Duomo di Siena fu realizzato da Giovanni Pisano nel XIII secolo ed è una delle opere scultoree più importanti dell’arte del Duecento italiano. Ha pianta ottagonale; quattro delle otto colonne poggiano su leoni stilofori, mentre quella centrale su uno zoccolo ottagonale arricchito di figure che rappresentano le virtù teologali cardinali e la logica. Sui pannelli principali sono raffigurate scene bibliche.

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Pulpito di Giovanni Pisano



PIAZZA DEL CAMPO

Piazza del Campo ha la forma a conchiglia che la rende originale e meravigliosa. Nel Medioevo era il luogo dove si svolgeva il mercato in quanto situato ad un crocevia delle strade di collegamento tra nord, sud e mare. Oggi in questa bellissima piazza si svolge il Palio di Siena, la competizione tra le Contrade d’antica origine medievale; il Palio ha luogo in due date: 2 luglio e 16 agosto; la tradizione delle Contrade (erano all’origine compagnie militari) è molto sentita da tutti gli abitanti di Siena; la Contrada è la propria comunità di appartenenza per ogni senese, da sostenere e difendere tutto l’anno e, magari, coronare con un successo durante il Palio.

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Piazza del Campo
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Bandiere delle Contrade

Sulla piazza domina la Torre del Mangia, più alta della torre campanaria del Duomo, il Palazzo Comunale, il bel Palazzo Sansedoni in laterizio, tutti risalenti al XIV secolo, ed altri palazzi d’antica origine. Vi si trova anche la Fonte Gaia che fu la prima fonte pubblica di acqua cittadina; fu inaugurata nel 1386, ma decorata qualche decennio dopo da statue e rilievi di Jacopo della Quercia; le statue che possiamo ammirare oggi non sono però gli originali, bensì copie realizzate nella seconda metà dell’Ottocento; gli originali sono esposti al Museo di Santa Maria della Scala che si trova di fronte alla Cattedrale.

Ti sarai chiesto come mai la Torre civica si chiama del Mangia; detto nome è da far risalire al custode della torre, Giovanni di Balduccio, soprannominato “mangiaguadagni” perché apprezzava molto i piaceri del cibo e sperperava quindi a tavola i propri guadagni.

Torre del Mangia e Palazzo Comunale
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Piazza del Campo

LA BASILICA CATERINIANA DI SAN DOMENICO

La Basilica cateriniana di San Domenico è un’importante chiesa di Siena, si trova tra il Piazzale di San Domenico e Via della Sapiena. La costruzione ebbe inizio nella prima metà del Duecento (XIII secolo) per poi essere completata nella seconda metà del Quattrocento (XV secolo). La sua importanza è dovuta al legame con Santa Caterina della quale conserva alcune reliquie (testa e dito). La cappella dove è custodita la testa della Santa amata dai senesi è molto bella con affreschi cinquecenteschi e un altare marmoreo scolpito nel Quattrocento. L’interno della Basilica è ampio a navata unica.

Panoramica con Basilica di San Domenico (a sn)

Passeggiando per Siena, dirigiti anche su Piazza Tolomei per ammirare il Palazzo Tolomei, un bel esempio di architettura senese del Duecento (XIII secolo). Vai anche su Piazza Salimbeni dove i tre edifici che la delimitano esprimono gli stili architettonici di tre secoli: Palazzo Salimbeni (stile gotico senese) è del Trecento (XIV secolo), Palazzo Spannocchi è del Quattrocento (XV secolo) e Palazzo Tantucci (stile manierista) è del Cinquecento (XVI secolo), tutti tre gli immobili sono di proprietà della Banca Monte dei Paschi. Il centro storico di Siena è Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Palazzo Tolomei
Piazza Salimbeni

DOVE MANGIARE

Ristorante Gallo Nero, Via Porrione (nei pressi della Chiesa di San Martino). Si trova in pieno centro storico; il locale ha mantenuto l’aspetto medievale e servono ottimi piatti senesi; da no perdere i peci al ragù. Ho provato personalmente questo ristorante.

Osteria Pizzeria La Piana, Via Camollia 122. Si trova nei pressi di Porta Camollia, l’ambiente è rustico, piatti della tradizione senese. Non ho provato personalmente questo ristorante, ma un amico me l’ha consigliato.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Ecco il video che ho realizzato con le migliori foto da me scattate a Siena. Buona visione! Cinzia