Programmazione neuro linguistica: l’uso delle submodalità

PNL sta per Programmazione Neuro-Linguistica ed è un processo educativo del cervello, è un processo, ma soprattutto è un atteggiamento che modifica il “come” vediamo le nostre esperienze. Con la PNL è possibile imparare a direzionare il cervello in modo appropriato per superare limitazioni, paure, brutte abitudini. Vediamo come.

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P.N.L. sta per Programmazione Neuro-Linguistica ed è un processo educativo del cervello, è un processo, ma soprattutto è un atteggiamento che modifica il “come” vediamo le nostre esperienze, attraverso un utilizzo attivo del nostro cervello per farlo funzionare in modo più piacevole ed utile. Con la PNL è possibile imparare a direzionare il cervello in modo appropriato per superare limitazioni, paure, brutte abitudini. Vediamo come.

La P.N.L. consiste in una serie di esercizi mentali con i quali è possibile imparare a trasformare la propria esperienza in positivo e ad acquisire un certo controllo su ciò che avviene nel proprio cervello, con la finalità di aumentare il proprio benessere.

La P.N.L. parte dal presupposto che il cervello è come un computer, se lo programmi male o a caso, funzionerà male o a caso, se invece lo programmi bene e lo guidi nelle sue prestazioni, funzionerà bene e con soddisfazione. Come un computer, il cervello funziona con dei programmi che possono essere cambiati o sostituiti.

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L’uso delle submodalità nella programmazione neuro-linguistica è un modo per ottenere risultati positivi per il nostro benessere, agendo sull’immagine mentale. Vediamo di cosa si tratta. Si tratta di usare le submodalità delle dimensioni, della luminosità, della distanza, dell’associazione/dissociazione, come elementi che cambiano la direzione della nostra esperienza che è fatta d’immagini mentali.

Le esperienze, infatti, si formano nella coscienza attraverso immagini di una determinata luminosità, intensità, dimensione, collocazione, nitidezza, ecc., ognuna delle quali dà luogo a determinate sensazioni. Cambiando intenzionalmente, ad esempio, la luminosità di un’immagine interna, si provano sensazioni diverse, ma occorre esercizio.

La maggior parte delle persone non fa altro che lasciare che il cervello mostri loro delle immagini a casaccio, quelle che vuole lui, e in risposta a quelle immagini sta bene o sta male”, sottolinea Richard Bandler, terapeuta americano, nel suo saggio Usare il cervello per cambiare.

Alcuni esercizi che utilizzano le submodalità nella P.N.L. sono:

  • il cambiamento della luminosità dell’immagine mentale, cioè ridurne la luminosità se negative oppure aumentarla se positive,
  • il cambiamento del punto di vista dell’esperienza, per riconoscerne la variabilità e favorire il distacco emotivo da essa, attraverso la sua osservazione dall’esterno;
  • il miglioramento dell’esperienza mandando all’indietro il proprio film, per ricavarne nuovi insegnamenti,
  • il superamento delle convinzioni con l’esercizio di confronto tra immagini di convinzione e di dubbio, per insegnare al cervello a pensare,
  • il miglioramento del processo di comprensione attraverso il confronto tra immagini di ciò che abbiamo capito e di ciò che ci appare confuso, per migliorare i processi di apprendimento;
  • il miglioramento del processo di motivazione attraverso l’avvicinamento o l’allontanamento delle immagini mentali.

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Richard Bandler illustra lo schema che lui chiama della “scozzata” che dice avere un effetto più potente di qualsiasi altra tecnica da lui usata. Questo esercizio mentale serve per perdere delle abitudini che non ci piacciono, ad esempio, smettere di fumare, smettere di mangiarsi le unghie, superare limitazioni e paure o qualsiasi altra abitudine che riteniamo sgradevole.

Bene, ora vi spiego in che cosa consiste?

  1. Per prima cosa devi individuare il contesto, ossia in quale momento o occasione vorresti comportarti diversamente da come fai adesso; questa prima immagine deve essere la rappresentazione associata di ciò che vedi con i tuoi occhi quando fai l’azione che vorresti smettere;
  2. Ora devi identificare l’immagine che vedi subito prima di iniziare il comportamento che non ti piace;
  3. Adesso crea l’immagine dell’esito, ossia di come ti vedresti diverso se avessi già ottenuto il cambiamento desiderato;
  4. A questo punto devi “scozzare” l’immagine, ossia: comincia con il vedere l’immagine iniziale grande e luminosa, quindi colloca una piccola raffigurazione scura dell’immagine dell’esito nell’angolo in basso a destra; ora fai diventare la piccola immagine scura sempre più grande e luminosa, fino a coprire la prima immagine che si oscurerà e rimpicciolirà in fretta; infine, apri gli occhi; ripeti la “scozzata” per cinque volte;
  5. Adesso fai la verifica: prova a ricreare la prima immagine, se la scozzata è stata efficace, sarà difficile farlo perché l’immagine tenderà a svanire ed essere sostituita immediatamente dalla seconda immagine, quella di come si desidera essere.

Se al momento della verifica il comportamento è rimasto lo stesso, tornate indietro e ripetete lo schema, ma prima dovete cercare di capire cosa avete trascurato.

Termino questo articolo sulla P.N.L. con l’uso delle submodalità, con l’affermazione di Richard Bandler: “Il cervello non è progettato per ottenere dei risultati; il cervello impara a procedere in determinate direzioni. Se si sa come il cervello funziona, si può scegliere in quale direzione procedere. Se non lo fate voi, qualcun altro lo farà al posto vostro.”

Considero la P.N.L. un atteggiamento mentale verso le proprie esperienze, più presente, più utile, generativo di benessere; la P.N.L. insegna a togliere il “pilota automatico” che spesso, senza rendersene conto, guida la vita della maggior parte delle persone. Nel testo citato in bibliografia troverete molti esercizi pratici che potrete fare da soli ed approfondire quelli che ho citato nell’articolo.

Cinzia Malaguti

Leggi anche: Benessere: un aiuto dalla P.N.L.?

Bibliografia:

R. Bandler, Usare il cervello per cambiare, Roma, Astrolabio, 1986