Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara

Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara illustra le origini e gli sviluppi della presenza ebraica in Italia, a Roma e nel Meridione, dall’età romana al medioevo con circa 200 reperti, per lo più rinvenuti nelle catacombe. E’ una visita interessante per chi vuole conoscere la storia di un popolo che non ha mai rinunciato alla propria identità e diversità.

I primi ebrei arrivarono in Italia ben prima della conquista romana di Gerusalemme (63 a.C.). I primi ebrei arrivarono in Italia per motivi commerciali, si stabilirono in Sicilia, Puglia, Basilicata e Sardegna, numerosi e si integrarono bene. Dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme ad opera dell’imperatore romano Tito Vespasiano, gli ebrei giunsero a Roma come schiavi o prigionieri; successivamente furono affrancati e divennero cittadini romani, altri andarono ad infoltire le già presenti comunità meridionali, tutti mantenendo le proprie tradizioni e cultura.

Museo ebraismo italiano, epitaffio ebraico rinvenuto in Sicilia

Molte delle informazioni sulla vita e l’organizzazione degli ebrei a Roma, fra il IV ed VI secolo, provengono dalle loro catacombe, forse i primi ad utilizzarle come luoghi di sepoltura sotterranea. Dislocate in più zone della città – a Monteverde, sulle vie Appia, Ardeatina, Nomentana – segnalano una presenza molto diffusa nella città. Per distinguere le iscrizioni e le tombe da quelle cristiane, ma anche le cose della vita quotidiana, gli ebrei usavano e usano simboli identitari, il più diffuso dei quali è la menorah, il candelabro a sette, ma anche a cinque o nove bracci.

Museo ebraismo italiano Ferrara, iscrizione sepolcrale

A partire dal 313 d.C., la cristianizzazione dell’impero romano si tradusse in un graduale peggioramento della condizione degli ebrei; limitazioni già imposte sotto Costantino diventarono più rigide alla fine del secolo e molte confluirono nel codice di Teodosio II, del 438. L’ebraismo restò, in ogni caso, una religione lecita e la libertà di culto degli ebrei non venne abolita, a differenza di quella degli eretici. Dopo la caduta dell’Impero Romano e l’inizio delle cosiddette invasioni barbariche, la Chiesa assunse un’autorità senza precedenti. L’accettazione della minoranza ebraica nel mondo cristiano non fu scontata ed alcune comunità ebraiche furono oggetto di persecuzioni; fu così che alcuni ebrei decisero di spostarsi dal Sud verso l’Italia centrale e settentrionale. Questo lento flusso migratorio gettò le basi degli antichi insediamenti ebraici nel nord Italia, dei quali sono noti in particolare, dall’VIII secolo, Luni e Pavia, dal IX secolo Asti e San Miniato, dal X secolo Lucca, Treviso, Verona, Ancona; le altre comunità del centro e nord Italia sono posteriori all’XI-XII secolo. Nonostante tutto, fino all’XI secolo, i rapporti tra minoranza ebraica e maggioranza cristiana furono, pur tra crisi ed incrinature, di convivenza e di scambio, poi tutto si trasformò in violenza e segregazione.

Le violenze che nel 1096 avevano toccato la Germania renana divennero, a partire da questo periodo, frequenti anche in Italia. Nel Regno di Napoli, alla fine del ‘200, la prima persecuzione portò a massacri, conversioni forzate ed esili. Durante il dominio spagnolo, nel giro di pochi decenni, gli ebrei furono radicalmente espulsi dall’Italia meridionale, prima da Sicilia e Sardegna nel 1493, poi dall’area peninsulare fra il 1510 e il 1540. Di una presenza antica, folta e importante si persero così anche le tracce. Dopo il XV-XVI secolo restarono in Italia solo gli ebrei dello Stato della Chiesa e di altre città e principati centro-settentrionali. Ben presto, però, essi furono quasi ovunque confinati nei ghetti, ma questo non impedì né la continuazione degli scambi con l’esterno, né il continuo, fecondo fiorire della loro millenaria cultura.

Museo Nazionale Ebraismo italiano Ferrara, ingresso

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara racconta la storia degli Ebrei in Italia fino agli inizi del XI secolo, mentre il secondo millennio – quello delle violenze e delle deportazioni – sarà oggetto di prossimi allestimenti. Il Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara si trova in Via Piangipane nr. 81 a Ferrara ed è aperto al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 10,00 alle 18,00 – il giovedì è aperto dalle ore 10,00 alle ore 23,00. Giorni di chiusura: tutti i lunedì, il 31 marzo (primo giorno di Pesach) e 10 settembre (primo giorno di Rosh Hashanà).

Buona visita!

Cinzia Malaguti