Fuochi artificiali, origine ed usi nei secoli

Fu in Cina, 1200 anni fa, che vennero inventati i fuochi artificiali. Nel Medioevo furono utilizzati per spaventare i nemici, quali armi da guerra, ma fu nel Settecento (XVIII secolo) che essi raggiunsero l’apice del successo in Europa, utilizzati dai reali quale esibizione di potere. In Italia venivano ingaggiati i migliori artisti pirotecnici. Oggi rimane la loro funzione sociale, di aggregazione intorno alla celebrazione di valori comuni in ricorrenze civili e religiose. Anche il cinema ne ha fatto buon uso.



La nascita

Fu in Cina, 1400 anni fa, che la storia dei fuochi artificiali ebbe inizio; fu in quegli anni che canne di bambù riempite di polvere pirica vennero usate per la prima volta; l’utilizzo fu curioso perché vennero usati per scacciare spiriti malvagi portatori di piogge e carestie, secondo quei tempi. Successivamente, gli stessi cinesi adoperarono i fuochi d’artificio per spaventare altri nemici, questa volta più concreti, durante le guerre.

Nel Medioevo, gli esperti di polvere pirica furono molto ricercati ed i razzi fatti con questa polvere vennero usati durante gli assedi di castelli.

L’apice del successo

Dal XVI al XVIII secolo, i fuochi d’artificio assunsero una funzione politica nelle corti europee; essi divennero uno strumento di propaganda, per mostrare la grandezza dei potenti ed incutere soggezione ai comuni mortali.

Negli anni ’40 del Settecento, i fuochi artificiali raggiunsero l’apice del successo; una corte reale, per essere degna di questo nome, doveva allestire degli spettacoli di fuochi d’artificio e tanto più erano spettacolari, tanto più esprimevano la grandezza del committente.

Gli italiani erano maestri nell’arte pirotecnica ed era in Italia che venivano ingaggiati i migliori artisti pirotecnici. Nel 1743, i Ruggeri divennero gli artificieri della Corte di Francia ed il loro ruolo fu quello di esaltare la figura del Re, attraverso gli spettacoli di fuochi d’artificio.



La sicurezza

Nel Settecento, non mancarono incidenti ed incendi disastrosi causati dai fuochi d’artificio, ma oggi l’arte pirotecnica è più sicura, oltre che più spettacolare, rispetto a secoli fa.

Oggi le postazioni dei fuochi d’artificio sono azionate elettricamente e non più a mano; strisce di carta e fogli d’alluminio fungono da segnale d’allarme in quanto, se il foglio non si strappa durante lo spettacolo, gli artificieri capiscono subito che in un tubo c’è ancora un razzo inesploso; gli involucri di plastica, poi, proteggono i materiali dal fattore che può rovinare tutta la preparazione: la pioggia.

L’arte pirotecnica nel cinema

Prima dell’era digitale, i fuochi d’artificio vennero utilizzati nel cinema per simulare incendi, esplosioni, battaglie, guerre. Il film Armageddon (1998) li utilizzò per simulare un mondo fantastico e parallelo. Oggi la riproduzione digitale li ha ridimensionati nell’uso cinematografico.



Uso moderno

I fuochi d’artificio hanno nell’uso moderno una funzione sociale, di aggregazione intorno alla celebrazione di valori comuni in ricorrenze civili e religiose.

Uno degli eventi più spettacolari che vedono protagonisti i fuochi d’artificio si tiene il 14 luglio di ogni anno a Carcassonne, nel sud della Francia, in occasione dell’anniversario della Rivoluzione francese. In Italia, patria dell’arte pirotecnica, ogni occasione è buona per “sparare” meravigliosi fuochi d’artificio.

Buona vita!

Cinzia Malaguti