Itinerario insolito in Messico: Oaxaca

Oaxaca è una regione ed una località che si trova nel sud del Messico. A pochissimi chilometri da Oaxaca si trova uno dei siti archeologici più grandi e più antichi di tutto il paese, quello di Monte Alban, utilizzato dalla civiltà precolombiana degli Zapotechi. A Oaxaca si trova la più grande opera barocca dell’America Latina: la Chiesa di Santo Domingo; inoltre, vi si svolge con il fervore più grande una delle celebrazioni più radicate nel Messico: la Dia de los muertos.

Giorno dei morti messicano, golosità
Sito archeologico di Monte Alban
Chiesa di Santo Domingo, Oaxaca

MONTE ALBAN – OAXACA – MESSICO

Sul Monte Alban, nei pressi di Oaxaca, la civiltà precolombiana degli Zapotechi viveva e prosperava. In cima al monte, ad un’altitudine di 1940 m. s.l.m., furono costruiti templi e palazzi destinati ai ceti superiori; inoltre, lungo i fianchi ed ai piedi della collina, furono costruiti dei terrazzamenti sui quali vennero erette abitazioni e coltivati campi di granoturco, alla base dell’alimentazione degli Zapotechi.

Spianata del sito archeologico di Monte Alban

Il Monte Alban fu spianato per poterci costruire templi e palazzi, i cui resti, frutto degli scavi archeologici, possiamo oggi ammirare. Tra il 600 ed il 500 a.C., il terreno di Monte Alban venne livellato per renderlo pianeggiante; allo scopo, furono rimosse le rocce e la vegetazione che ricopriva la collina.

Sito archeologico di Monte Alban

La galleria dei danzatori è una delle principali attrazioni turistiche; il nome deriva dal fatto che i disegni scolpiti sembrano figure danzanti. La galleria fu scoperta nel 1806 da un soldato esploratore che scoprì queste lastre di pietra incise con delle rappresentazioni di figure umane.

Sito archeologico di Monte Alban, galleria dei danzatori
Sito archeologico di Monte Alban, galleria dei danzatori

Non si conoscono le ragioni dell’abbandono di questo sito da parte degli zapotechi; alcuni studiosi ipotizzano che sia stato causato dalla siccità, altri alludono a problemi interni alla società, altri ancora ipotizzano che sia stato causato dall’ingerenza della civiltà Mixteca. Solo ipotesi. Di certo è che, nel 1521, quando gli spagnoli arrivarono nelle valli centrali del Messico, Monte Alban era già fittamente ricoperto dalla vegetazione, quindi abbandonato da parecchi secoli prima. Fu solo nel 1806 che gli spagnoli inviarono ufficialmente un gruppo di esploratori e solo negli anni 30 del Novecento un gruppo di archeologi messicani svolse le prime ricerche su Monte Alban. Gli scavi hanno portato alla luce solo il 10% del sito archeologico, pertanto il 90% è ancora inesplorato.

Sito archeologico di Monte Alban
Sito archeologico di Monte Alban

Chi erano gli zapotechi e in che cosa credevano? 

Il fuoco. Gli zapotechi credevano che il fuoco fosse l’unico elemento in grado di purificare un luogo o una persona; quando il capofamiglia moriva, la sua casa veniva data alle fiamme e rasa al suolo per favorire il passaggio della sua anima nell’aldilà; i famigliari dovevano trasferirsi e, solo passati dai 6 ai 12 mesi, potevano tornare e ricominciare la costruzione di un nuovo edificio, sulle fondamenta di quello precedente.

Il giaguaro. Il giaguaro era considerato un simbolo di forza e di potenza e veniva associato alla classe dominante. Rappresentazioni del giaguaro sono emerse dagli scavi archeologici.

Il gioco della palla. Il campo per il gioco della palla era molto importante e, in un primo momento, esso aveva una valenza religiosa con tanto di sacrificio umano. Il rito religioso era presieduto da un sacerdote ed aveva lo scopo di invocare gli dei per un buon raccolto oppure prima di una battaglia. La vittima sacrificale era, solitamente, il capitano della squadra perdente; stando ai reperti rinvenuti, sappiamo che la sua testa veniva decapitata ed offerta agli dei. Forse per … inefficacia, lo scopo del gioco della palla cambiò, divenne un modo per dirimere complesse situazioni governative o politiche, senza sacrificio umano. La palla era fatta di caucciù ed i giocatori potevano usare le mani, le articolazioni, i fianchi; lo scopo del gioco era quello di centrare una nicchia nel muro.

Sito archeologico di Monte Alban, campo di calcio
Monte Alban, campo di calcio, buco da centrare

Il sito archeologico di Monte Alban ad Oaxaca è Patrimonio dell’Umanità UnescoIl sito è aperto alle visite dalle ore 8,00 alle ore 17,00.

Sito archeologico di Monte Alban
Sito archeologico di Monte Alban

DIA DE LOS MUERTOS – OAXACA – MESSICO

Dia de los muertos è un appuntamento molto sentito in Messico; è il giorno dei morti, un’occasione per onorare i propri avi, ma anche per celebrare la vita; qui non c’è spazio per la tristezza e la morte, considerata una tappa della vita, la si celebra con feste e danze. La celebrazione è radicata in tutto il Messico, ma è nella regione di Oaxaca che la si vive con più fervore.

Dia de los muertos Mexico
Dia de los muertos Mexico

Dia de los muertos, ovvero il giorno dei morti, è la celebrazione più radicata e sentita in tutto il Messico, soprattutto nelle regioni più a sud, dove affondano le radici di questa antica tradizione e dove c’è ancora una forte presenza indigena; gli indigeni credevano nella vita dopo la morte.

Giorno dei morti messicano, golosità in vendita
Giorno dei morti messicano, altare

Dia de los murtos è una festa dedicata alle famiglie, un’occasione per onorare i propri avi e celebrare la vita, anche in modo giocoso. In questa giornata e in quelle che la precedono, vengono vendute golosità varie a forma di teschio o bara, si beve cioccolata inzuppata nel pane, si acquistano canne da zucchero per costruire e decorare gli altari casalinghi. Davanti agli altari che ricordano i propri morti, costruiti per l’occasione, i parenti e conoscenti del defunto lasciano cibo, quello preferito dal caro estinto, in suo ricordo. Naturalmente, come da noi, si va anche a depositare fiori al cimitero.

Giorno dei morti messicano
Giorno dei morti messicano, cimitero

Dia de los muertos è una celebrazione con feste e danze, non c’è spazio per la tristezza, è un momento di ricordo e per onorare chi non c’è più, viva la vita.

CHIESA DI SANTO DOMINGO

La Chiesa di Santo Domingo fu costruita nella seconda metà del XVI secolo dall’ordine religioso dei Domenicani ed è la più grande opera barocca di tutta l’America Latina.

Chiesa di Santo Domingo
Chiesa di Santo Domingo, interno
Chiesa di Santo Domingo, interno

La Chiesa di Santo Domingo è barocca nella facciata ed è barocca nell’opulenza delle sue decorazioni interne, fatte di stucchi e di foglie d’oro. All’epoca della guerra d’indipendenza, venne usata come caserma e subì diversi danni e saccheggi; poi venne completamente restaurata e solo nel 1938 tornò alla sua funzione religiosa.

Cinzia Malaguti

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