Malevich e il suprematismo

Kazimir Malevich fu il primo pittore completamente astratto, fondatore della corrente suprematista e figura di rilievo nel ventaglio delle avanguardie russe del XX secolo. La sua fu una rivoluzione artistica che si affiancò a quella sociale e politica del 1917 che egli sostenne. Negli anni 20 sperimentò una nuova forma di suprematismo che chiamò supronaturalismo, una via di mezzo tra suprematismo e realismo figurativo.

Malevich a Revolutija Bologna

Kazimir Malevich nacque a Kiev nel 1879, ma si trasferì giovane a Mosca dove si dedicò alla carriera artistica; sperimentò vari stili moderni fino ad elaborare una corrente che fece della figura astratta la forma suprema dell’espressione artistica, la chiamò suprematismo. Egli sosteneva che qualsiasi figura concreta poteva essere sostituita da una sua elaborazione non oggettiva e che questo processo era l’essenza della creazione artistica. Il suprematismo è, in sostanza, un processo di semplificazione delle forme concrete in forme astratte. Tra le sue opere di questo periodo espressivo troviamo Composition with Mona Lisa (1914), Suprematismo (1915), Ritratto perfezionato di Ivan Kljun (1913). Noterete la somiglianza stilistica con alcune opere di Wassily Kandinsky.

Malevich, Ritratto perfezionato di Ivan Kljun (1913)
Malevich, Suprematismo (1915)
Kandinsky, Su bianco (1920)

Kazimir Malevich appoggiò la rivoluzione russa del 1917, quindi fu eletto deputato ed insegnante all’Accademia di Mosca. Insegnava, ma nello stesso tempo dipingeva e sperimentava nuove forme espressive, cosicché negli anni 20 passò dal suprematismo a quello che chiamò supronaturalismo. Il supronaturalismo è una via di mezzo tra suprematismo e realismo figurativo; i soggetti vengono rappresentati nelle forme, ma sono figure non realistiche, fuori dal tempo. Tra le opere di questo periodo troviamo Sportsmen (1931), Girls in the fields (1932), Red Cavalry (1932). Durante il periodo stalinista vennero esposte solo opere che inneggiavano o enfatizzavano il regime, pertanto quelle di Malevich, come di altri avanguardisti russi, vennero nascoste nei depositi dei musei. Malevich morì a Leningrado (oggi San-Pietroburgo) nel 1935.

Malevich, Girls in the fields (1932)
Malevich, Sportsmen (1931)
Malevich, Red Cavalry (1932)

La mostra Revolutija, a Bologna fino al 13 maggio 2018, espone opere delle avanguardie russe del XX secolo, da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo. Un’occasione imperdibile per conoscere Malevich ed il periodo storico e artistico in cui ha operato.

Cinzia Malaguti