I Nabis e la nascita dell’arte moderna

I Nabis (in ebraico, "i profeti") furono un gruppo di artisti d'avanguardia francesi, attivi tra fine Ottocento ed inizio Novecento, volti ad un nuovo atteggiamento nei confronti della natura. A Rovigo, la mostra "I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d'avanguardia" celebra l'influenza del movimento artistico dei Nabis sulla pittura italiana del Novecento.

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Emile Bernard, Tre teste di donne bretoni con cuffia vedovile, 1888

Quello dei Nabis (in ebraico, i profeti) fu un movimento artistico d’avanguardia, nato a Parigi negli anni ’90 dell’Ottocento, volto ad un nuovo atteggiamento nei confronti della natura, non ritratta dal vero ma a memoria, dunque limitata all’idea essenziale, dai tratti semplici e dove il colore assume centralità espressiva; di fatto rappresenta l’anello di congiunzione tra Impressionismo ed arte moderna.

Le premesse alla nascita del movimento dei Nabis. Nella nascita del movimento artistico dei Nabis, centrale è la figura carismatica di Paul Gauguin. A Pont-Aven, in Bretagna (Francia), tra il 1886 e il 1888, Gauguin aveva raccolto attorno a sé un gruppo di giovani pittori, tra i quali Emile Bernard e Louis Anquetin, iniziatori di una pittura che si esprimeva “sinteticamente” attraverso l’utilizzo di colori intensi e puri, nella ricerca delle valenze espressive del colore, svincolato dalla rappresentazione del dato naturale. Gauguin sollecitò questi ed altri artisti, che avevano trovato in Bretagna la necessaria atmosfera primitiva e pittoresca, a sciogliere la pittura dall’obbligo dell’imitazione della natura affidandosi piuttosto al flusso della memoria di emozioni rivissute e dei relativi stati d’animo, condensando il tutto nella sintesi di colori elementari entro raffigurazioni piatte e forme semplici.

Paul Gauguin, Bretagna, 1889, Manchester, The Whitworth University of Manchester
Paul Gauguin, Bretagna, 1889, Manchester, The Whitworth University of Manchester

La nascita del movimento dei Nabis. Anche il giovane Paul Sérusier (1864-1927) ebbe l’opportunità di dipingere con Paul Gauguin a Pont-Aven in Bretagna e durante questo incontro realizzò (1888) un paesaggio definito poi Talismano per il carattere particolarmente emblematico per il movimento che nascerà di lì a poco. Paul Sérusier ritornò a Parigi presso l’Accademia Julian ed incitò i compagni di studio – Bonnard, Denis, Ibsel, Ranson, cui si aggiunsero poi Edouard Vuillard e Felix Vallotton – alla ricerca delle radici pure dell’arte. Ne nacque così una sorta di confraternita d’iniziati che prese il nome di nabis, ciascuno con un proprio ruolo e proprie caratteristiche: Denis fu il Nabi aux belles icones, Pierre Bonnard (1867-1947) fu il Nabi très Japonard. I pittori si riunivano periodicamente nello studio di Paul Ranson (1864-1909), il Tempio e qui compivano rituali esoterici o formule propiziatorie nell’intento di sfuggire alla volgarità della vita comune e di dar vita a un’atmosfera raffinata e pregna di soprasensi.

Paul Sérusier, Le Talisman, 1888, Museo d'Orsay, Parigi
Paul Sérusier, Le Talisman, 1888, Museo d’Orsay, Parigi

Al teorico del gruppo, Maurice Denis (1870-1943), si deve l’affermazione di un principio del sintetismo: “Ricordarsi che un quadro prima di essere un cavallo di battaglia, una donna nuda o un aneddoto qualsivoglia, è essenzialmente una superficie piana ricoperta di colori riuniti in un certo ordine.” La sintesi, l’arabesco, la deformazione, l’articolazione sinuosa, il gioco macchia-contorno caratterizzano le opere nabis.

Maurice Denis, Paysage aux arbres verts, 1893, Museo d'Orsay, Parigi
Maurice Denis, Paysage aux arbres verts, 1893, Museo d’Orsay, Parigi
Maurice Denis, Montée au Calvaire, 1899
Maurice Denis, Montée au Calvaire, 1899

I Nabis, a volte interpreti di scene di vita parigina, altre volte di soggetti fantastici o mitologici, esibiscono il disprezzo per il naturalismo e la tendenza comune a tradurre sentimenti elementari ed emozioni sincere in pitture di pura superficie, in forme sintetiche composte come a intarsio, armonie ritmiche dai colori sfumati, sul modello di vetrate e smalti medievali e della grafica giapponese; con ciò essi contribuirono a eliminare la distinzione tra arti maggiori e arti decorative e a dare l’avvio al modernismo.

A Rovigo, la mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia celebra l’influenza del movimento artistico dei Nabis sulla pittura italiana del Novecento, offrendo una panoramica del mondo nabis che dalla Bretagna di Paul Gauguin ed Emile Bernard, presenta i suoi tratti semplici, quasi infantili, ma pieni di colore ed espressione, con le opere di Maurice Denis, il teorico del gruppo dei nabis, con quelle degli italiani Gino Rossi, Oscar Ghiglia, Felice Casorati ed altri che trassero ispirazione dal movimento francese dei Nabis.

Gino Rossi, paesaggio di Burano, 1912, Verona, Fondazione Domus
Gino Rossi, paesaggio di Burano, 1912, Verona, Fondazione Domus

La mostra  I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia è allestita a Rovigo, Palazzo Roverella, via Laurenti 8/10, fino al 14 gennaio 2017.

Mostra Nabis Rovigo
Mostra Nabis Rovigo

Scoprite i luoghi che tanto hanno ispirato Paul Gauguin ed il suo gruppo di giovani pittori, visitando la Bretagna.

Cinzia Malaguti

 

Leggi anche:

Paul Gauguin e la ricerca di un mondo ideale, su Esperienziando Vitae

Bibliografia:

AA.VV., Arte, Enciclopedia universale, Edizioni La Repubblica

G. Romanelli, Dare voce alle emozioni, su Arte e dossier, numero 337/2016, Giunti Editore