Letteratura – H. Schneider: L’albero di Goethe

L'albero di Goethe di Helga Schneider racconta storie di amicizia e di solidarietà tra ragazzi internati nel campo di concentramento di Buchenwald, costruito intorno alla quercia sotto la quale Goethe amava andare per scrivere le sue opere. Orrore e poesia. Uno dei più bei libri sui campi di concentramento nazisti.

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Buchenwald ingresso campo di concentramento nazista

L’albero di Goethe di Helga Schneider è il romanzo più bello tra quelli che ho letto sul dramma dei campi di concentramento nazisti. E’ il più bello perché agli orrori dei campi sopravvive un sentimento generoso come l’amicizia.

L’albero di Goethe è ambientato nel campo di concentramento di Buchenwald e protagonisti sono dei ragazzi internati, tra i 14 ed i 24 anni.

Il campo di concentramento uccideva ogni sentimento di solidarietà. L’importante era sopravvivere; ciascuno pensava solo a sé stesso, all’oggi, all’ora. Tranne i giovani. Si poteva annientare lo spirito degli adulti, ma la gioventù resisteva. Nei ragazzi sopravviveva la necessità di stare insieme, di essere solidali, complici. Così L’albero di Goethe racconta le storie di alcuni ragazzi internati che, insieme, hanno cercato di sopravvivere al campo.

Campo di concentramento di Buchenwald
Campo di concentramento di Buchenwald

Ora vi spiego il significato del titolo e cosa c’entra con il campo di concentramento di Buchenwald, seguitemi!

Il campo di concentramento di Buchenwald, Germania, venne costruito nel 1937 dopo l’abbattimento di 150 ettari di bosco. Un lavoro mostruoso, compiuto in condizioni disumane, ad un ritmo impossibile, con mezzi scarsi ed inadeguati. Johann Wolfgang Goethe, morto nel 1832, amava quel bosco e, in particolare, una quercia, sotto la quale il poeta e scrittore amava stare per scrivere le sue opere. Quando nel 1937 vennero abbattuti gli alberi, le SS decisero di salvare quella vecchia quercia che la vicina città di Weimar aveva dedicato a Goethe. Il campo di Buchenwald fu così costruito intorno all’albero di Goethe.

Cinzia Malaguti