Consigli per vincere la timidezza

Un po' di timidezza non guasta nel gioco delle parti, anzi è simpatica, ma quando impedisce di avere normali relazioni sociali, è meglio porvi rimedio. Non è difficile farlo, basta un po' d'esercizio, un po' di coraggio ed un po' di tenacia, tutti ingredienti di facile reperibilità.

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Cosa sarebbe la vita senza un po’ di timidezza? Arrossire in situazione d’imbarazzo o di disagio, tremare in condizioni di un qualche timore, sono fatti riscontrabili nella vita di ciascuno di noi, a cui si può reagire prontamente, ma che – a volte – ci possono paralizzare. Qui c’è la differenza tra semplice, naturale e transitoria timidezza e fobia sociale.

A volte siamo restii di fronte a situazioni che c’incutono timore, a volte il nostro umore non ci consente di essere brillanti come vorremmo, ma tutto ciò non è timidezza. La timidezza è quella condizioni cronica a causa della quale chi ne soffre vorrebbe essere invisibile in mezzo alla gente, perché teme sguardi, giudizi, parole, movimenti degli altri verso di sé, si sente nudo in mezzo agli altri, sovrastimando l’azione avversa e sottostimando la propria. Il vero timido si sente sempre al centro dell’attenzione, sempre e comunque, e ciò può generare in lui un’ansia insopportabile.

Un po’ di timidezza non guasta nel gioco delle parti, anzi è simpatica, ma quando allontana da ogni contatto sociale, diventa fobia, ed allora occorre porvi rimedio. Il concetto centrale è proprio quel sentirsi sempre al centro dell’attenzione, una deformazione della realtà tipica di questo disturbo psicologico. Per capirne la natura, dobbiamo andare indietro nel tempo, nell’infanzia, quando il bambino vive una realtà a senso unico, fatta di sé in mezzo ai genitori, che lo curano, lo nutrono, lo accudiscono, ecc.; il bambino si sente così al centro dell’attenzione e tutto ciò che gli succede intorno crede che a lui sia dovuto e che da lui sia dipeso; questo naturale egocentrismo infantile matura con il passare degli anni, ma a volte lascia traccia. La presenza di una famiglia chiusa, poco socializzante, diventa una delle cause della successiva mancata o parziale maturazione, venendo a meno nel bambino solidi punti di riferimento o esempi di sana socializzazione.

Consigli per vincere la timidezza. Dalla timidezza si esce con la comprensione delle sue cause e con la consapevolezza che quei pensieri paralizzanti sono frutto di deformazione della realtà. Esporsi, affrontare livelli d’ansia crescenti è un ottimo sistema per comprendere che la propria angoscia è solo fumo e quindi liberarsene.

Cinzia Malaguti