Biblioterapia

Oggi parliamo di biblioterapia. Se non avete almeno un libro che vi ha cambiato la vita o la prospettiva con cui vedete i problemi della vita, è ora di cominciare a cercarlo. La lettura di un romanzo, se ben fatto, non è solo un piacevole passatempo, è anche e soprattutto una fonte di benefici psicologici. Vediamo perché.

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Cos’è la biblioterapia. Dalla fine degli anni novanta, alcuni ricercatori hanno mostrato che leggere aiuta a combattere una grande varietà di disturbi: ansia, alcolismo, fobie, depressione, aggressività, obesità, insonnia. Naturalmente, si legge anche per il piacere di leggere, per vivere in tanti luoghi e in tante epoche, come diceva Umberto Eco, ma anche, come diceva Proust in Sulla lettura,i libri assumono un ruolo analogo a quello degli psicoterapeuti“. I libri, insomma, allargano gli orizzonti, curano l’anima e anche la psiche.

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Esiti documentati. In Canada, il paese che più di altri ha ascoltato e preso sul serio le ricerche degli anni novanta, molti operatori sanitari usano la biblioterapia correntemente e l’80% degli psicologi consiglia precise letture ai pazienti.  In Gran Bretagna è in corso, dal 2005, un progetto dal nome Book on Prescription, che ha lo scopo di incoraggiare i medici a prescrivere la lettura ai pazienti. Gli psicologi britannici Gary Kupshik e Clare Fisher hanno prescritto alcuni libri a 74 pazienti che soffrivano d’ansia, ottenendo una riduzione dei sintomi nel 95 per cento dei casi. I miglioramenti sono, inoltre, duraturi perché, attraverso la storia raccontata, il lettore prende coscienza della problematica, la integra nel suo vissuto, ne scopre delle vie d’uscita e smette di sentirsi anormale e solo al mondo. La biblioterapia non è riservata solo ai piccoli dolori dell’anima, come conferma un’inchiesta condotta nel 2009 su 590 volontari dal medico francese Pierre-André Bonnet; di 455 persone affette da disagi psicologici, come una depressione passeggera o una lieve ansia, il 65 per cento riferisce di avere trovato beneficio da almeno un libro letto; si arriva, però, all’80% dei soggetti colpiti da disturbi mentali gravi (depressione acuta e altro). Nel 2013 Gregory Berns e i suoi colleghi dell’Università di Atlanta, hanno dimostrato che la lettura di un romanzo aumenta le connessioni cerebrali.

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Biblioterapia: quali libri. La biblioterapia si basa principalmente su due tipologie di libri: i romanzi informativi e i libri di autoaiuto. I romanzi informativi uniscono una storia romanzata a consigli per la crescita personale, mentre i libri di autoaiuto sono dei manuali che raccolgono informazioni pratiche ed esercizi da eseguire, senza alcuna storia romanzata. La forza del romanzo informativo viene dall’incontro tra dimensione emotiva e cognitiva, che permette al lettore di interiorizzare meglio i consigli pratici. La forza dei libri di autoaiuto viene, invece, dall’abbondanza di esempi pratici in cui è possibile riconoscersi e di esercizi, altrettanto pratici, di crescita personale.

A questo punto, cari amici non avete più scusanti, prendete in mano un libro e leggete: fa bene per tutti i mali e, per chi non ha mali, fa bene per continuare a non avere mali.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

P. de Sutter, V. Doyen, Libri per guarire, in Mente & Cervello nr. 135

 

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